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Regione, Politiche agricole, Birindelli alla CIA: "Fare squadra per cambiare strutturalmente l'agricoltura"

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ROMA - "C'e' assoluto bisogno di fare squadra, perché il futuro dello sviluppo rurale tracciato dalla Pac post 2013 sappia garantire un futuro sostenibile alle nostre aziende e, di conseguenza, salvaguardare i livelli produttivi e occupazionali, nonché le peculiarità dei nostri prodotti”.

Lo ha detto Angela Birindelli, assessore alle Politiche agricole della Regione Lazio intervenendo alla presentazione del progetto editoriale "Un Lessico Comune per l'Agricoltura" promosso dalla Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) del Lazio.

“In questo momento di difficoltà e di mancanza di risorse - ha aggiunto l’assessore Birindelli -, sappiamo che il principale strumento economico che le Regioni hanno a disposizione per sostenere un cambiamento strutturale dell’agricoltura è il Programma di Sviluppo Rurale.

Per questo la Giunta Polverini ha cercato sin dall’inizio di perseguire la crescita e la modernizzazione del comparto agricolo regionale puntando alla valorizzazione dei prodotti locali e alla promozione della qualità e della territorialità.

Fin qui abbiamo ottenuto grandi risultati riuscendo sempre a raggiungere gli obiettivi di spesa del nostro Psr. In poco meno di due anni abbiamo indirizzato oltre 170 milioni di euro di fondi pubblici allo sviluppo agricolo, cercando di privilegiare lo sviluppo di progetti e investimenti da parte delle imprese per migliorare il loro posizionamento competitivo sui mercati. Ma ancora molto c’è da fare per superare le debolezze strutturali del nostro settore agricolo.
E’ necessario prima di tutto che il mondo istituzionale e il sistema agroalimentare siano impegnati per una posizione unitaria che permetta di far valere nell’ambito della futura PAC le ragioni e le peculiarità dell’agricoltura italiana. Peculiarità che sono la capacità di produrre qualità, sicurezza alimentare, legame con il territorio, sostenibilità e innovazione.

Al centro della PAC – ha concluso Birindelli - deve restare l’impresa agricola e il territorio in cui opera. Questo significa che nei momenti di crisi in cui vi è un calo delle risorse, la politica agricola deve poter continuare a garantire le imprese e assicurare il reddito degli agricoltori professionali, quelli che fanno dell’agricoltura il proprio mestiere principale”.

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