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Anagni, Convitto Regina Margherita: la diatriba Chiesa-Stato che dura dal 1876

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ANAGNI - Davvero un salto indietro di centocinquant'anni, quello che stiamo vivendo in questi giorni, con la diatriba tra Chiesa locale e Convitto Regina Margherita.

Protagonisti la parrocchia di San Paolo in San Giacomo che rivendica l'ala sinistra della chiesa adibita a refettorio, portando avanti le sue ragioni "storiche" e giuridiche, e la direzione del Convitto impegnata a difendere le sue ragioni "didattiche": il Convitto è ormai sede infatti di scuole di ordine e grado diversi. Come se ne uscirà? Difficile a dirsi.

Vi proponiamo una ricostruzione della vicenda storica che sta animando la croncaca anagnina, fatta di blitz, denunce e carte bollate, così come l'ha ricostruita di recente, per il quotidiano Ciociaria Oggi, Monica Cesaritti, che ringraziamo per il contributo: "Una querelle che affonda le radici nel passato, ai giorni dello scontro più aspro tra Stato e Chiesa, all’indomani della presa di Roma: era il 1876, infatti, quando il Fondo per il culto cedette in proprietà al comune di Anagni l’ex convento dei domenicani e in uso l’annessa chiesa di San Giacomo.

Nel 1908 il Comune cedette a sua volta la proprietà del convento e l’'uso della chiesa, la cui proprietà rimase al Fondo per il culto, al convitto nazionale. Successivamente il Convitto adibì a cucina la navata sinistra della Chiesa.

Nel 1966 il Comune decise di restituire definitivamente la chiesa al Fondo per il culto e successivamente, nel 1985, anche il Convitto restituì la chiesa alla Curia di Anagni, ma priva della navata sinistra di cui, nel 1996, la Soprintendenza chiese il ripristino integrale dopo una verifica effettuata su richiesta del Fondo per gli edifici di culto (Fec).

Tra il 2002 e il 2004 vari tentativi di soluzione della controversia in modo pacifico vennero esperiti presso la Prefettura di Frosinone, infine nel 2005 l’'atto di citazione presso il Tribunale di Roma cui, nel 2008, fece seguito la sentenza con cui la magistratura ha riconosciuto alla parrocchia la proprietà della navata.

Il 25 giugno 2012 la Corte di Appello di Roma ha accolto l’istanza di sospensione della esecuzione della sentenza di primo grado, in attesa della decisione di merito, ma solo in relazione al capo I della sentenza stessa" Il resto è aspra cronaca di questi giorni.

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