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Ospedale di Anagni, il Comitato lancia l'allarme: "La bozza di Atto aziendale è aria fritta". Previsto ridimensionamento

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altANAGNI - “All'udienza del 2 luglio, su iniziativa concorde delle parti, il TAR ha disposto un rinvio della discussione sul merito del ricorso al prossimo 29 gennaio 2014.

Abbiamo fatto rilevare che sono in corso contatti tra il Comitato, che ha promosso il ricorso, e la regione Lazio e che si sta verificando la possibilità di una soluzione che tuteli i diritti dei ricorrenti rendendo, quindi, inutile un pronunciamento del Tribunale”.

Con queste parole l’avvocato Simone Dal Pozzo (foto in basso) del Comitato “Salviamo l’ Ospedale  di Anagni” annunciava l’ennesima proroga dell’udienza di merito presso il TAR di Roma, per la discussione del ricorso per salvare l’Ospedale di Anagni dalla chiusura decisa dai decreti Polverini.

Una proroga da molti accolta, ancora una volta, con ottimismo per le sorti dell’Ospedale di Anagni visto che, sia la Regione che la Asl, tramite i loro avvocati, sono stati d’accordo con la decisione del TAR di rinviare ancora l’udienza, in attesa di un accordo tra le parti. Del resto la situazione dell’assistenza sanitaria nella regione Lazio e  nella provincia di Frosinone, in particolare, è disastrosa dopo i tagli lineari della Polverini. Ci si aspettava quindi un piano di riordino credibile ed efficace della rete ospedaliera da parte della nuova amministrazione regionale.

In questi giorni è stata diffusa invece la bozza di atto aziendale della ASL di Frosinone che definire aria fritta è poco. Come al solito è un atto aziendale calato dall’alto senza tenere in nessuna considerazione le proposte del coordinamento provinciale delle associazioni che non è stato per nulla coinvolto.

 Per quanto riguarda l’ Ospedale di Anagni vengono previsti 10 posti letto di hospice e 10 posti letto infermieristici. Nulla si prevede per quanto riguarda le emergenze né, tantomeno, per quel che riguarda la prevenzione e i servizi terapeutici contro le patologie causate dalla situazione ambientale della Valle del Sacco. Agli anagnini basterà l' alta concentrazione industriale del proprio territorio che gli ha fatto  guadagnare un triste riconoscimento: quello di includere ben sette siti  a forte rischio ambiente e salute.

 Del resto lo abbiamo già segnalato: l’Ospedale di Frosinone, per ragioni strutturali e organizzative, non è in grado di rispondere a tutte le emergenze della provincia di Frosinone conseguenti alla chiusura di ben sette ospedali ciociari. Inoltre non si tiene conto della tendenza delle popolazione del nord della Ciociaria a rivolgersi naturalmente alla sanità romana più che a quella di Frosinone. Infatti la prima struttura ad essere presa d’assalto è sicuramente l’Ospedale di Colleferro, più facilmente raggiungibile rispetto a quello di Frosinone.

altSuccede così che mentre Frosinone prende medici e infermieri delle strutture chiuse, Colleferro prende solo i pazienti e scoppia. Risulta incredibile come possano essere ancora prodotti atti di governo, della sanità pubblica, completamente decontestualizzati dalle effettive necessità dei territori.

Per quel che riguarda Anagni e la zona nord della provincia di Frosinone questo significa escludere dai servizi sanitari una delle aree industriali più importanti del Lazio, con un adiacente territorio montano a forte vocazione turistica residenziale, con al centro Anagni meta quotidiana di migliaia di studenti di ogni ordine e grado.  Qualche amministrazione comunale, di qualche comune dove esiste ancora un ospedale, in riferimento all'atto aziendale ha convocato consigli comunali straordinari. E la nostra amministrazione, e quelle dei Comuni vicini, cosa intendono fare?

 Per queste ragioni, chiediamo all’eurodeputato Francesco De Angelis, ai Sen. Francesco Scalia e Maria Spilabotte, all’ On. Nazzareno Pilozzi, al Consigliere regionale Mauro Buschini e a tutti i politici eletti in Ciociaria di intervenire presso il Commissario alla Sanità del Lazio per poter discutere  del progetto  di rimodulazione dell’ Ospedale di Anagni, elaborato da medici operanti nella struttura, per verificarne la fattibilità.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Luglio 2013 14:29

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