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Piglio, Felli interviene sulla proposta di riassetto delle Regioni: «Difendiamo la nostra identità»

PIGLIO - «Estendere la Regione Campania fino a Frosinone per dar vita ad una nuova Regione “Tirrenica” è un orientamento sbagliato, sia dal punto di vista istituzionale e della rappresentanza democratica, che dal punto di vista economico, culturale e sociale». Esordisce così il Sindaco di Piglio Mario Felli sulla proposta di legge, che rivede il nuovo riassetto geografico dell’Italia, che vede l’azzeramento delle provincie e la nascita di accorpamenti regionali.

«La Provincia di Frosinone  –continua Felli- continua ad essere colpita e martoriata, da scelte e decisioni che mettono in ginocchio il territorio e la sua comunità, toccando settori importanti: sanità, occupazione, ambiente assorbendo e portando la sua funzionalità allo stremo delle forze, il tutto senza mai conoscere e tastare la volontà della sua popolazione che quasi in modo inerme continua a subire colpo su colpo, tanto da annullare quasi le istituzioni presenti sul territorio in primis i Comuni. Il popolo è sovrano, ma a questo punto non si comprende su cosa, se rischia di perdere la sua identità territoriale.
Ritengo che  sarebbe un grave errore sostenere la riforma Morassut-Ranucci, che va a mortificare di più la provincia di Frosinone da decisioni ingiuste provenienti da Roma. È una proposta sbagliata, penalizzante per il nostro territorio che perderebbe gli effetti positivi della vicinanza a Roma, e si vedrebbe assorbita in una Regione lontana dalle nostre esperienze e cultura. È un’iniziativa importante e visto che si parla della nostra terra, è giusto che noi in quanto protagonisti della situazioni,  subendo le conseguenze di ciò,  dobbiamo dire la nostra con forza ed a gran voce, unendo  tutte le istituzioni presenti, insieme anche a quelle della Provincia di Latina (che con Frosinone verrebbe accorpata alla Campania), per rimettere sul tavolo istituzionale la discussione. magari ridisegnando i confini a seconda delle vocazioni territoriali. Parto dal presupposto che di per se, ridisegnare l’Italia, differente da quella storicamente formatasi dopo l’Unità d’Italia, non credo sia la soluzione al problema economico che il nostro paese sta affrontando ora, al fine di risparmiare sul costo delle istituzioni regionali, questo non lo è stato togliendo i finanziamenti statali ai Comuni, e spremendo all’osso la funzionalità delle Provincie. Al contrario –conclude- credo più che mai, che le Istituzioni debbano essere presenti sul territorio quali punti di riferimento, stravolgere l’assetto geografico ora più che mai può produrre effetti ancor più disastrosi, pertanto invito a tenere alto il livello di guardia, a creare una forte sinergia con tutti gli attori politici ed istituzionali che ci rappresentano, ed a far valere le nostre ragioni, per non trovarci ancora una volta inermi e sapere domani che il nostro capoluogo di Regione sia Napoli».

Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Ottobre 2015 07:36

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