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Anagni, Per il 75° anniversario della liberazione, il messaggio del Sindaco Daniele Natalia

alt ANAGNI - Un 25 aprile molto significativo quello vissuto oggi durante il Coronavirus, con celebrazioni limitate al pubblico, ma che comunque non sono mancate nei vari centri d’Italia, dove è riecheggiato il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “…Le energie positive che seppero sprigionarsi, nella primavera del 1945, portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche oggi, nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite…” . Ad Anagni il Primo Cittadino Daniele Natalia accompagnato da altre autorità nella centralissima piazza silenziosa (foto in basso), era presente per il doveroso omaggio per questa data così importante, con un messaggio molto ricco ed intenso di contenuti per questo 75° anniversario:

“Si celebra la Festa della Liberazione, in sostanza la fine , almeno quella ufficiale se vogliamo far finta che la storia inizi e finisca seguendo un preciso calendario, della guerra civile che dal 1943 al 1945 aveva visto gli italiani combattersi con durezza e crudeltà. Proprio come l’anno scorso vorrei invitare gli anagnini, specie i più giovani che sono fortunatamente lontani dalle scorie ideologiche di cui, da ambo le parti, questa festa è stata ammantata nel corso degli anni, ad evitare che una festa istituzionale che dovrebbe essere patrimonio di tutti possa essere utilizzata come un randello per colpire l’avversario politico. Occorre storicizzare – ma veramente! – gli eventi legati alla resistenza ed alla guerra civile. Non è infatti esistita un’unica resistenza partigiana, quella “rossa”, ma furono anche i monarchici, i liberali, i democristiani, i socialisti ed i repubblicani a partecipare a quell’opera di riscatto morale e civile. Allo stesso tempo invito a non “demonizzare” chi scelse, sull’onda di un ideale – e magari senza conoscere appieno - di salire al Nord sapendo già di combattere una guerra persa; si deve imparare a distinguere tra chi combatté, da ambo le parti, con onore e chi sfruttò la situazione d’emergenza determinata dalla guerra per perpetrare crimini. Ma se il dato storico è importante per formare una coscienza civica individuale e nazionale condivisa, esiste per ogni appuntamento istituzionale anche un dato politico da considerare. Nel caso del 25 aprile 2020 questo dato non può che essere collegato con l’emergenza Covid-19 che oggi viviamo sulla nostra pelle: come il 25 aprile del 1945 segnò la data della “ripartenza” nazionale dopo il periodo buio della guerra, così noi dobbiamo avere non solo la speranza ma la forza e la costanza per rilanciare questo Paese dopo il coronavirus. Socialmente, economicamente ed anche politicamente l’Italia sta affrontando una grande prova e la nostra comunità cittadina non può essere da meno. Dobbiamo “liberare le nostre energie”, non solo quelle già operanti ma anche quelle sopite per tornare a vivere e per tornare a farlo bene. Buon 25 aprile anagnini! Viva la Libertà! Viva l’Italia!”

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