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Acuto, «In Comune» denuncia: «Colpo gobbo sui lavori alla materna, illegittime le consulenze commissionate»

ACUTO -  All’indomani del Consiglio Comunale sul bilancio, nel corso del quale è stata bocciata l’ipotesi proposta dai consiglieri di «In Comune» di istituire una commissione di inchiesta riguardo alla esecuzione dei lavori di ristrutturazione della Scuola comunale dell’Infanzia, torna ad attaccare l’Amministrazione Agostini ipotizzando una illegittimità degli incarichi conferiti a due tecnici esterni per effettuare una verifica degli stessi lavori. In un volantino diffuso domenica 9 agosto si legge: «Giovedì 30 luglio si è tenuto il consiglio comunale in cui si è discusso principalmente di due argomenti: il bilancio di previsione 2015 e l'appalto dei lavori per la ristrutturazione della scuola dell'infanzia Santa Maria De Mattias, dove ricordiamo sono state contabilizzate e pagate dal comune di Acuto lavorazioni mai effettuate per una cifra di circa 100.000 euro. Sul bilancio ormai siamo senza parole, l'amministrazione continua ad aumentare a dismisura ogni tipo di imposta, quest'anno è toccato all'addizionale irpef comunale passata dallo 0,4 allo 0,8, quindi, quando sulla busta paga, sui cedolini, o sul 730 vedrete raddoppiata la voce di prelievo sull'addizionale comunale saprete chi ringraziare ancora una volta.
Gran parte di questo aumento,scandalo nello scandalo, servirà a pagare le consulenze, a nostro avviso illegittime e oggetto di una nostra dettagliata interrogazione, assunte dal comune per indagare sui lavori dell'asilo (per ora siamo a 10.000 euro per un ingegnere ma ancora manca il compenso per l'avvocato).
Un delirio di incompetenza, superficialità e arroganza misto al patetico tentativo di prendere tempo, magari nella speranza che le ferie agostane fungano da toccasana, sta trasformando una vicenda di per sé serissima e incresciosa in un ginepraio di atti, controatti, incarichi di consulenza anomali e costosissimi, azioni e omissioni, dagli esiti imprevedibili per il comune e i suoi dirigenti e amministratori.
In tutto ciò il sindaco ha fatto respingere la nostra proposta di costituzione di una commissione d'indagine secondo l'art.44 comma 2 del testo unico degli enti locali. Unica cosa da fare per garantire un'indagine amministrativa seria e del tutto gratuita al fine di accertare, in un percorso di massima legalità e in pieno accordo con tutti gli enti di controllo preposti, quanto avvenuto nell'appalto sull'asilo.
Invece il sindaco in consiglio comunale ha voluto vestire i panni del giudice auto-assolvendosi da ogni responsabilità (dimentico forse della famosa massima excusatio non petita accusatio manifesta), dicendo che lui e l'assessore ai lavori pubblici non hanno competenze e responsabilità sugli appalti pubblici, che loro confidavano nelle capacità del direttore dei lavor ie che nessuno poteva immaginare quanto accaduto. Peccato che il suo ruolo in questa vicenda fosse altro, avrebbe dovuto dotare il comune di un'organizzazione sugli appalti pubblici tale da evitare abusi così sfrontati e smaccati, avrebbe dovuto attivare i propri compiti di controllo e supervisione dell'azione amministrativa, ma soprattutto dopo lo smacco avuto dai consiglieri di minoranza che si sono accorti di anomalie del tutto sfuggite a lui e all'assessore avrebbe dovuto attivare tutte quelle azioni intrinseche ai doveri del suo ufficio tese a informare gli organismi di controllo preposti e avrebbe dovuto attivare tempestivamente tutte le azioni necessarie a far recuperare al comune le somme pagate per lavori mai realizzati.
Nulla di tutto ciò, anzi si continua a perdere tempo e ogni giorno che passa si fa sempre più arduo per il comune recuperare i centomila euro,noi al contrario del sindaco non abbiamo voluto né scagionare né colpevolizzare nessuno, per questo c'è la magistratura di cui abbiamo massima stima e rispetto, noi abbiamo sempre indicato la giusta via amministrativa da percorrere al fine di evitare danni maggiori al comune rispetto a quelli già avuti.
Ci sia consentito infine di ringraziare i tantissimi cittadini che in questi giorni ci lodano per il nostro lavoro di minoranza, riconoscendoci competenza e coraggio e incitandoci ad andare avanti, a tutti loro ci sentiamo di dire che noi proseguiremo il nostro lavoro fino alla fine, finché su questa cupa storia non si sarà fatta piena luce.

Riproponiamo al Sindaco 10 domande relative alle mancanze ed inefficienze dell’amministrazione comunale, alle quali ancora non risponde:

1. Dov'erano il Sindaco e l’assessore ai lavori pubblici quando il Comune pagava tutti quei soldi per lavori mai fatti?
2. E’ mai accaduto a casa del Sindaco o dell’assessore ai lavori pubblici di pagare finestre nuove e ritrovarsi quelle già installate anni prima?
3. Dopo quanto accaduto per i lavori di miglioramento delle infrastrutture scolastiche è stato dato qualche altro incarico allo stesso Direttore dei lavori?
4. Perché il Sindaco nella relazione di fine mandato svolta un anno fa ha indicato il tecnico in questione come “amico dell'amministrazione”? Cosa significa per il Sindaco essere “amico dell'amministrazione”?
5. A circa 2 mesi dalla nostra interrogazione quali azioni ha intrapreso l’amministrazione per recuperare le somme pagate per lavori mai effettuati?
6. Di tale inefficienza e opacità è stata investita l'ANAC, ente amministrativo istituito per il controllo del regolare svolgimento degli appalti pubblici?
7. Sono state inviate al Ministero della Pubblica Istruzione dettagliate notizie di quanto accaduto nello svolgimento dei lavori all'edificio della scuola dell'infanzia a rettifica degli atti ufficiali inviati pieni di inesattezze e per nulla attinenti a quanto avvenuto nella realtà?
8. La Corte dei Conti è stata informata dell’accaduto?
9. Perché né il Sindaco né i consiglieri di maggioranza sempre pronti a riempirsi la bocca di chiarezza e trasparenza, non hanno sentito il dovere di informare la cittadinanza?
10. Perché il Sindaco si ostina a non voler istituire, come da noi più volte richiesto, una commissione d’indagine ex art. 44 del Testo Unico degli enti locali?»

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