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Ferentino, Maddalena (SEL) su Farmacie: «Se perdita è strutturale, perché socio privato mira a prelazione?»

FERENTINO - Interviene nuovamente in merito alla privatizzazione delle Farmacie comunali di Ferentino con una nota caustica il capogruppo consiliare di “Sinistra Ecologia Libertà” del Comune di Ferentino, Marco Maddalena: «Il Sindaco Antonio Pompeo e l’Assessore Franco Martini non solo privano la città di un patrimonio  comunale, come un servizio farmaceutico pubblico, ma hanno anche la faccia tosta di affermare  che tutto questo è stato fatto nell’interesse collettivo e arrivano ad affermare che la vendita è  un’operazione che aumenterà la disponibilità finanziaria dell’ente. 

L' interesse pubblico in base alla legge é l' accertamento delle responsabilità , di fronte a perdite  annue di 200 mila euro e debiti di oltre 3 milioni di euro, come prevede il codice civile in particole  di fronte a incongruenze accertate nella gestione delle farmacie».

Prosegue Maddalena: «La verità è tutt’altra e citando Pasolini «Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono  due cose inconciliabili». La vendita è figlia di un mancato controllo del socio di maggioranza, il  Comune di Ferentino, che in circa 10 anni ha chiuso completamente gli occhi sulla gestione della  società «Farmacie di Ferentino» , lasciando mano libera al socio privato di minoranza nella gestione completa della stessa ed i risultati negativi sono evidenti. 
La vendita di un bene svalutato dalla cattiva gestione non servirà nemmeno a ricoprire i debiti e a  recuperare le ingenti perdite. Piuttosto che “esultare” , il sindaco Pompeo e il suo “fido” Martini dovrebbero chiedere scusa a tutta la città che sta pagando da anni i loro mancati controlli sulla  Non si vuole raccontare la realtà e si vogliono nascondere le gravi responsabilità nella gestione.  Le farmacie comunali quando erano interamente pubbliche avevano un utile medio annuo di oltre  200 mila euro con un valore di 1 milione di euro.

Una situazione positiva ma all’allora  amministrazione Fiorletta non bastava e decise nel 2005 di cedere il 49% di proprietà comunale al  farmacista interno senza gara pubblica (!) e riconoscendo allo stesso ben due membri nel consiglio  di amministrazione su tre (!) . Il risultato con questi presupposti era prevedibile, infatti, dopo la  scelta di cedere il 49% , la Società Farmacie ha avuto una perdita media annua di circa 200  mila euro , ovvero una perdita in 5 anni che si aggira ad un 1 milione di euro. Con un patrimonio  netto negativo di 294 mila euro.  La vendita senza valutare ulteriori ipotesi ha provocato un ennesimo danno alle casse comunali.  Al contrario si doveva intervenire in primis alla verifica dell’’azione di responsabilità per  recuperare sia le somme perse e sia per riavere la quota del 49% ceduta nel 2005.  In seguito, si potevano, valutare altre ipotesi più convenienti, quali ad esempio la cessione di un  solo ramo di azienda, così da mantenere almeno una farmacia pubblica comunale.

È significativa la bocciatura di un mio emendamento alla proposta di delibera, nel quale ho  proposto che almeno la perdita del 2013 venisse compensata con la rinuncia del compenso da  parte del sindaco e della sua giunta. Un emendamento di buon senso che oltre al mio sostegno ha  avuto quello di Marco Valeri e di ben 4 consiglieri di maggioranza: Lucia Di Torrice, Giancarlo  Lanzi, Maurizio Berretta e Gianni Bernardini.

Vista la situazione gravissima dal punto di vista economico della società Farmacie di Ferentino, il  Sindaco Pompeo e l’assessore Martini devono spiegare anche i motivi, per cui in una situazione  così drammatica della Società Farmacie, il socio privato invece di voler vendere anche esso le  proprie quote, arriva addirittura a “pretendere” un diritto di prelazione (!). Non si riesce a capire  perché il Comune ci rimette economicamente vendendo e invece il privato sembra non subire i  riflessi delle perdite e dei debiti (!).  
Chi in consiglio ha votato per la vendita per un mero atto di fede alla “maggioranza” si è accollato  una grande responsabilità avvallando un’operazione che presenta molte zone d’ombra».

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