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Guidoni lascia il PdCI

 ACUTO – Umberto Guidoni, ex-astronauta e attuale parlamentare europeo, ha comunicato ufficialmente la sua uscita dal Partito dei Comunisti Italiani. Guidoni ha reso nota la sua decisione attraverso una lettera pubblicata dal quotidiano nazionale “l’Unità” nella quale in un passaggio si legge: «Ho preso la decisione di non rinnovare la tessera e di uscire dal PdCI con il cuore pesante, sapendo che avrei lasciato tanti compagni di lotte, ma anche con la consapevolezza che avrei trovato altri compagni che, pur venendo da altre esperienze, sono intenzionati a percorrere insieme questa nuova strada, con gli stessi valori di sempre». Guidoni nella missiva lascia intravedere in modo chiaro quale è il suo progetto politico per il futuro: «La valanga dei consensi verso le destre ci ha consegnato un'Italia xenofoba, reazionaria e fondamentalista, su cui il governo Berlusconi sta facendo leva per scardinare le fondamenta dello Stato democratico, laico e solidale. Di fronte a questa offensiva, la cui virulenza è sotto gli occhi di tutti, in particolare nella cronaca di queste ore, l'unica risposta è mettere in campo un progetto di aggregazione delle forze sane del paese, che si riconoscono nei valori della costituzione antifascista, nata dalla resistenza, che si sono battute e vogliono continuare a farlo per rendere più giusta e includente la società italiana. Non importa da quale esperienza provengano: comunista, socialista o ambientalista. Quello che conta è costruire insieme un progetto di trasformazione della società che sia capace di sfidare l'immobilismo del PD e di riconquistare, da subito, la mente e il cuore del nostro popolo e, in futuro, la maggioranza del paese».

La lettera completa di Umberto Guidoni pubblicata da “l’Unità”
Quando mi sono avvicinato al PdCI, esattamente 5 anni fa, l'ho fatto perché credevo nel progetto di rinsaldare la sinistra, in una strategia complessiva di costruzione di un centro-sinistra contrapposta alla destra berlusconiana, eversiva e pericolosa per il paese.
Dopo che il Partito Democratico ha scelto la deriva moderata, rompendo con i partiti alla sua sinistra, ho pensato che questo progetto potesse svilupparsi almeno per costruire una forza unitaria in grado di controbilanciare, nella società, la sterzata centrista del PD e l'assenza di un riferimento politico per le forze del sindacato e del lavoro. Per questo ho aderito alla Sinistra Arcobaleno, pur non condividendone le forme e i connotati elettoralistici, sperando che le difficoltà e le resistenze delle diverse sigle si sarebbero superate col tempo. Quello che non potevo immaginare è che, mentre ancora fumavano le macerie della lista Arcobaleno, Oliviero Diliberto, segretario di un partito nato per costruire una sinistra unitaria, liquidasse con un'alzata di spalle quell'esperienza, facendo appello ad un'unità dei comunisti tanto velleitaria quanto avventuristica. La valanga dei consensi verso le destre ci ha consegnato un'Italia xenofoba, reazionaria e fondamentalista, su cui il governo Berlusconi sta facendo leva per scardinare le fondamenta dello Stato democratico, laico e solidale. Di fronte a questa offensiva, la cui virulenza è sotto gli occhi di tutti, in particolare nella cronaca di queste ore, l'unica risposta è mettere in campo un progetto di aggregazione delle forze sane del paese, che si riconoscono nei valori della costituzione antifascista, nata dalla resistenza, che si sono battute e vogliono continuare a farlo per rendere più giusta e includente la società italiana. Non importa da quale esperienza provengano: comunista, socialista o ambientalista. Quello che conta è costruire insieme un progetto di trasformazione della società che sia capace di sfidare l'immobilismo del PD e di riconquistare, da subito, la mente e il cuore del nostro popolo e, in futuro, la maggioranza del paese. Ho preso la decisione di non rinnovare la tessera e di uscire dal PdCI con il cuore pesante, sapendo che avrei lasciato tanti compagni di lotte, ma anche con la consapevolezza che avrei trovato altri compagni che, pur venendo da altre esperienze, sono intenzionati a percorrere insieme questa nuova strada, con gli stessi valori di sempre. L'aver preso una strada diversa dai compagni del PdCI non mi fa dimenticare che lo scopo principale di tutti noi è creare un mondo più giusto. Spero vivamente che queste due strade tornino ad intersecarsi perché sono convinto che solo se la sinistra sarà unita e sarà forte, pur con le sue diverse anime, sarà utile per il nostro popolo e potrà, davvero, cambiare questo paese. 

Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Maggio 2009 10:28

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