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Frosinone, Pompeo scrive alla Direzione del PD: «Serve dialogo per superare incomprensioni»

FROSINONE - Interviene con una missiva alla Direzione Provinciale del PD, essendo impossibilitato a farlo di persona, il neo-presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo. Nella lettera diffusa poche ore fa, si rivolge ai colleghi di partito: «Carissimi, impegni inderogabili non mi consentono di partecipare, come avrei voluto, alla riunione della Direzione del Partito.
Insieme a voi avrei voluto affrontare e dibattere sulle recenti elezioni provinciali, che hanno segnato, non nascondiamolo, una pagina buia della politica, ma soprattutto del nostro partito.
Non è mia intenzione alimentare un dibattito politico finora gestito da una Segreteria che non si è mostrata capace di fare sintesi. Credo invece, sia arrivato il momento di voltare finalmente pagina e di concentrarci sul futuro di questo partito, superando questa fase, senza archiviazioni d’ufficio, ma con un dialogo franco e costruttivo.

Come già detto in altre occasioni, ritengo che la conduzione della campagna elettorale da parte della segreteria provinciale del Pd non sia stata rispettosa del principio di garanzia che le spetta per Statuto, non solo quello ufficiale del partito ma anche quello che si fonda sul rispetto delle opinioni e dei pensieri di ognuno.

La strumentalizzazione della campagna elettorale di un ente di secondo livello, volutamente architettata da alcuni esponenti del nostro partito, ha solamente contribuito a ledere l’immagine del PD in provincia di Frosinone, mettendo in discussione lo straordinario risultato raggiunto lo scorso maggio.

La Direzione di oggi diventa pertanto un passaggio obbligato, a cui deve seguirne subito un altro, fondamentale: l’avvio di una fase tesa ad affrontare insieme le tante urgenze e criticità che affliggono il nostro territorio.

Oggi, alla guida della Provincia di Frosinone c’è un Presidente del Partito Democratico, che ha contributo alla nascita del PD e che vuole far crescere ed affermare i nostri valori, anche in questa nuova esperienza amministrativa.

Come sapete il Presidente della Provincia deve essere il Presidente di tutti e deve saper coniugare con equilibrio la carica di amministratore pubblico con l’appartenenza politica, interpretando al meglio lo spirito della nuova legge Delrio. Così anche i consiglieri provinciali del PD mi auguro comprendano che non esisteranno in seno al Consiglio maggioranze ed opposizioni. Crearle artificialmente, come qualcuno ha fatto, creerebbe sterili contrapposizioni e contrasti, che nulla hanno a che fare con l’interesse dei cittadini. Ne abbiamo avuto la prova ieri durante la prima seduta del Consiglio provinciale, di regola dedicato solamente alla proclamazione degli eletti. Il consigliere del PD Antonio Cinelli, del mio stesso partito, ha presentato un ordine del giorno senza condividerlo con il resto dell’assise, mettendo in difficoltà non solo la struttura amministrativa che seguiva i lavori, ma tutto il Consiglio provinciale.
Non c’era da parte mia nessuna difficoltà a discuterlo, ma era sin troppo evidente la volontà di spostare sul piano politico e della contrapposizione la questione, come dimostrano le polemiche create ad arte sulla vicenda dal segretario Simone Costanzo, che ancora una volta non perde occasione per dimostrarsi segretario di parte e non di Partito.     
Lo ripeto di nuovo, la Provincia come l’abbiamo finora conosciuta non esiste più: i consiglieri provinciali collaborano con il presidente per coordinare e promuovere le azioni nell’interesse dei nostri Comuni e per favorire il dialogo con la Regione Lazio.
Il contenuto dell’ordine del giorno di Cinelli  avrebbe avuto maggior senso e peso se lo avesse condiviso con i nostri consiglieri regionali, interlocutori principali delle istanze di questo territorio con il Presidente Nicola Zingaretti.

Ecco perché respingo qualsiasi tentativo di polemica e invito tutti a percorrere la strada del buon senso.  

La possibilità di collaborare, di dialogare, di lavorare insieme, dando la mia piena disponibilità, potrebbe tra l’altro investire la Provincia e la mia carica di Presidente come punto di sintesi e di garanzia delle sensibilità presenti nel Partito. Ruolo super partes, ma soprattutto di unità, che negli ultimi periodi è venuto a mancare.

Tutti i Consiglieri Provinciali ma anche i Sindaci della nostra Provincia devono poter concorrere, senza preclusioni o barriere, alla ricostruzione di un territorio che necessita di unità d’intenti e di una compattezza di fondo, che non può permettersi disgregazioni o posizioni preconcette, che deve guardare avanti senza ostacoli che si aggiungano alla già pesantissima pletora di problemi che quotidianamente deve affrontare.

Il nostro è un territorio che richiede Sindaci investiti dalle nuove normative come un corpo assembleare sempre attivo, oltre ogni particolarismo preconcetto e frammentazione di campanile.

Confermo e ribadisco dunque la mia totale disponibilità alla collaborazione, al confronto, al dialogo. Auspico, allo stesso modo, sostegno fattivo e costruttivo da parte del mio Partito. Ricoprire la carica di Presidente della Provincia vuol dire lavorare per l’interesse di una vasta comunità, di 500 mila abitanti.

Il Partito Democratico, a cui convintamente appartengo, deve essere un valido strumento, un interlocutore autorevole, per svolgere e interpretare al meglio l’impegnativo ma affascinante incarico.

Rivolgo, in conclusione, cordiali saluti all’assemblea e auguro a tutti buon lavoro».

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