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Ferentino, sabato 10 gennaio convegno su «Legalità, sviluppo, voto di scambio», la legge Lazzati

altFERENTINO-Il Disegno Legge Lazzati introduce nell’Ordinamento Giuridico il divieto di attività di propaganda elettorale ai sorvegliati speciali, tali ritenute le persone socialmente pericolose. Sottoposti a tale misura sono la maggior parte dei boss e degli affiliati alle cosche delinquenziali. L’introduzione di tale divieto elimina un paradosso normativo esistente nella legislazione italiana e cioè elimina l’incongruenza che la persona socialmente pericolosa non può votare né candidarsi, però, con l’attività di propaganda può raccogliere il voto degli altri.

Presentato per la prima volta il 16 febbraio 1993 è stato approvato il 6 ottobre 2010. Alla Camera dei Deputati è stato, di proposito, quanto all’attività di propaganda elettorale, aggiunto il riferimento alla legge n° 212/1956 che disciplina l’attività di affissione dei manifesti elettorali e distribuzione dei relativi volantini, sì da fare intendere che l’attività vietata ai boss e accoliti è di impedire solo l’attività suddetta, inoltre, altra incongruenza, è l’avere eliminato l’espressione “in favore” o “in pregiudizio” di singoli altri “in favore o in pregiudizio di candidati”, sicché il divieto non risulta applicabile alle elezioni politiche dove il voto di preferenza non è allo stato consentito.



Sabato 10 gennaio ’15 presso il Salone del Martino Filetico, il Convegno promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con il Centro studi Lazzati, presidente aggiunto onorario Suprema Corte di Cassazione, dott. Romano De Grazia.

Il Centro Studi Lazzati ha ritenuto di dover apportare modifiche legislative alla legge così approvata n°175/2010 eliminando specifiche incongruenze. Tale disegno legislativo oggi è stato presentato da parlamentari del Movimento 5 Stelle e sottoscritto da alcuni parlamentari del PD. La suddetta approvazione è necessaria per rendere applicabile la legge con il suo testo originario. Ci è proposto sin da subito di definire il concetto di attività di propaganda elettorale, perché gli oppositori, pretestuosamente per opporsi alla normativa, hanno prospettato come attività di propaganda anche la distribuzione di pochi volantini elettorali per creare allarme in quei candidati, in caso di rinvenimento di loro materiale elettorale (santini) in casa di qualche pregiudicato. Ciò è escluso dal rilievo bene esplicitato nel testo originario che è da intendersi, ai fini della presente legge, per attività di propaganda elettorale, qualsiasi attività destinata alla raccolta del consenso ed è caratterizzata da: - Reiterazione di atti; - Coinvolgimento di più persone; - Impiego di mezzi economici; - Creazione di una sia pur minima struttura organizzativa.

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