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Trevi Nel Lazio, La replica dell'ex Assessore Cecconi


altNon è tardata la replica da parte dell'ex Assessore Vincenzo Cecconi, in risposta alle recenti dichiarazioni del Sindaco Silvio Grazioli. "Le reazioni del sindaco di Trevi, ormai, non sorprendono più nessuno! Infatti, ogni volta che viene chiamato alle sue responsabilità, puntualmente va alla ricerca di argomenti elusivi, con l’evidente scopo di distrarre l’opinione pubblica. Questa volta ha optato per improbabili quanto inutili e stucchevoli digressioni linguistiche, pensando, così, di dribblare le tante domande che vengono poste al primo cittadino e che, inevitabilmente, restano senza risposta. Così, invece di attenersi alla sostanza delle critiche mosse ad una amministrazione sempre più latitante, il sindaco Grazioli si mette a disquisire circa la terminologia utilizzata per riportare una famosa, quanto efficace, locuzione latina: “sutor ne supra (ultra) crepidam”. La verità è che un “sutor” (ciabattino – “scarparo”), seppure accanito e fedele tifoso, resta sempre un “sutor” e, pertanto, farebbe bene ad evitare ad avventurarsi in argomenti di cui non ha alcuna competenza; mentre una “obligatio”, oppure “obbligazione”, resta sempre un impegno, un dovere morale che può essere onorato solo da persone intellettualmente oneste. E questo, a quanto pare, non è il nostro caso. Non si capisce poi perché Grazioli cerca di iscrivere gli altri al suo club esclusivo, che già vanta, quali membri di diritto, asini della portata di Barone e Stellina, che, come a tutti noto, sono pezzi pregiati della “scuderia “ di famiglia, amorevolmente accuditi in loc. Piaggio, quando, questa, può già fregiarsi della presenza altamente rappresentativa del rampollo più promettente, grande studioso ed esperto di pascoli e di armenti. E come di solito accade, proprio colui che si pretende dotto professorino, va poi ad incappare in imperdonabile strafalcione. L’ espressione “reato penale”, cui il nostro sindaco fa ricorso per sottrarsi, come suo solito, ai propri doveri, se per i non addetti ai lavori può essere considerato un mero pleonasmo, per coloro che hanno condotto studi giuridici, appare sicuramente un grave errore, da sottolinearsi tre volte con la matita rossa. E, quindi, l’iscrizione al club di Barone e Stellina, oltre che per affinità, va concessa, a pieno titolo, anche “Honoris Causa”. Nel merito degli argomenti, cui avrebbe fatto meglio ad attenersi Grazioli, tengo a precisare:

1. Continua a disquisire sull’epoca di realizzazione del ponte di Comunacque (ignorando che un’opera antica può anche essere restaurata nel tempo, ma non per questo viene datata all’ultimo intervento), dimenticando che la sua prima reazione, dopo il crollo, non è stata quella di ricercare sinergia fra enti, ma più semplicemente di lavarsene le mani, sostenendo che il ponte non fosse di Trevi;

2. La convenzione con la Guardia di Finanza, che aveva arricchito le sale del castello Caetani di pregiati reperti archeologici, scritta o non scritta, esisteva nei fatti e se Grazioli avesse avuto a cuore il suo paese, avrebbe dovuto confermarla, semmai consolidarla e mai scioglierla, svuotando, così, le sale del museo D.A. Pierantoni. Volontà precisa o incapacità?

3. Grazioli si deve solo vergognare, lui, a parlare del Prof. Schinaia, grande direttore artistico del festival di musica antica “Trebantiqua” (attività svolta a titolo gratuito!), si deve vergognare in primo luogo perché, nonostante fosse invitato, non ha mai partecipato ad un solo concerto, in secondo luogo perché il Prof. Schinaia, cui tutt’ora mi onoro di essere amico, sentimento ampiamente ricambiato, fu denigrato ed oltraggiato proprio da quella parte di paese che scalpitava nell’attesa di vedere il suo ritorno ad occupare lo scranno di primo cittadino e, con cinismo e violenza verbale, colpiva tutto ciò che poteva disturbare la grande rentrèe, con i disastrosi risultati a cui, oggi, purtroppo assistiamo;

4. Trevi è alla canna del gas e, per restare in tema, si accusa la passata amministrazione di aver consentito, a parenti (?), di far passare delle canne zincate sulle mura del castello; Grazioli, però, accecato dalla foga di parlar male di qualcuno, non si è accorto che, quelle canne, furono installate nel corso del suo primo mandato (2008) e con il suo consenso. E qui sta tutta l’indole mistificatoria e mendace di questo personaggio.

5. In merito alla vicenda della direttrice museale, si precisa che è stata la stessa dott.ssa Branciani a segnalare, sui social, la sospensione dei suoi stipendi, come della indisponibilità di Grazioli a sostenere qualsivoglia iniziativa diretta a migliorare, ovvero promuovere il museo stesso. Come possa prendersela con gli altri è tutto da capire!

6. In merito alla tenuta ed alle presenze registrate presso il castello, c’è poco o nulla da dire. La verità è che, nel corso dell’Amm.ne Schina, il castello Caetani costituiva un vero e proprio attrattore turistico. Era in realtà un luogo pieno di cultura e di vita, oggi è solo un ricettacolo di escrementi di piccione, per altro, portatori, come noto, di varie malattie tra cui la salmonella. Mi diceva un amministratore del nord Ciociaria, di cui per correttezza non faccio il nome, che da quando Trevi ha rieletto sindaco Grazioli, è miseramente tornato nell’oblio o, per dirla con le sue parole: “è scomparso da tutti i radar”.

In ultimo -conclude Cecconi-si rammenta all’attuale primo cittadino che, se non vuole ricevere decreti ingiuntivi, invece di accusare gli altri, tenga in ordine i conti del comune, ammesso che sia ancora in tempo, usi il denaro pubblico con giudizio e parsimonia, provveda a pagare solo a seguito di impegni formali e verificate le regolari coperture, ma soprattutto di non confondere i finanziamenti tra loro e questi con la liquidità di cassa".

 

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