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Senato, nuovo stop al terzo mandato

Virgilio CaivanoROMA - La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha respinto nei giorni scorsi alcuni emendamenti contenuti in un disegno di legge relativo a misure di sostegno nei confronti dei piccoli comuni e finalizzati a reintrodurre la possibilità di superare il limite vigente di due mandati consecutivi per i sindaci. Il Presidente della Commissione Affari Costituzionali non ha nemmeno posto in votazione gli emendamenti, ritenendoli estranei alla materia trattata dal disegno di legge. A seguito di questa decisione, si fa ancora più in salita il percorso che dovrebbe portare all'approvazione di una norma che reintroduca il "terzo mandato" in tempo utile per la prossima tornata elettorale, il 6 e 7 giugno prossimi.
Ora le speranze dei sostenitori del "terzo mandato" sono infatti affidate interamente all'iniziativa diretta del governo Berlusconi: «Auspichiamo che ci sia ancora un margine per l'esame in Aula del provvedimento e che la settimana prossima il governo approvi senza indugi e nella sua interezza il ddl e trasmetterlo con ogni urgenza al Parlamento affinché la norma sul mandato sia inserita, in tempo utile per le elezioni 2009, all'interno di un provvedimento di prossima conversione in legge», ha dichiarato Mauro Guerra, presidente della Consulta Anci per i Piccoli Comuni, giudicando «un segnale deludente» il voto espresso dal Senato. Neppure nella seduta di oggi, però, il Consiglio dei Ministri ha preso iniziative in tal senso.


Favorevoli e contrari
Se l'ANCI è fermamente critica nei confronti della norma che limita a due i mandati consecutivi per i quali ciascun sindaco può governare «in considerazione delle particolari e negative ripercussioni della norma attuale in queste realtà», ci sono altre associazioni che spingono in direzione opposta. Il portavoce nazionale di "Piccoli Comuni", Virgilio Caivano, denuncia una deriva pericolosa, in particolar modo in relazione al tessuto sociale del Mezzogiorno: «Ci troviamo di fronte ad un vero delirio di onnipotenza da parte di tantissimi amministratori locali che credono di poter fare praticamente tutto quello che vogliono dentro e fuori dalle regole».
Le affermazioni di Caivano si riferiscono anche alle recente preoccupazioni espresse dalla Corte dei Conti per il riemergere diifuso di una corruzione sistemica e ormai quasi scientifica: «
Il sistema della cattiva amministrazione ha elaborato strategie e comportamenti raffinati a partire dalla cosiddette “triangolazioni”, in breve io ti assegno l’incarico tecnico nel mio Comune ed il favore mi viere restituito attraverso il conferimento ad un mio familiare nel tuo Comune o in quello amico. Una condizione ormai prassi costante in tantissime piccole comunità locali, soprattutto del Sud, dove i clan del cemento e le lobbies dei tecnici hanno fatto incetta dei fondi europei con risultati disastrosi per lo sviluppo del Mezzogiorno. Molte spesso - ha rimarcato Caivano – sentiamo parlare di controllo dal basso ed io mi domando come può esercitare il doveroso controllo quell’amministratore comunale che nello stesso tempo è anche tecnico incaricato o suoi familiari da Enti di secondo livello in merito a progettazioni ricadenti nel Comune amministrato e quindi nella complicata veste di controllore e controllato? Un sistema perverso che cristallizza la vita pubblica e ne comprime ogni ipotesi di crescita».
In relazione all'ipotesi di reintroduzione del terzo mandato, Caivano afferma senza mezzi termini che una simile iniziativa costituirebbe «la fine di ogni speranza di cambiamento e di futuro».


Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Marzo 2009 10:58

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