Acuto, Roberta Bruzzone ha presentato il suo libro sui retroscena del caso Scazzi

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ACUTO - Martedì 13 gennaio in occasione dei 18 anni di attività dell'Associazione Nazionale «LaCaramella Buona Onlus» contro la pedofilia, presieduta da Roberto Mirabile e di cui la criminologa Roberta Bruzzone ed Anna Maria Pilozzi sono Vicepresidenti, si è svolto presso la sala consiliare del Comune di Acuto un incontro con la nota criminologa che ha presentato  il suo ultimo libro  «Segreti di famiglia - Il delitto di Sarah Scazzi», moderato da Nino Piras. Della tragica vicenda di Sarah Scazzi, assassinata il 26 agosto 2010 e  ritrovata morta   in un pozzo, li da  42 giorni per mano di chi diceva di volerle bene, si è parlato molto e spesso in maniera distorta e mistificatoria della realtà, pertanto al fine di ristabilire la realtà dei fatti,  ha preso forma questo libro, di recentissima pubblicazione. Di Sarah Scazzi si continuerà a parlare a lungo. La vicenda, tra le più controverse nella cronaca recente del nostro Paese, è stata costantemente seguita, commentata e interpretata, da Roberta Bruzzone che in questo libro compie un viaggio meticoloso e preciso all’interno delle prove e delle contraddizioni sia del caso giuridico, che dei suoi controversi protagonisti.  La criminologa nel libro parla di prove e ritiene che la sentenza emessa dalla corte d’assise di Taranto sia il risultato di un ottimo lavoro condotto dalla magistratura. Il libro parte da lontano, dalle radici delle famiglie coinvolte nella vicenda, la famiglia Serrano e quella Misseri, per poi rimettere al centro dell’attenzione Sarah.
«Quando accade una vicenda tragica come quella di Sarah -ha commentato la Bruzzone- si tende a dimenticare con troppa facilità la vittima e a concentrarsi sull’assassino. Questo libro, è da ritenersi, invece, a tutti gli effetti un atto dovuto di verità e giustizia nei confronti della bambina di Avetrana e della sua famiglia». Infatti in maniera scrupolosa e minuziosa, sono stati esaminati tutti gli atti  delle indagini preliminari, prima, e della fase dibattimentale, poi. Sottolineando i vari aspetti e le sfaccettature interessanti, andando oltre  denunciando i retroscena ignobili di questa vicenda con gli enormi interessi a vario titolo che ha scatenato. Roberta Bruzzone, ha illustrato la storia di Avetrana, con un parallelismo sulla recente tragedia della morte del piccolo Loris, partendo da un minimo comune denominatore, e cioè  che ambo le vittime vivevano all'interno di famiglie generalmente "normali", accudite da quelle figure che avrebbero dovute proteggerle, ma poi sono stati i loro carnefici.
Il pubblico presente è rimasto molto coinvolto, partecipando vivamente nella presentazione ed illustrazione dei due fatti intervenendo. Presenti all'incontro il Sindaco Augusto Agostini ed gli uomini della locale stazione dei Carabinieri.

 (Foto: Gabriele Cori)

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