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Regione Lazio, la sinistra all’attacco su Piano Dimensionamento Scolastico: «Ricorso disperato contro TAR»

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ROMA - Attaccano con vigore i consiglieri della sinistra in seno al Consiglio Regionale del Lazio sul Piano di Dimensionamento Scolastico approvato dalla Regione Lazio e parzialmente rigettato dal TAR. In una nota diffusa nella serata di ieri i consiglieri Di Stefano (PD), Nobile (Federazione della Sinistra) e Zaratti (Sinistra e Libertà) spiegano: «Altra occasione perduta in Commissione Scuola del Consiglio Regionale. La maggioranza infatti ha deciso di arroccarsi in una insensata difesa a oltranza dell’operato – sbagliato – della Giunta in materia di dimensionamento, facendo passare gli interessi di parte prima di quelli dei cittadini. Non solo: oggi si scopre che le cose stanno peggio di come si pensava. Questa mattina, infatti, si dovevano discutere due risoluzioni presentate dall’opposizione con le quali, da una parte, si chiedeva di ritirare la delibera sul dimensionamento scolastico perché nata su presupposti che poi, non a caso, si sono rivelati incostituzionali, e dall’altra si invitava la Giunta a non ricorrere al Consiglio di Stato contro due pronunciamenti del Tar del Lazio su due specifici casi di dimensionamento; casi nei quali la Regione aveva, ovviamente, perduto.
La prima risoluzione, manco a dirlo, è stata respinta; quanto alla seconda: nel primo caso, relativo alle disposizioni del dimensionamento scolastico che erano state previste anche per i convitti nazionali, visto che si trattava di un errore palese della Giunta (perché la legge li esclude dalla possibilità di intervento regionale in quest’ambito) è stata accolta; per fortuna, vista l’evidenza dell’errore originale…
Ma la dose di buonsenso mostrata dalla maggioranza non era sufficiente per accogliere l’altra richiesta contenuta nella mozione, ossia quella di non ricorrere al Consiglio di Stato contro il pronunciamento del Tar del Lazio del 7 giugno scorso per quanto riguarda l’I.C. De Amicis di Viterbo; un caso in cui il Tar ha accettato il ricorso presentato dai genitori degli alunni contro il dimensionamento e ha emesso una sentenza di annullamento della delibera 42 del 3 febbraio scorso sul dimensionamento scolastico 2012/2013. Si badi bene, si tratta di una sentenza di annullamento, peraltro fondata su argomenti molto solidi, e non solo una sospensiva, come finora ci era stato detto...
Noi avevamo chiesto di non ricorrere in appello contro questa decisione del Tar, fondandoci su argomenti specifici, ossia perché la stagione è ormai avanzata e quindi qualsiasi decisione non potrà venire presa che a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, quando ormai il Ministero dell’Educazione avrà provveduto a fare un organico in funzione di quanto deciso dai giudici amministrativi. Per non parlare del fatto che i presupposti che hanno permesso al Tar di dire no al dimensionamento così come lo aveva pensato la Regione sono molto validi e quindi la possibilità che il ricorso venga accolto in Consiglio di Stato è assai bassa.
Ebbene niente da fare, richiesta respinta: contrariamente a ogni forma di buonsenso, il ricorso si fa e se questo poi provocherà fino a settembre inoltrato lo stato di incertezza di alunni, genitori e docenti, poco importa.
E dopo aver visto le carte del Tar si capisce anche il perché di tanta testardaggine: non si tratta più solo di una questione puntuale di una scuola, se la Regione non fa ricorso in Consiglio di Stato è tutto l’impianto del dimensionamento scolastico 2012/2013 che crolla. E quindi, anche se la sentenza mostra in modo inequivocabile che il provvedimento regionale non va bene, bisogna a tutti i costi andare avanti. È evidente che dietro questo atteggiamento non c’è altro che un cieco interesse politico e non certo la preoccupazione per i bisogni della scuola laziale.
E se ad anno scolastico iniziato il Consiglio di Stato confermasse la sentenza del Tar e il caos piombasse sul mondo della scuola, tanto peggio… Questa è la politica di questa Giunta.

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