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Trevi Nel Lazio, La replica dell’ex Assessore Cecconi

alt TREVI NEL LAZIO - Non è tardata a giungere la replica dell’ex Assessore Vincenzo Cecconi, chiamato in causa nei giorni scorsi da una critica da parte della maggioranza amministrativa del Sindaco Silvio Grazioli, in relazione ad una superficiale gestione delle casse comunali. “Il sindaco di Trevi –scrive l’ex Assessore Cecconi- prova a colpire la mia persona solo per distogliere l’attenzione da fatti e misfatti che hanno portato il nostro Comune sull’orlo del dissesto finanziario. E’ un tentativo puerile quanto disperato. Il 6 agosto u.s., S. Grazioli ha dovuto portare in approvazione del Consiglio Comunale, la delibera di ricorso alla procedura di cui all’art. 243 bis del Testo Unico Enti Locali. Come noto, detta procedura consente ai comuni, prima di dichiarare definitivo dissesto e in presenza acclarati gravi squilibri strutturali di bilancio, di proporre un Piano di risanamento pluriennale. Lo stesso, naturalmente, dovrà essere approvato dalla Corte dei Conti, che ne valuta anche l’efficacia. L’amministrazione Grazioli, senza girarci troppo intorno, ha provocato, in 4 anni, un buco di “appena” 1.817.000 euro che, sulla base di una scala di gravità, non può essere riassorbito prima di 15 anni (il massimo è 20 anni). E’ questo e solo questo che turba i sonni del nostro sindaco ed è per questo che cerca nascondersi dietro le maliziose divagazioni, esternate, a sproposito, proprio su questo stesso giornale online. La drammatica situazione finanziaria, che stiamo vivendo a Trevi, si è venuta a determinata per una gestione irresponsabile, fatta di spese folli, di contributi distribuiti, a piene mani, ad associazioni e comitati vari, per centinaia e centinaia di migliaia di euro; da fiumi di denaro per spese legali (oltre 500.000 euro in 4 anni); dal ricorso spregiudicato e permanente a consulenti esterni; da politiche assistenzialistiche praticate senza criterio, con distribuzione generalizzata di denaro pubblico; dallo sfondamento del tetto della spesa per personale; ecc. ecc. Il ricorso all’anticipazione di cassa, poi, è stato praticato in modo permanente ed al massimo consentito (circa 800.000 euro annui). Credo basti fermarsi qui per capire quale sia la reale situazione amministrativa e finanziaria di Trevi. Ora, con questo sconcertante quadro –continua l’ex amministratore- Grazioli non trova di meglio da fare che prendersela con un ex assessore, reo, da semplice cittadino, di denunciare, sui social, la gestione della cosa pubblica da parte di un’amministrazione che si è contraddistinta, unicamente, oltre che sperperare denaro delle casse comunali, per distruggere, quanto più possibile, il lavoro svolto da chi lo ha preceduto, fino a vanificare ogni speranza di riscatto di un’intera popolazione. Ridicolo, se non patetico, il ricorso all’elencazione di fatti amministrativi, risalenti fino ad 8 anni fa, corredati da una ridda di cifre, tanto per scioccare l’ignaro lettore e convincere i fans che tutto va bene e che le colpe sono degli atri. In realtà si tratta molto semplicemente di lavori pubblici, coperti finanziariamente o da somme recuperate a seguito di ricognizione di mutui, o da finanziamenti pubblici, regolarmente appaltati e regolarmente liquidati. L’iter tecnico/burocratico, del resto, è fatto che riguarda i dirigenti e non certo i politici, ai quali, semmai, spetta solo esprimere volontà politica e rendere indirizzo. Ma Grazioli fa confusione perché, con ogni evidenza, non conosce la differenza tra potere politico e potere di gestione, tanto è vero che lui stesso si autonomina responsabile di servizio per fare poi una gran confusione di ruoli. A beneficio dei lettori, e per far capire chi sia realmente il sindaco di Trevi, preciso che il citato lavoro di ristrutturazione del castello fu chiuso e rendicontato in data 05/09/2016, mentre il saldo del finanziamento, pari a 117.829, è stato erogato dalla Regione Lazio in data 15/12/2016, ovverosia in epoche ricadenti sotto l’amministrazione Grazioli. Ma non basta, sempre Grazioli, non avendo pagato la ditta esecutrice dei lavori, ha ricevuto da questa gli atti ingiuntivi, atti ingiuntivi che però ha ne onorato ne impugnato nelle sedi giudiziarie, sia in tribunale che successivamente innanzi al TAR, allorquando quest’ultimo ha dovuto persino nominare un commissario ad acta per la definitiva liquidazione. Insomma Grazioli rendiconta, Grazioli riceve i soldi, Grazioli viene chiamato in giudizio, per gli atti esecutivi e innanzi al TAR, Grazioli non si costituisce e viene condannato anche a pagare le spese, e poi la colpa è dell’ex Assessore Cecconi. Piuttosto la popolazione di Trevi, residente e non, è particolarmente preoccupata della decisione di tappare il buco finanziario di quasi due milioni di euro, interamente generato dall’amm.ne Grazioli, consegnando la rete fognaria ad ACEA S.p.A., la quale ha promesso, proprio per questa operazione, in passato, la restituzione di 1.320.000 per l’acquisizione della stessa. Quindi svendiamo una nostra infrastruttura per consegnarci, di fatto, in braccio ad una multinazionale che, con ogni probabilità, non tarderà a pretendere il nostro definitivo passaggio al Servizio Idrico Integrato, dal quale, fino ad oggi, siamo fortunatamente rimasti fuori. La somma, così come promessa da ACEA, è stata già offerta in garanzia alla Corte dei Conti perché accettasse il piano di rientro di risanamento pluriennale del bilancio. E questo basta anche a spiegare le preoccupazioni di molti trebani. Ecco i veri guai di Grazioli –conclude la nota- ed ecco perché, non sapendo dove andarsi a nascondere, se la prende con gli ex assessori, cambia discorso ed alza inutili polveroni con l’unico obiettivo di farla franca”.

 

 

 

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