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Regione, approvato Piano ricerca e innovazione. Plaude Abbruzzese ma Scalia attacca: "Passa solo grazie al PD"

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ROMA - “E’ una risposta concreta alla domanda di sviluppo e di semplificazione che ci viene dal tessuto imprenditoriale regionale e che sono certo avrà delle positive ricadute sull’occupazione e sul sociale”. Lo ha affermato oggi  il Presidente del Consiglio Regionale Mario Abbruzzese, conseguentemente all’approvazione in aula del Programma Strategico Regionale per la Ricerca, l’Innovazione ed il trasferimento tecnologico 2011-2013. 

“E’ indiscutibile il valore che assumono la ricerca e l’innovazione tecnologica –ha affermato Abbruzzese - per sostenere lo sforzo di rilancio della nostra economia: con un miglioramento decisivo delle performances aziendali si può puntare a migliorare l’orizzonte produttivo delle PMI diffondendo, oltre alle best practices anche una cultura dell’innovazione. Cultura che, come ampliamente dimostrato da tanti studi, rappresenta il valore aggiunto nella creazione di reddito e che può essere elemento discriminante per invertire i destini di una crisi che ormai da tempo paralizza l’intero settore produttivo” .

 

“Questo provvedimento – ha continuato il Presidente – è il risultato di sette mesi di lavoro congiunto tra Giunta e Consiglio Regionale: uno sforzo che ha portato a destinare circa 240 milioni di euro che serviranno a creare nuove start-up ed a favorire la nascita di reti d’impresa, ad attivare positivi spin-off che consentano di valorizzare il sistema della ricerca, a sostenere settori prioritari (come ad esempio i distretti tecnologici), a finanziare grandi progetti innovativi ed a supportare la pianificazione strategica di tutto quello che rappresenta il sistema regionale della ricerca e dell’innovazione. Fondi sui quali la Regione Lazio ha puntato moltissimo, convogliandovi le risorse del Por-Fesr Europeo (che incidono per 83 milioni di euro) in linea con gli indirizzi del Piano Nazionale di Riforma ed in sinergia con le direttive del Programma Nazionale di Ricerca”.

“In una Regione che è la seconda per apporto al PIL del paese - puntualizza Abbruzzese – e nella quale le Piccole e Medie Imprese producono materialmente il 59,3% dell’export nazionale diretto verso i paesi europei, è necessario ricalibrare il tiro, puntando sull’innovazione e sull’internazionalizzazione, guardando a mercati in vorticosa crescita come quelli asiatici, bacini in cui il mercato non è ancora saturo ed in cui potrebbe addirittura, per alcuni settori in particolare, non esserci concorrenza. Decidere dunque di destinare un investimento così ingente allo sviluppo, vuol dire fornire alla Piccola e Media Imprenditoria del Lazio gli strumenti concreti per affrontare le sfide dei mercati internazionali, invertendo la spirale della crisi e riagganciando gli obiettivi di crescita in tempi rapidi. Non a caso, uno dei punti di forza della nostra economia è rappresentato proprio dall’export proveniente dai poli tecnologici, che hanno registrato nel primo trimestre 2012 un aumento del 24,9%, risultato che si conferma migliore rispetto al dato nazionale dei poli hi-tech fermo al 10,9%”.

Al presidente del Consiglio regionale replica però il consigliere del PD Francesco Scalia spiega: “Un provvedimento importante che dà piena attuazione alla legge 13 del 2008, arrivato con estremo ritardo e approvato solo grazie al senso di responsabilità del Partito Democratico, che ha garantito il numero legale, visto che la maggioranza è sempre più impegnata nelle proprie lotte interne”. Questo il commento del consigliere regionale del PD, Francesco Scalia, sul Programma strategico regionale per la ricerca ed il trasferimento tecnologico approvato oggi alla Pisana.

 “Nel testo proposto dalla Giunta – continua Scalia – ci sono elementi di forte continuità con la precedente programmazione a sostegno della ricerca e dell’innovazione volte al rafforzamento di strutture già operanti nel nostro territorio e allo sviluppo tecnologico. All’interno del provvedimento è previsto un intervento sui fondi por fesr 2007/2013, che a causa dei ritardi accumulati da questa amministrazione regionale, rischiano di andare perduti, se non impegnati entro la fine del 2013. In una fase economica così fragile i fondi europei restano l’unico strumento di sostegno alle nostre imprese, quindi diventa indispensabile il totale utilizzo dei finanziamenti comunitari”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Luglio 2012 12:50

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