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Serrone, il Distretto socio-assistenziale A di Frosinone: «Settore sociale, futuro preoccupante»

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SERRONE - Si è svolta Serrone, nella sede della delegazione a La Forma, la conferenza distrettuale del Distretto Socio Assistenziale A di Alatri per illustrare ai presidenti dei centri anziani dei 15 comuni del comprensorio il loro ruolo nell’ambito dei nuovi scenari del sociali sanciti dalle scelte dell’attuale governo della Regione Lazio.
«In questo quadro così difficile – ha detto il sindaco di Serrone, Maurizio Proietto – è fondamentale che incontri come questo siano un momento di socialità, per condividere tutti insieme le difficoltà di un settore che sta vivendo un momento difficile e delicato in cui il ruolo di tutti noi può essere molto utile nel dare gli stimoli giusti alle nuove generazioni, in un mondo in cui il presente ci vede regredire rispetto al recente passato. Il passaggio dalla politica dei distretti a quella di un’unica struttura provinciale (Oasi) con la riforma in discussione alla Regione aggraverà ancora di più tale situazione di per se molto pesante. Cogliamo l’occasione per chiedere alla Regione Lazio di fare marcia indietro su questa impostazione, a tal fine ci stiamo muovendo bipartisan con moltissimi altri sindaci per avere audizione nell’apposita commissione regionale per spiegare le nostre ragioni».
«È vero – aggiunge l’assessore Natale Nucheli – il sociale sta cambiando. I tagli della Regione Lazio creano difficoltà enormi anche a tutto ciò che riguarda gli anziani. Fino al 2010, per fare un esempio, le attività per la terza età avevano un finanziamento specifico. Si è passati da 10-000 a 1700 euro. Questo porterà inevitabilmente a ridurre drasticamente questi importanti servizi e serve l’aiuto di tutti per mantenere una certa presenza».
Timori, quelli di sindaco e assessore, confermati anche dalla dottoressa Rita De Caro, referente del Distretto A, che sconsolato ha ribadito: «non sappiamo che fine faremo. Con la creazione delle Oasi si segna la fine dei servizi sociali tradizionali. In Regione non ci ascolta nessuno e l’amarezza è tanta. Per il 2012 abbiamo resistito ma al 31 dicembre i fondi per il sociale nel Lazio vengo tagliati da 400 milioni di euro a 70 milioni, con conseguenze che possiamo immaginare. Ad iniziare da tutti quei servizi (nonno vigile, accompagnatori, sostegno alla famiglia) che oggi venivano fatti grazie a piccoli rimborsi a qualche anziano e domani saranno possibili solo se ci sarà qualcuno disposti a farlo per puro volontariato».
Dopo il saluto emozionato del presidente del Centro anziani di Serrone, Eugenio Pagliaro, è il presidente dell’Auser, Mario Ciccarelli, a dare una sferzata di entusiasmo all’ambiente con un intervento grintoso e positivo: «nonostante i problemi noi ci siamo e supereremo pure questa. L’importante è restare compatti, consapevoli di essere dei ‘diversamente giovani’ e, in quanto tali, avere le giuste energie per farcela. Dobbiamo, però, aprirci al dialogo con i giovani, perché è solo questa integrazione tra generazioni che può consentirci di superare le difficoltà. Difficoltà che, non lo dimentichiamo, nelle grandi città colpiscono anche la Chiesa e la famiglia».
Dopo la proiezione del film “SorRiso Amaro”, le rappresentanze dei singoli comuni sono rimasti insieme ancora un po’ con una degustazione di prodotti tipici che ha permesso alle diverse realtà di avere il tempo di confrontarsi e scambiare qualche impressione.

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