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Ferentino, dismissione farmacie comunali: Berretta, Bernardini, Valeri e Maddalena contro Martini

FERENTINO - Si fa sempre più duro il confronto politico sulla gestione delle Farmacie di Ferentino da parte dell’Amministrazione comunale dopo il confronto faccia a faccia nel corso dell’ultimo consiglio comunale. Pesanti critiche giungono all’indirizzo dell’Assessore Franco Martini in due comunicati sottoscritti rispettivamente dal consigliere SEL Marco Maddalena e congiuntamente dai consiglieri Maurizio Berretta (esautorato dal suo ruolo di capogruppo PD), Gianni Bernardini e Marco Valeri. Marco Maddalena scrive in un suo lungo intervento: «L’assessore Martini definisce le critiche alla gestione delle farmacie comunali come «insinuazioni e diffamazioni» e afferma di aver sempre posto la massima attenzione al contenimento dei costi e all'analisi del bilancio delle farmacie. Martini dimentica, però, di dire che nonostante da diversi anni e da più parti siano stati lanciati documentati allarmi sulla pessima situazione economica, finanziaria e patrimoniale delle farmacie, nulla ha fatto per impedire di arrivare allo stato attuale, con il capitale sociale azzerato ed il patrimonio netto negativo. Addirittura ha sempre dimostrato di avere grande fiducia nei consiglieri di amministrazione nominati dal socio privato, approvandone la proposta di bilancio nonostante il parere contrario del consigliere di amministrazione nominato dal Comune!
Il «grande piano industriale in un'ottica prospettiva ed evolutiva» (sono sue parole) si riduce ad una cosa molto semplice: vendere per intero le farmacie! Nulla dice sulle responsabilità
che hanno condotto a questa situazione, nulla dice su ipotesi alternative come ad esempio il
mantenimento di un'unica farmacia, valorizzandone la funzione sociale. Martini si comporta come il proprietario di una squadra di calcio che quando ci sono risultati negativi anziché cambiare allenatore e giocatori vende direttamente la squadra!
Martini dovrebbe spiegare ai cittadini, invece quali sono i motivi per cui si è bocciata la proposta di una commissione di inchiesta sulle Farmacie in consiglio comunale e perché , ad oggi, non si è fatta ancora la relazione annuale sulle società partecipate prevista dallo Statuto Comunale. Inoltre dovrebbe dirci come mai , caso unico, nonostante le quote di maggioranza ( 51 %) del Comune, i membri del consiglio di amministrazione della società Farmacie sono due del socio di minoranza ed uno solo del socio di maggioranza cioè il Comune.
Che, poi, Martini si esalti per il fatto che dal primo gennaio 2014 al 31 luglio 2014 il conto
economico abbia presentato un utile di 18.000 euro, la dice lunga sulla capacità di analisi dei bilanci da parte dell'assessore al Bilancio del Comune di Ferentino. Una lettura più attenta gli avrebbe fatto vedere anche questi altri dati, in base al bilancio intermedio al 31 luglio, i debiti a lungo termine sono di € 3.520.964,34 . Consideriamo, però al momento, solo i debiti a breve termine che sono pari a € 1.984.076,69 . A fronte di questi debiti a breve termine, abbiamo un attivo circolante di € 677.503,46 . Tutto questo significa che nel breve periodo cioè entro 12 mesi la società per far fronte ad impegni per € 1.984.076,69 ha una disponibilità di € 677.503,46. Quindi uno squilibrio , pari alla differenza di € 1.306.573,23 . Con l’andamento in corso , se confermato l’utile di18 mila euro, ci vorranno anni e anni per recuperare la situazione!
Visti questi indicatori economici, l’assessore Martini deve spiegarci anche i motivi, per cui in una situazione così drammatica della Società Farmacie, il socio privato invece di voler vendere anche esso le proprie quote, arriva addirittura a “pretendere” un diritto di prelazione (! ). Non si riesce a capire perché il Comune ci rimette economicamente, prevedendo una vendita e invece il privato sembra non subire i riflessi delle perdite e dei debiti (!)
Il sindaco e la sua giunta, piuttosto che scaricare una responsabilità così pesante, quella della
vendita, sui consiglieri comunali, farebbero bene per evitare un possibile danno erariale a seguire l’invito più volte espresso di trasmettere tutta la documentazione per un parere alla Corte dei Conti, per accertare eventuali responsabilità, questa è trasparenza!
Questi ultimi hanno replicato alle alle notizie diffuse dagli organi di stampa, dichiarazioni a firma dell’Assessore Martini, sulle prossime vicende della società partecipata “pubblica” Farmacie di Ferentino s.r.l..»

Il Consigliere Maurizio Berretta commenta invece: «È bene evidenziare che l’assessore non precisa il fatto che, l’utile accertato al 31/07/2014 (e non 30/06/2014) pari ad € 18.000,00 e’ frutto non di un conto economico semestrale ma di una situazione provvisoria, dove mancano sicuramente le registrazioni di assestamento contabile di fine anno. Perché non dice che la Giunta non ha voluto richiedere un parere preventivo di legittimità alla Corte dei Conti richiesto dal sottoscritto fin dal consiglio comunale del 08/08/2014, così da mettere al sicuro tutti i consiglieri da responsabilità solidali?
Perché non dice che comune, CDA e collegio sindacale della società ancora ad oggi non rispondono ai quesiti del 17/06/2014, posti dal membro del comune in CdA, sulle «incongruità» emerse sul bilancio della farmacia al 31/12/2013 chiuso con una perdita di 306.000,00 (150.000,00 a carico della cittadinanza)? Perché non spiega alla città che il Consiglio Comunale del 28/11/2014 ha respinto l’istituzione (voti favorevoli Berretta – Bernardini – Maddalena – Cellitti) di una commissione d’inchiesta per accertare eventuali responsabilità civili, penali e contabili in seno alla gestione delle farmacie?
Perché la Giunta fa orecchie da mercante sulla proposta del sottoscritto di valutare la vendita con la legge di stabilità del 2015, legge che regolamenta anche le società partecipate? Perché non dice che il socio di minoranza vuole il “diritto di prelazione”? Caro Martini, se le nostre sono insinuazioni e diffamazioni, la invito ad inoltrare denuncia nelle opportuni sedi, contrariamente ci faccia il piacere di tacere».

Il consigliere Gianni Bernardini affonda: «L’assessore Martini perde sempre l’occasione per tacere, lo invito prima a risolvere la sua conflittualità di incarico assessorile «inconferibile», (questione morale posta nell’ultimo consiglio comunale) magari ponendo lui il quesito al Garante dell’Anticorruzione e nel frattempo ad autosospendersi da ogni funzione, insieme ai suoi colleghi oggetto di verifica, essendo acclarata la possibilità di sedere «abusivamente» in Giunta. Sarebbe opportuno che lo stesso ci spiegasse perché il Comune sta dilapidando le casse comunali a chiedere piani industriali e pareri legali a professionisti «toscani» per l’eventuale vendita delle 2 farmacie. Lo stesso  farebbe bene a rivolgersi alla Procura della Repubblica, così come evidenziato dal Sindaco Pompeo nell’ultimo consiglio, in caso contrario seguiremo noi l’indirizzo posto dal Sindaco stesso così da chiarire definitivamente alla città eventuali fatti e misfatti sulle partecipate. La legalità e la trasparenza richiamata dall’assessore va attuata con i fatti e non le chiacchiere. In tutto ciò, fa anche più rumore di tutti, il silenzio assordante dell’altro assessore competente, Massimo Gargani, sicuramente preso anche lui dalle incompatibilità e dalla questione morale».  

Il consigliere Marco Valeri conclude:«Ricordo all'assessore Martini che le insinuazioni di cui parla sono inevitabili dopo aver ascoltato i suoi interventi sia in consiglio comunale sia in riunioni informali durante le quali, con molto imbarazzo, descriveva il grave stato di salute della società farmacie, le insinuazioni sono inevitabili per non aver voluto redigere la relazione tecnica sulla situazione delle società partecipate come previsto dallo Statuto e dai regolamenti comunali, le insinuazioni sono inevitabili a seguito della decisione della maggioranza di non votare a favore della costituzione di una commissione di vigilanza sulla società farmacie, le insinuazioni sono inevitabili se i tecnici comunali, pagati profumatamente dai cittadini, si rivelano incompetenti su alcune problematiche e non riescono a rispondere con efficienza alle richieste dei consiglieri comunali».

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