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Frosinone, Rete studenti medi davanti le scuole della provincia: "Basta emergenze edilizia scolastica e aule sovraffollate"

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FROSINONE - Stamane davanti ad alcune scuole della provincia, la Rete degli Studenti Medi di Frosinone ha organizzato un volantinaggio per denunciare le condizioni, rimaste immutate, degli studenti e della Scuola.

"Continuiamo a toccare con mano situazioni di emergenza - scrivono in una nota - in cui l'edilizia scolastica è in condizioni drammatiche, con aule sovraffollate e laboratori inutilizzabili quando non assenti.

Quello che ci viene ripetuto dal Governo Monti, dal Ministro Profumo e dalle amministrazioni locali è che il nostro Paese non ha risorse, che siamo in un momento di crisi. Noi non siamo d'accordo. Crediamo che la questione centrale sia la scelta politica di investire in alcuni settori piuttosto che in altri. La verità è che questo Governo non identifica la scuola e l'istruzione come una risorsa su cui investire, bensì come una spesa, uno spreco su cui continuare a fare politiche di tagli.

Il Governo non sente la crisi economica e la necessità di effettuare tagli quando si parla di acquistare F-35 per 9,7 miliardi di euro, ma lo fa quando si tratta di rifinanziare il sistema formativo che - scrive ancora la Rete - ha subito 12 miliardi e mezzo di tagli negli ultimi quattro anni.

Ci chiediamo se questo governo intende porre le basi per il futuro di questo Paese sulla guerra, a giudicare dagli investimenti che fa, o su scuola, università e ricerca. Per noi l'unica uscita dalla crisi è necessariamente un forte investimento in scuola, università e ricerca, il contrario delle politiche che questo Governo ha messo in campo fino ad oggi.

Per questo saremo davanti alle scuole di tutta Italia il primo giorno di scuola, per dire al Governo quali sono le nostre priorità di spesa e dove bisogna procedere a tagli significativi. Mostreremo al governo i nostri carrelli della spesa, che non sono fatti di armi e guerra, ma di scuola, di cultura, saperi e diritto allo studio.

Non siamo più disposti - proseguono - ad accettare la retorica del "ce lo chiede l'Europa" solo quando le richieste riguardano la macelleria sociale e il taglio dei diritti. L'Europa ci chiede di ridurre la percentuale di abbandono scolastico del 10%, di aumentare del 15% il numero di laureati in matematica, scienze e tecnologie, di elevare al 85% la percentuale di ventiduenni diplomati, ci chiede di ridurre sotto il 20% la percentuale di quindicenni con scarse capacità di lettura.

L'Europa ci chiede una scuola di qualità e noi la chiederemo a questo Governo - conclude la Rete - a partire dal primo giorno di scuola in un percorso di mobilitazione autunnale il 28 settembre con l'Unione degli Universitari sotto al MIUR, il 4 ottobre organizzeremo volantinaggi e banchetti informativi sul disegno di Legge Aprea assieme alla FLC-CGIL, il 12 ottobre, una data di protesta studentesca nazionale, con una mobilitazione a Sora contro le politiche del governo e il disegno di legge Aprea, il 20 ottobre aderiremo alla mobilitazione nazionale della FLC-CGIL, fino a giungere al 17 Novembre giornata mondiale dello Studente.

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