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Codici contesta i disservizi di Acea ATO5 sulla gestione del servizio idrico in provincia di Frosinone

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FROSINONE - Si è tenuta oggi, il 18 dicembre, alle ore 11:00, presso la Casa del Volontariato in via Pierluigi da Palestrina 14 (Frosinone),  la conferenza stampa “La situazione idrica  a Frosinone: dalla mancata restituzione delle quote di depurazione e di fognatura ad altri disservizi”, organizzata dal Codici, Centro per i Diritti del Cittadino.
È ormai da molto tempo che i cittadini lamentano la mancata restituzione delle quote di fognatura e di depurazione: sono più di 60.000 le utenze che oggi hanno diritto alla restituzione delle somme per la mancata fruizione del servizio di depurazione delle acque. Gli importi di restituzione possono variare dalle poche decine a migliaia di euro a seconda del tipo di utenza. A tal proposito ricordiamo il diritto del cittadino a non dover pagare alcun canone di depurazione laddove questo non fosse garantito o comunque non adeguatamente funzionante. A stabilirlo è stata una sentenza della  Corte Costituzionale, la 335/2008 che sanciva, inoltre, il diritto al recupero di quanto versato al luglio del 2008.
Le cifre di cui si parla non sono assolutamente banali, stiamo parlando di milioni di euro ed il problema riguarda diverse provincie, tra cui anche Frosinone. E proprio a Frosinone i cittadini lamentano sempre più spesso rincari, disservizi e la mancanza di un piano di gestione congruo da parte di Acea Ato 5.
In questo contesto si colloca la battaglia del Codici contro i disagi che l’utenza è costretta a subire continuamente. Recentemente l’associazione ha vinto una importante battaglia legale, conclusasi con la nuova sentenza del Tar Lazio, sezione Latina, che ha ordinato la restituzione delle quote di depurazione agli utenti dell'AATO 5.
Ma i disagi idrici dei cittadini purtroppo non finiscono qui: passeranno infatti un brutto Natale tutti coloro che si sono visti recapitare fatturazioni in acconto con consumi stimati superiori anche oltre 10 volte quelli effettivi. Questo succede a Fontechiari, in provincia di Frosinone.
Le testimonianze arrivate al Codici dagli utenti di Acea Ao 5 sono sconcertanti:

·        R.C., disoccupata, vive in un alloggio popolare con il marito, lavoratore precario: fattura 900 euro.
·        M.D., single, vive in 60mq di appartamento: fattura 300 euro.
·        G.Z., pensionata, appartamento in  affitto, consumo medio annuo non superiore ai 100 euro: dovrà pagare una fattura di 600 euro.
Ecco quanto sta accadendo: ultimamente il gestore del SII ha effettuato la fatturazione in acconto fino a 4 mesi con scadenza proprio sotto le vacanze di Natale.

Gli importi sono esosi a causa delle stime che, in buona parte dei casi, vengono adottate applicando la tariffa in eccedenza. Una vera e propria oscenità sia contabile che consumeristica. Non solo non viene rispettata la periodicità delle emissione della fatturazione ma i consumi sono errati e quasi sempre maggiorati rispetto agli oggettivi.
La grave anomalia è rappresentata dal numero di mesi considerato, che non può mai essere di quattro: la carta dei servizi vigente dispone che il periodo massimo di fatturazione non può essere superiore ai tre mesi e deve essere supportato da almeno due letture effettive annuali. Questa situazione ha determinato una vera e propria emergenza sociale, che si aggiunge alle numerose del territorio ciociaro già fortemente provato dalle note criticità del servizio idrico.
In tale contesto si colloca la conferenza stampa odierna, un passo importante per avviare un’azione collettiva per migliorare la situazione dell’utenza del frusinate, in maniera specifica in riferimento al recupero delle quote di fognatura e di depurazione.

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