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Ferentino, mancata convocazione del Capogruppo SEL Maddalena: invalidate 2 commissioni consiliari

FERENTINO - Continuano le polemiche in seno al Consiglio Comunale di Ferentino, dove una parte della stessa ex-maggioranza è da tempo in fibrillazione e continua a denunciare da settimane quella che definisce una situazione di «democrazia limitata». A scatenare nuovamente le polemiche, la mancata convocazione del Capogruppo consiliare di SEL, Marco Maddalena, in occasione della convocazione della Prima e Terza Commissione. In una nota congiunta i consiglieri Maddalena, Bernardini e Berretta spiegano: «Nella mattinata odierna sono state invalidate la Prima e Terza Commissione Consiliare per il mancato invito al Capogruppo Consiliare di Sel Marco Maddalena, facente parte nella Prima come Capogruppo e nella Terza come membro e Vicepresidente». Nel dettaglio, il  Capogruppo di Sel Maddalena spiega: «Ho appena appreso dell’invalidazione della prima e terza commissione consiliare , a causa della mancata convocazione del sottoscritto. Una decisione giusta e di buon senso da parte dei miei colleghi di commissione,  lo svolgimento della seduta , al contrario , sarebbe stato un atto non rispettoso delle regole della Democrazia e dello Statuto comunale. Credo nella buona fede e sicuramente per l’errore non voluto, ma di certo ci vorrebbe maggiore attenzione da parte dei Presidenti di commissione e dal Segretario Generale, utilizzando ad esempio strumenti certi di notifica quali la Posta Elettronica Certificata (PEC) . PEC che ho regolarmente comunicato da molti mesi. Mi rammarica, invece, continuare a vedere un atteggiamento di contrasto alla partecipazione dei consiglieri comunali, si continua con convocazioni mattutine e sovrapposte,  limitando così la discussione. Conferma di tutto  ciò,  è  la negazione da parte del Presidente del Consiglio Giuseppe Iorio di un consiglio comunale con temi importanti  per la  Città , richiesto da ben 6 consiglieri comunali. A questo punto è necessario l’intervento del Sindaco,  per ristabilire la normalità istituzionale , visto che al di là dei ruoli politici di maggioranza ed opposizione non deve mai mancare il rispetto delle Istituzioni e dei suo rappresentanti.  Un suo mancato intervento le renderebbe ancora più responsabile della situazione di stallo in cui versa la città».

Il Consigliere di Ferentino Futura Gianni Bernardini  comenta: «Mai successo nella nostra città un fatto grave del genere, non tanto il possibile errore di convocazione di un Consigliere Comunale, quanto il voler andare avanti in commissione stessa a voler proseguire i lavori senza la presenza dello stesso consigliere comunale. Sarebbe stato un grave affronto alla democrazia cosi’ come contrariamente sta succedendo per la mancata convocazione del consiglio comunale dei 16 punti sottoscritto e richiesto da ben 6 consiglieri comunali. Questo è quello che succede quando il Sindaco utilizza metodi anti-democratici, rischiamo di approvare l’assestamento di bilancio all’ultimo secondo della scadenza prevista per legge (30 novembre), ma non sarebbe stato il caso di portare all’attenzione della maggioranza, delle commissioni e del consiglio stesso il tutto almeno 10 giorni fa? o forse queste “maldestre” azioni sono il frutto del castigo imposto al sottoscritto da parte del Senatore Scalia tutore del nostro Sindaco Pompeo per le passate elezioni provinciali?»

Anche il  Capogruppo consiliare Pd, Maurizio Berretta, non nasconde le proprie perplessità: «Una città cresce quando c’è confronto democratico, e principalmente  quando c’è il rispetto della volontà popolare e di consentire ad eletti del popolo di svolgere il proprio mandato. La nostra città non merita questi atteggiamenti volti alla repressione delle idee e del libero esercizio di democrazia, e che viola i diritti dei consiglieri ed “offende la dignità di una Città, medaglia d'oro al valore civile”, forzare la mano per iniziare i lavori di commissione senza che un consigliere non sia stato invitato ed e’ legittimato a rappresentare il proprio elettorato è in primis una grave mancanza nei rapporti politici, istituzionali e del buon vivere quotidiano, oltre una chiara delegittimazione delle legge italiana».

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