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Elezioni provinciali: contrasti anche a destra

Sample ImageACUTO – Quello dell’esponente di Alleanza Nazionale Alessadro Foglietta, europarlamentare e sindaco di Supino, nei confronti di Forza Italia, e di Antonello Iannarilli in primis, è un attacco duro e diretto: «Noi di Alleanza nazionale le prepotenze non le accettiamo da nessuno. Le sopraffazioni non fanno parte del Dna del nostro partito, questo da sempre. Figuriamoci se possiamo accettare senza manifestare un nostro legittimo parere le "incoronazioni" improvvise, dopo sequele di improperi e sberleffi, che provengono da fuori provincia. Secondo noi non servono, anzi sono dannosissime. Ci si rende conto o no? Una cosa è certa: Alleanza nazionale non è in svendita. Abbiamo dignità politica e personale, questo sia chiaro a tutti». L’esponente di AN ha dato seguito al suo sfogo scrivendo una lettera indirizzata al Presidente della Camera Gianfranco Fini e al coordinatore di AN, il ministro Ignazio La Russa, per informarli di quanto sta avvenendo nella corsa per le provinciali di Frosinone, in cui l'esponente di Forza Italia Iannarilli si è di fatto autoproclamato candidato presidente per il centro-destra alle prossime elezioni provinciali.
Foglietta ha inoltre organizzato il 20 dicembre una manifestazione “Ribellati Ciociaria”, in evidente polemica con l'analoga "Rialzati Ciociaria" organizzata qualche giorno fa da Iannarilli. La posizione di Foglietta rimette in discussione un dato che nei giorni scorsi sembrava ormai acquisito: Iannarilli candidato presidente per le prossime elezioni provinciali.

I motivi di contrasto caratterizzano entrambi gli schieramenti
Il contrasto Foglietta (AN) - Iannarilli (FI) sembra riproporre a destra il contrasto che sul fronte sinistro contrappone De Angelis (PD) a Schietroma (PS), con l'aggravante che sul piano nazionale AN e FI proprio in queste settimane dovrebbero convergere verso la creazione del "partito unico" del centrodestra che va sotto il nome di Popolo delle Libertà.
L'impressione è che dietro la semplicistica "fusione a freddo" operata a livello nazionale dai vertici dei due partiti sulla base degli attuali rapporti di forza, le strutture sul territorio abbiano più difficoltà a riconoscere uno status di effettiva parità, memori di una storia politica comunque differenziata e consapevoli di un diverso radicamento sul territorio.

Le questioni programmatiche fanno da contorno
E' significativo e al tempo stesso inquietante come dal confronto che emerge in queste settimane in merito all'individuazione delle candidature nei due schieramenti le contrapposizioni personali "pesino" molto più che non quelle programmatiche. I programmi, anzi, rimangono sullo sfondo, come se si trattasse di questioni marginali rispetto all'epico confronto tra i condottieri dei vari schieramenti politici, ciascuno dei quali rivendica per sè un ruolo dirigente, ma su un piano che rischia di incidere assai poco in termini di ricaduta sulla vita concreta dei cittadini.
L'impressione è che, chiunque vinca, le differenze saranno pressochè impercettibili.

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Gennaio 2009 11:09

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