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Anagni, il Comune contro l’IMU su terreni agricoli, Felli: «Ingiusto scaricare crisi sui cittadini»

ANAGNI - Nei giorni scorsi il Comune di Anagni, ha avviato la sua battaglia contro i provvedimenti che sono intervenuti a regolare l’imposta municipale propria (IMU) sui terreni agricoli o non coltivati. Il Comune, supportato dall’ANCI Lazio, ha deciso di presentare ricorso davanti al Giudice amministrativo conferendo apposito mandato, nelle forme di legge, ad un legale individuato dall’Associazione dei Comuni. Con il Decreto ministeriale n. 66/2014, «Decreto esenzione dall’IMU per i terreni montani», era stata rivista la classificazione dei Comuni montani, eliminando i criteri precedentemente esistenti ed introducendo come criterio principale l’altitudine del Comune dal livello del mare ai fini del pagamento dell’IMU. L’applicazione del tributo prevedeva, infatti, un’esenzione in modo indifferenziato solo per i terreni montani al di sopra di 600 metri d’altitudine; esenti invece quelli coltivati da imprenditori agricoli professionisti e coltivatori diretti tra i 600 metri e i 281 metri d’altitudine, mentre al di sotto erano tutti tenuti all’intero versamento. Dopo i ricorsi al TAR da parte dell’ANCI, che per ora non hanno avuto esito positivo,
il Governo è intervenuto con il Decreto legge, n. 4 del 24 gennaio 2015 che rivede l’IMU agricola per il 2015 con effetti anche sul 2014, stabilendo che l’esenzione totale (IMU) si applica solo nei comuni classificati totalmente montani. Mentre nei comuni classificati parzialmente montani, come Anagni (che ha un'altitudine della casa comunale di 424 m.s.l.m.), l’esenzione si applica solo ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali o concessi loro in comodato o in affitto. Viceversa, non si applica a tutti gli altri cittadini, che dovranno pagare l’imposta dovuta per l’anno 2014 entro
il 10 febbraio 2015. «Non ci è sembrato giusto ed equo  – dice il Presidente del Consiglio Comunale di Anagni Giuseppe Felli che sta seguendo il ricorso- fare acquiescenza al provvedimento ministeriale perché riteniamo che non si possa continuare a far pagare ai cittadini il peso della crisi. Anche le ultime correzioni non hanno risolto il problema, perché una parte di cittadini dei Comuni parzialmente montani, come Anagni, saranno costretti a pagare comunque un’imposta ingiusta e vessatoria. Questa scelta, inoltre, colpisce una fetta di popolazione e un settore che in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo rappresenta una delle poche alternative alla crisi. Il nostro impegno –conclude Felli – è quello di tutelare i nostri concittadini e di arrivare con politiche più equilibrate per ridurre progressivamente la pressione fiscale».

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