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Serrone, amministrazione a difesa dell’Istituto comprensivo; Proietto: «Useremo tutti i mezzi»

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SERRONE - Dopo il Consiglio comunale straordinario, che ha portato all’approvazione di un atto di indirizzo forte e chiaro, e dopo l’acquisizione di tutte le certificazioni che supportano le ragioni – reali non campanilistiche – che giustificano la strenua difesa, il sindaco Maurizio Proietto ha inviato l’intera documentazione a tutti i soggetti che, in qualche modo, hanno voce in capitolo sulla vicenda. L’atto fondamentale della difesa dell’autonomia dell’Istituto comprensivo di Serrone è la delibera con cui, all’unanimità, il Consiglio comunale (in una sua fase aperto al locale Consiglio di Istituto ed alle associazioni presenti sul territorio), ha messo nero su bianco le principali motivazioni per cui, nonostante la immotivata proposta avanzata dalla Provincia di Frosinone, la scuola deve essere salvata.

Nella seduta straordinaria, interamente dedicata alla questione, il Consiglio comunale compatto ha infatti deliberato:
a) “Di esprimere la propria contrarietà alla scelta contenuta nel piano di dimensionamento della rete scolastica provinciale per l’anno scolastico 2013- 2014 circa la soppressione dell’Istituto comprensivo di Serrone”.
- Tenuto conto che: Il Consiglio di istituto dell’Istituto Comprensivo di Serrone il 27 settembre 2012 ha deliberato di proporre il mantenimento dell’autonomia scolastica dello stesso. La Giunta comunale con la delibera n.84 del 28 settembre 2012 ha deliberato
- di proporre il mantenimento dell’autonomia scolastica dell’Istituto comprensivo di Serrone.
- di ribadire che il mantenimento dell’autonomia scolastica dell’Istituto comprensivo di Serrone, è previsto dalla legge, in quanto lo stesso presenta i seguenti parametri di riferimento per la definizione di Istituzione scolastica autonoma riportati all’art. 7.2 della delibera di giunta regionale n.381 del 20/07/2012:
1) Orografia, riferita alla ubicazione della scuola: Serrone ha 3 stabili, di cui 2: il plesso principale, che ingloba la scuola media inferiore e la direzione, e un altro dove si svolge la scuola per l’infanzia ad una altitudine di 700 m s.l.m..
2) Tempi percorrenza, mediamente previsti per raggiungere la scuola: Per fare il giro di raccolta degli alunni di Serrone occorrono dai 45 ai 60 minuti effettivi.
3) Sistema trasporti, razionalmente previsti per raggiungere la scuola: I mezzi di trasporto per il collegamento con gli Istituti più vicini a Serrone sono praticamente inesistenti”.

b) Considerare questo deliberato in linea con le finalità previste dalla DGR 381 del 20/7/2012: art. 1 comma 2 dove si propone di ‘realizzare l’efficace esercizio dell’autonomia insieme con la loro capacità di rapportarsi con il territorio”; art. 3 comma 1 “organizzare un’offerta formativa sempre più funzionale ad una efficace azione didattico educativa sul territorio; realizzare il diritto all’apprendimento; ridurre il disagio degli studenti’.

c) di fornire le osservazioni del nostro Consiglio Comunale alla Giunta Regionale, all’Anci, all’Uncem, all’assessore della Provincia di Frosinone, all’assessore al ramo del Comune di Frosinone, al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, al Direttore regionale della direzione ‘Istruzione, programmazione dell’offerta scolastica e formativa, diritto allo studio e politiche giovanili’, al dirigente dell’area Programmazione dell’offerta di istruzione della Regione Lazio e a tutte le organizzazioni sindacali , al Ministro per la Pubblica Istruzione e al Presidente della Repubblica oltre agli organi di stampa.

d) Di avviare una raccolta di firme su tutto il territorio al fine di far sentire la voce del paese alla legittima richiesta di questo Consiglio.

e) di demandare al Sindaco ed alla Giunta comunale l’attuazione di ogni iniziativa volta a sollecitare la Provincia di Frosinone e la Regione Lazio a non sopprimere l’istituto comprensivo di Serrone”.

Al pari di quanto fatto la scorsa estate al fine di salvare l’ufficio postale di Serrone capoluogo (impresa poi riuscita), ancora una volta il sindaco Maurizio Proietto e l’Amministrazione comunale tutta cercano di coinvolgere la comunità locale in una battaglia che interessa tutti.

Tra i tanti che sono intervenuti al Consiglio aperto sulla scuola, l’assessore all'Istruzione Pubblica Natale Nucheli, ha ribadito quanto la difesa che persegue l’Amministrazione non vuole essere di forma ma di sostanza, ricordando i cospicui investimenti fatti sulla scuola in questi anni: “corso di musica – spiega Nucheli - nuoto, corsi di lingue, gite culturali, la presenza dello psicologo a scuola, sono tutti esempi che la presenza dell’istituto comprensivo nel territorio ha una importanza fondamentale, e che non è possibile rinunciarvi. L’accorpamento implica anche la chiusura della segreteria, e non c’è nessuna norma che impone alla segretaria di eventuali altri istituti di venire periodicamente a Serrone. Abbiamo quindi una sola strada: chiedere il mantenimento dell’istituto e non formule mediate che lasciano il tempo che trovano”.

Il Sindaco Proietto, oltre a ripercorrere tutti i passaggi di questa incredibile vicenda che, appena un anno fa, sembrava definitivamente risolta ma che è stata riaperta dalla scelta ingiustificabile della Provincia di rimettere Serrone tra le scuole da sopprimere: “da anni ormai – evidenzia Proietto - si rilevano ripetuti attacchi alla nostra istituzione scolastica, senza che si tenga conto delle caratteristiche del territorio, e degli effetti negativi che tagli indiscriminati ai servizi hanno nella vita sociale dello stesso.
Purtroppo – sottolinea il sindaco – le osservazioni complete e dettagliate avanzate, a tempo debito, dalla Giunta comunale e dal Consiglio d’istituto della scuola sono state ignorate dalla Provincia, che ha quindi respinto la richiesta di mantenere l’istituto comprensivo a Serrone  facendo leva su un solo parametro, ovvero un numero di alunni inferiore ai 400 (Serrone ne ha 315, più 20 nella sezione primavera), ma disattendendo quanto previsto dall’ art. 7.2 della DGR 381 del 20/7/2012 e non ottemperando alle procedure operative previste dall’art. 5 comma 4 della stessa.
Abbiamo sperato fino al termine che, come un anno fa, la materia approdasse in Consiglio provinciale, che avrebbe saputo vagliare al meglio la situazione. Ma ciò non è avvenuto. Per quanto ci riguarda, -conclude il Sindaco- sia chiaro, ci batteremo con tutti i mezzi a disposizione, sia politici che amministrativi e legali, affinché vengano riconosciuti i nostri diritti e modificata nelle sedi deputate la scelta della Giunta provinciale”.

Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Novembre 2012 01:11

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