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Ospedale di Anagni, chiude anche l'UTIC. Posti letto tagliati e trasferimenti di personale. E' rivolta

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ANAGNI - Si fa drammatica la situazione per l'Ospedale di via Onorato Capo, dopo la chiusura di uno dei fiori all'occhiello della struttura sanitaria, l'unita di Terapia Intensiva Coronarica (UTIC).

La decisione presa in via temporanea dicono dalla Asl, ha accorpato anche altri reparti con conseguente trasferimento di personale in esubero. Questo si aggiunge alla recente mancata riapertura di ortopedia, causata, secondo la Direzione sanitaria, dalla mancanza di personale, e anche quest'ultima temporanea.

Stavolta il colpo è tremendo alla già tanto bistrattata struttura anagnina, che rimane aperta grazie solamente ad una ordinanza del Consiglio di Stato dell'agosto 2011, in attesa della sentenza definitiva del TAR del Lazio attesa per dicembre. Ma certo è che, se continua così, il depotenziamento dell'ospedale sarà presto una certezza e nessun tribunale sarà più in grado di fermare quanto stabilito dai Decreti firmati Renata Polverini, che hanno chiuso da due anni l'ospedale.

"La Direzione aziendale ha disposto, a decorrere dal 15.10.2012 - si legge in una nota a firma dell'addeto stampa della direzione Asl - l’accorpamento delle UU. OO. di Medicina Generale e di Cardiologia con la riduzione dei posti letti globali da 28 a 20; la disattivazione temporanea dell’ UTIC con blocco dei ricoveri e trasferimento dei pazienti presso le U.O. Cardiologia/ UTIC di Frosinone, la pronta disponibilità notturna integrata per i dirigenti medici delle UU. OO. Medicina e Cardiologia, l’accorpamento delle UU. OO. di Chirurgia Generale e di Urologia con servizio di pronta disponibilità notturna congiunta.
In considerazione della diversa organizzazione ospedaliera e della sospensione dei ricoveri presso la UTIC, i pazienti attualmente ricoverati, qualora non dimissibili, saranno trasferiti presso le Unità Operative Cardiologia/ UTIC degli altri Presidi Ospedalieri della Asl. Il personale non più impegnato nelle attività disattivate e/o accorpate - conclude la nota - sarà utilizzato provvisoriamente in altri Presidi per le esigenze di servizio".

Sindacati, personale e comitato Salviamo l'Ospedale di Anagni sono sul piede di guerra. Dopo aver ingaggiato da tempo una battaglia giornaliera per tenere viva la struttura anagnina, sono pronti a chiamare a raccolta gli utenti (stimati in oltre 80mila) dell'ospedale, di Anagni e dei paesi limitrofi.

Intanto si fa durissimo anche lo scontro politico. Il coordinamento dei circoli dell'area nord del Partito Democratico, hanno reso nota la loro posizione con un durissimo volantino che non solo attacca  le scelte della Regione Lazio ma soprattutto quelle della Direzione della Asl, tornando a chiedere le dimissioni del direttore Carlo Mirabella (foto a sx):  "L’opera di devastazione del territorio e di affossamento del diritto alla salute iniziata dal PdL, da Franco Fiorito e dalla Polverini prosegue anche dopo la crisi regionale", spiegano dal PD.

«La Asl di Frosinone ha deciso di chiudere l’Unita’ di terapia intensiva dell’ospedale di Anagni e di accorpare dei reparti con tanto di taglio di posti letto. Il Direttore generale della Asl Mirabella, la cui nomina a suo tempo e’ stata proposta da Franco Fiorito, insieme alla sua dirigenza, continua a depauperare e spogliare il nostro ospedale, umiliando il diritto alla salute dei nostri concittadini e dimostrandosi inadeguato al ruolo che ricopre».

I circoli PD di Anagni, Paliano, Piglio e Serrone, costituitisi nel coordinamento dell’area nord della provincia, chiedono «l’immediata riconsiderazione del provvedimento e ribadiscono l’impegno dei militanti, gruppi dirigenti e rappresentanti istituzionali a difesa della struttura ospedaliera e del diritto alla salute dei propri concittadini».

E il consigliere regionale Francesco Scalia chiede il rispetto dell’ordinanza del Consiglio di Stato, ritenendo «ingiustificato» lo smantellamento dell’Ospedale. Scalia in una nota spiega: «La Direzione della Asl lo definisce un  provvedimento urgente e temporaneo, ma dopo che il Consiglio di Stato ha sospeso il decreto della Polverini, che sanciva la chiusura dell’ospedale di Anagni, da parte dell’azienda sanitaria c’è stato un progressivo svuotamento della struttura. Per questo, nutro seri dubbi  sulla ‘temporaneità’ delle disposizioni, che vanno nella direzione opposta da quella indicata dal Consiglio di Stato». E conclude: «A questo punto – conclude Scalia – credo sia necessario ricorrere nuovamente al Consiglio di Stato e chiedere l’ottemperanza della sua ordinanza, elusa dagli ultimi provvedimenti adottati dalla Asl, e ribadire con forza il nostro No alla chiusura di un ospedale importante per Anagni e per l’intero comprensorio».

Ultimo aggiornamento Sabato 13 Ottobre 2012 13:51

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