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Anagni, è tempo di fatti, non di parole: il Comitato per l’Ospedale chiede a Bassetta di attivarsi

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ANAGNI - Il Comitato «Salviamo l’ospedale di Anagni» con una lettera aperta, si è rivolto al Sindaco Fausto Bassetta, affinché convochi in breve tempo, tutti i Sindaci dell’area  nord della provincia , con l’obiettivo di prendere decisioni concrete e dare un segnale chiaro d’impegno per l’ospedale di Anagni.
«La tutela della  salute dei cittadini di Anagni e dell’ ampio territorio limitrofo –si legge nella nota del comitato- è compito istituzionale dei Sindaci dei  Comuni interessati. La situazione ad Anagni è molto grave: i cittadini sono scoraggiati e forse  rassegnati  nel subire  le scelte  politiche, prima che amministrative, dei  manager aziendali  che hanno smantellato il nostro presidio sanitario e indebolito all’ inverosimile i servizi di assistenza di base (LEA) che la  legge  impone di assicurare. La  Regione, nonostante gli annunci  ottimistici relativi al Bilancio in via di assestamento, non sembra avere alcun progetto sul fabbisogno di servizi sanitari nel territorio nord  della  provincia, che comprende  Anagni e una dozzina di altri Comuni. In realtà è l’intera  provincia che vede indebolite ogni giorno le  sue strutture sanitarie, in forte e  radicale  contrasto con quanto ripetutamente  affermato in campagna  elettorale da tutti gli esponenti  politici, in particolare da  Zingaretti,  sull’assoluta  priorità di una  ristrutturazione e distribuzione  dei servizi  in risposta alle  effettive esigenze del territorio.  Questo conferma, se  ce  ne  fosse  ancora  bisogno, che il problema  è politico e chiama in causa direttamente i  rappresentanti  politici, a tutti i livelli, dalla  Regione  ai Comuni,  affinché rispondano  su che  cosa intendano effettivamente  fare  e su come intervenire per porre  rimedio a una situazione preoccupante, per l’ intera  provincia,  ma che, per la  città di Anagni e dei Comuni  limitrofi, non è ulteriormente  tollerabile. Infatti, nelle  condizioni attuali , non si è in grado di far  fronte alle  urgenze ed  emergenze  quotidiane e alle  normali prestazioni  di Primo Intervento.  Il  depotenziamento degli ospedali di Colleferro ed Alatri, con la chiusura di ulteriori reparti di degenza, ha creato una situazione che non è più sostenibile nella zona nord della provincia di Frosinone. Far confluire  presso l’ospedale di Frosinone (dove peraltro  i posti letto non sono  sufficienti : 1,6 x 1000 abitanti) le emergenze e i ricoveri che provengono da un territorio molto vasto, determina un concreto pericolo di vita per quelle patologie  (infarto, Tia, Ictus) dove il tempo di intervento è fondamentale per la vita stessa del paziente. I Sindaci non possono continuare in una posizione di “attendismo” sterile,  né di miopi difese  di qualche  ancora  resistente privilegio che, illudendosi, ritengono possa essere  mantenuto. In termini  molto  netti,  è chiaro che indebolire la  Sanità pubblica ha come risultato la crescita di quella  privata, a scapito di moltissimi e a vantaggio di pochissimi. Alla nostra  Amministrazione chiediamo che il Consiglio Comunale discuta l’approvazione di un piano temporizzato di interventi, per sanare e ristrutturare la situazione, anzitutto quelli dovuti e possibili perché previsti dal Piano Aziendale sottoscritto. Se ciò non è possibile si dichiari pubblicamente la mancanza di poteri  delle  Amministrazioni Comunali per modificare la  situazione. Tanto è dovuto ai cittadini –conclude la nota- ai quali non servono le  dichiarazioni di solidarietà a parole, per non perdere consensi  elettorali, mentre nei  fatti si seguono le indicazioni delle amministrazioni gerarchicamente  superiori. I cittadini vogliono riaffermare i Diritti democraticamente conquistati e sanciti dalla  Legge».

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