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il giornalino di Acuto - Frosinone

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Nabaztag, iniezione di capitali per salvare il coniglio WiFi?

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NabaztagPARIGI - La crisi economica ha colpito con durezza anche il "primo coniglio senza fili", dall'impronunciabile nome armeno: Nabaztag, cioè "coniglio". Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, si tratta di un curioso coniglio elettronico in grado di connettersi ad internet senza fili, interagendo in maniera assolutamente originale con la rete. Il coniglio, infatti, sprovvisto di qualunque display, è in grado di controllare e, letteralmente, leggere la posta elettronica, gestire messaggi personalizzati, scaricare podcast, dare informazioni sulle previsioni del tempo o sull'andamento della borsa, fungere da sveglia, sintonizzarsi con programmi radiofonici, etc.

Oltre che con la propria voce, è in grado di comunicare grazie a un sistema di luci incorporate, o anche muovendo le lunghe orecchie. Come ogni animale domestico che si rispetti, ha anche una propria personalità e compiere una serie di azioni di propria iniziativa, o di essere di buono o di cattivo umore.
Prodotto dalla francese Violet, dal 2005 a oggi ne sono stati venduti diverse centinaia di migliaia di esemplari, che hanno dato vita ad una vivace e affezionata comunità in tutto il mondo. Il Nabaztag ha vinto numerosi premi per l'innovazione: il DME Award 2007, il Netxplorateur of the Year nel 2008, e il Prix Ars Electronica per la Musica Digitale nel 2009.

Dal successo alla crisi (e ritorno?)
Passato il momento "della moda" e con l'avvento della crisi economica, però, lo scorso anno le vendite del simpatico gadget si sono fortemente ridimensionate e il fatturato è calato di un terzo, riducendosi da 3,2 a 2,2 milioni di euro. La società non è riuscita a sostenere i costi fissi, ed è stata costretta a giugno a portare i libri in tribunale.
Spiega Rafi Haladjian, fondatore di Violet: «L'unica risorsa che sostiene Violet è la vendita dei prodotti nei canali della grande distribuzione, da cui ricaviamo i proventi necessari ad assicurare tutti i servizi, che sono gratuiti per l'utilizzatore finale. Ma con l'avvento della crisi, cioè da più di un anno, gli acquisti effettuati dalla grande distribuzione e attraverso i grossisti sono diventati molto più cauti. E' evidente che per noi la congiuntura è durissima: siamo una startup innovativa attiva nel settore dell'elettronica di consumo in una situazione generale di crisi economica...».
Il 4 settembre scorso era prevista la chiusura dei server centrali che gestiscono questa atipica specie di roditore, decretandone la morte individuale e l'estinzione di massa. Ma il genocidio più rapido della storia sembra essere stato scongiurato all'ultimo momento dall'intervento di una società disposta ad accollarsi i costi di gestione dell'intero sistema informatico: si tratterebbe della start-up francese GoProd, che ha presentato un piano per tenere in vita la comunità di roditori.
La GoProd è partecipata da Iliad, una società proprietaria del provider francese Free, sarebbe particolarmente interessata a una serie di servizi rivolti ai suoi utenti più giovani attraverso BabyGo.fr, un motore di ricerca  specificamente pensato per l'infanzia.

L'auspicabile, ma improbabile, svolta OpenSource
«GoProd si impegnerebbe a rendere OpenSource tutto il codice necessario al funzionamento di nabaztag/tag e di mir:ror (un accessorio del coniglio in grado di leggere targhette elettroniche o RFID, ampliando le capacità di interazione legate all'"Internet degli oggetti") - spiega Adrien Touati, azionista di GoProd - Certo che ci potrebbero essere offerte [per rilevare Violet] più allettanti da un punto di vista economico, ma senza alcuna garanzia di sopravvivenza per il coniglio e per il suo ecosistema».
Non solo altri imprenditori si sono mossi per salvare il coniglio dal suo destino: una colletta per salvare l'azienda è partita spontaneamente tra gli stessi utilizzatori, che si sono coordinati attraverso il sito francese: Sauvez Nabaztag! , e avrebbero già raccolto oltre 100.000 euro.
«Sarebbe la prima volta al mondo - scrivono gli organizzatori - di una società salvata dal fallimento dai propri clienti».
L'ultima parola di questa vicenda spetta comunque ai giudici fallimentari, che ovviamente dovranno rispondere prioritariamente alle richieste dei creditori che non all'esigenza di far sopravvivere questa singolare popolazione di conigli elettronici, le cui sorti restano perciò in bilico.
La data prevista per la decisione è venerdì prossimo, 11 settembre.

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   ::: AGGIORNAMENTO 14 settembre 2009 :::
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L'11 settembre scorso sono pervenute al tribunale fallimentare di Parigi tre offerte per rilevare Violet: oltre a quella presentata da GoProd, dunque, altri due gruppi sarebbero interessati a proseguire l'attività legata a Nabaztag e agli altri "oggetti intelligenti". Tuttavia, il tribunale ha ritenuto che nessuna delle offerte presentate fosse soddisfacente.

In particolare, GoProd avrebbe offerto una cifra simbolica (29,99 euro) per l'acquisto dei marchi del gruppo, prospettando un investimento di circa 300.000 euro per il rilancio delle attività di sviluppo e commerciali. Il tribunale ha ritenuto tuttavia insufficiente l'offerta economica presentata, suggerendo che una cifra congrua potrebbe essere quella di 500.000 euro. Ora gli investitori hanno un ulteriore mese di tempo per presentare una nuova offerta, ma questa volta non ci saranno appelli: se nessuna offerta sarà ritenuta congrua, la società sarà posta in liquidazione, e il futuro dei conigli di plastica sarà segnato, insieme a quello dei 15 dipendenti della società.

AGGIORNAMENTO del 12 ottobre 2009: segui il link
Nabaztag, Mindscape fa una nuova offerta per rilevare Violet dopo il fallimento?

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Ottobre 2009 17:09

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