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Acuto, ex-ONMI: Provincia vorrebbe vendere; l’Associazione «Terra Dolce» avanza proposta di utilizzo

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ACUTO - Prosegue l’incertezza sul futuro dello stabile ex-ONMI di Acuto, di proprietà della Provincia di Frosinone, che versa in uno stato di semi-abbandono e di continuo degrado delle strutture: nonostante le molteplici iniziative istituzionali sia da parte della Provincia che del Comune è difficile uscire dall’impasse. Nel luglio del 2010 il Consiglio Comunale di Acuto aveva predisposto ed approvato all’unanimità un appello per l’utilizzazione dello stabile. Il sindaco Augusto Agostini aveva in più occasioni, nei mesi e negli anni successivi, prospettato soluzioni alternative, suggerendo di utilizzarlo come centro di accoglienza per i profughi o per ospitare qualche scuola o un ostello della gioventù. A marcare l’esigenza di un intervento anche alcuni militanti di Casa Pound, che nel settembre 2013 avevano esposto sul terrazzo uno striscione con la scritta: «Basta degrado».
Ma già nel dicembre del 2012 la Provincia aveva escluso che ci fossero le condizioni per una ristrutturazione dell’immobile sia per difficoltà tecniche, sia per l’insostenibilità economica dell’operazione mancando le condizioni per un suo effettivo utilizzo, e prospettava piuttosto la vendita a un privato come soluzione preferenziale. La determinazione della Provincia nel mettere l’immobile in vendita è infatti legata anche all’esigenza di recuperare liquidità e migliorare la situazione di bilancio dell’ente. Nel maggio 2013 la Provincia ha inserito lo stabile nell’elenco dei beni da dismettere insieme con le vecchie sedi delle Caserme dei Carabinieri di Anagni e Fiuggi ed altri edifici ad Arpino e Supino, perché «non suscettibili di utilizzazione economica».
Per poter pienamente disporre del bene, poco più di un mese fa, la Provincia ha  sollecitato il Comune di Acuto a liberare gli spazi al piano terra di cui attualmente dispone in uso gratuito.
Al di là delle intenzioni del proprietario però, nell’attuale situazione di mercato, è ben difficile trovare un acquirente motivato. Il valore della struttura viene infatti valutato intorno ai 4-500mila euro. Ma per poterla rendere utilizzabile sono poi necessari ulteriori, pesanti interventi di ristrutturazione. La completa valorizzazione degli spazi a disposizione richiederebbe con ogni probabilità l’abbattimento completo dell’edificio attuale e la sua ricostruzione con criteri moderni (dopo aver verificato la compatibilità di un simile intervento con eventuali vincoli in tal senso). Una operazione molto più costosa, che fino ad oggi non è riuscita ad combinarsi con nessuna idea imprenditoriale praticabile e sostenibile. Ciò fa sorgere dubbi sulla effettiva realisticità della valutazione economica fatta dall’ente proprietario, le cui aspettative di far cassa costituiscono una concausa dell’immobilismo in atto da anni.
A smuovere le acque proprio in queste settimane, l’Associazione no-profit «Terra Dolce» di Anagni ha avanzato una manifestazione di interesse proponendo l’utilizzazione dell’ex-ONMI come centro culturale, turistico e sociale multifunzione. La proposta dell’Associazione prevede la presentazione di un progetto per l’utilizzazione almeno parziale degli spazi a seguito di una ristrutturazione da effettuarsi facendo ricorso a finanziamenti europei. Il punto debole di questa proposta è che, mantenendo la proprietà pubblica della struttura in capo alla Provincia, sfumerebbe per questo ente la possibilità di «far cassa» e di liberare risorse economiche da mettere a bilancio.
Lo scorso 3 aprile il sindaco Agostini ha dunque nuovamente scritto al Commissario Straordinario Giuseppe Patrizi perorando una soluzione che consenta comunque di uscire dallo stallo: «L’oggettiva situazione di degrado dello stabile non potrà consentire di ricavare dalla cessione introiti significativi. Stante questa situazione il vero business ricavabile da questo stabile è costituito dal suo eventuale recupero ed utilizzazione in quanto occasione di lavoro e di sviluppo per paese e per il territorio. Auspico che con l’impegno e la disponibilità di tutti possa concretizzarsi l’interesse dell’Associazione Terra Dolce».
Vedremo se e quali saranno gli sviluppi di questa vicenda.

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