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Altipiani di Arcinazzo, contro la crisi del «Turismo bianco» proposta sinergia unica tra le realtà legate alla montagna

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ALTIPIANI DI ARCINAZZO - È sempre critica la situazione dell’economia «bianca» della montagna laziale, danni subiti dal turismo bianco in questa stagione avara di nevicate nel Lazio, ha infatti creato notevoli problemi non solo alle società impiantistiche, ma anche a tutto l’indotto che vive grazie al turismo legato allo sci, ciò ha portato a ragionare, riflettere, fare un'analisi sul nostro turismo della Montagna laziale, organizzato dal consorzio S.MI.LE. (la società consortile che riunisce i Comuni del Terminillo, tra cui Rieti per lo sviluppo della montagna e gli impianti sciistici reatini), svoltosi nel pomeriggio di martedì agli Altipiani di Arcinazzo presso l'hotel SanGiorgio.

Oltre alla presenza dei membri del consorzio reatino tra cui il Sindaco di Leonessa Paolo Trancassini, sono intervenuti il Sindaco di Trevi Nel Lazio Silvio Grazioli, quello di Arcinazzo Romano Giacomo Troja, quello di Guarcino Urbano Restante, quello di Subiaco Francesco Pelliccia, gli amministratori comunali di Filettino e Piglio, il Presidente della X Comunità Montana Luciano Romanzi, il commissario del Parco dei Monti Simbruini Enrico Panzini, il Presidente del GAL Ernici-Simbruini Giovanni Rondinara e tanti operatori commerciali dell'intero indotto che risentono della crisi delle stazioni sciistiche.

I diversi interventi hanno fatto emergere una serie di conseguenze che scaturiscono da una situazione catastrofica e come tutte le catastrofi portano una calamità naturale è giusto che anche questa sia considerata una calamità naturale: la mancanza di neve. La mancanza della neve, che ha portato in alcuni settori turistici e commerciali la mancanza totale di lavoro con grosse ripercussioni economiche immediate, ma soprattutto per il futuro, in particolare per i settori degli impianti, noleggi sci, Scuole sci, e a seguire tutto l'indotto che e deriva, ma principalmente per i tanti posti di lavoro che non ci sono stati. Ma è emerso che oltre la crisi quale conseguenza della mancanza di neve, esiste una crisi che negli ultimi 10 anni è continuata a crescere, dovuta al fatto che da parte dell'Ente Regionale, non c'è interessamento per il settore della montagna e turismo invernale.  Da tutto questo c'è la necessità urgente di mettersi a lavorare in sinergia, riunire le montagne del Lazio, trovando il giusto canale con la Regione Lazio, per trovare il rimedio a questa montagna malata, trovare una cura che inizi a dare fiducia  e promuovere gli investimenti.
«Oltre alla mancanza di neve -ha commentato il Sindaco di Leonessa- l'altro aspetto che ci unisce seppur in territori diversi è che abbiamo storie comuni, problemi comuni, ma anche obiettivi comuni, ma serve una strategia un interlocutore.  La proposta che vogliamo porre è di adottare una delibera di giunta comunale uguale tra tutti i Comuni, che aderiscono,  nella quale chiediamo alla Regione di prendere in considerazione le nostre esigenze e di avere un costante punto di riferimento presso la Regione, che al momento non vi è; dobbiamo creare un percorso condiviso, unire tutte le nostre forze ed affrontare insieme le problematiche relative». La necessità di creare una sinergia forte e produttiva, per ottenere importanti risultati, per gli impianti sciistici del Lazio, è stata condivisa da tutti i Sindaci e le varie realtà presenti.

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