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Frosinone, dopo la conta delle Provinciali è resa dei conti nel PD e nel centro-sinistra ciociaro

FROSINONE - Le elezioni provinciali si sono concluse con la vittoria del sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo, ma lasceranno inevitabilmente pesanti strascici all’interno del centro-sinistra ciociaro, che nell’occasione ha presentato due candidature contrapposte.
Il duro contrasto tra i fronti guidati da Francesco Scalia da un lato e Francesco De Angelis dall’altro, la cosiddetta «Guerra dei Franceschi», continua ad alimentare il dibattito politico e in prospettiva sembra mettere a rischio la stessa unità del Partito Democratico rispetto alla scelta degli alleati con cui governare in futuro. Non a caso il segretario provinciale del Partito Democratico, Simone Costanzo, a caldo è tornato a commentare la vicenda criticando ferocemente la scelta di accettare l’aiuto elettorale del centro-destra per ottenere l’affermazione a Palazzo Iacobucci: «Ha vinto il centrodestra grazie all’irresponsabile contributo del senatore Scalia (Pd?), ma il Partito Democratico con il candidato Enrico Pittiglio per la presidenza, soli contro tutti, ha ottenuto un risultato eccezionale, aldilà di ogni più rosea aspettativa.
Prendiamo atto di questo risultato dettato dall’alleanza organica di una parte del Partito Democratico con tutto il centrodestra. Adesso apriremo una riflessione politica all’interno degli organismi dirigenti e andremo al congresso straordinario con la nostra piattaforma politica di centrosinistra. Il Partito Democratico va avanti, rinfrancato, ripeto, da un 46% contro la destra e una parte minoritaria della sinistra. Sono curioso, a questo punto, di sapere come riusciranno ad amministrare l’ente provincia avendo sensibilità politiche così diverse, almeno sulla carta».
Attacchi che non si fermano sul piano squisitamente politico, ma finiscono per investire anche i rapporti personali. Costanzo è andato oltre la critica strettamente politica attaccando con durezza il senatore Scalia: «La sua faccia tosta – ha argomentato il segretario Pd di Frosinone – è davvero senza limiti: non si vergogna di aver spaccato il Pd resuscitando il peggior centrodestra della storia della nostra provincia, solo per tutelare interessi personali e della sua corte di miracolati, ma cerca in tutti modi di creare ulteriori disagi al Partito che invece dovrebbe rappresentare. A questo punto, il senatore si preoccupi di pianificare nel migliore dei modi la sua prossima candidatura parlamentare: dovrà senza dubbio scegliere se stare con Forza Italia, Ncd, ovvero quell’area politica che è riuscito a rilanciare a Frosinone e che si è affermata a Palazzo Iacobucci».

Arriva a stretto giro di posta è arrivata ieri la replica del neo-consigliere provinciale PD Germano Caperna, di Veroli, che rigetta la classificazione tra «più o meno PD», e invita piuttosto Costanzo a trarre le conseguenze del risultato elettorale di domenica scorsa: «Le elezioni sono finite ma noto che qualcuno non riesce ad abbandonare i toni da campagna elettorale. Dopo i risultati ottenuti dalla lista Democratici per Pompeo – continua – mi aspettavo le dimissioni del Segretario Costanzo e dell’attuale gruppo dirigente che guida la Federazione provinciale del PD. Invece, assistiamo al solito ed imbarazzante dibattito politico tra chi è più PD e chi meno. Abbiamo eletto un Presidente della Provincia ed esprimiamo quattro consiglieri, tutti del PD.
Se Costanzo però preferisce parlare di tesseramento e non di progetti per la nostra provincia, allora dovrebbe quanto meno dire la verità: a Sora è pienamente legittimo e può andare a controllare chi sono i singoli iscritti. Il fatto è che anche lì ha vinto il partito vero e non quello che ha portato il PD al 2%. Ad Isola il tesseramento non è stato fatto perchè impedito proprio da lui per la paura di perdere. Per non parlare poi di Veroli, dove il partito delle tessere, sconfitto alle ultime elezioni, ha impedito l’esistenza di un gruppo del Partito Democratico in consiglio comunale».
«Invito Costanzo – conclude Caperna - ad accettare l’invito del Segretario regionale Melilli e a ritrovare quel senso di unità e di impegno politico e amministrativo che ci ha permesso alle scorse europee di essere il primo partito di questa provincia. Da parte di tutto il gruppo Democratici per Pompeo c'è la piena volontà e disponibilità».

Ma lo scontro non è solo interno al PD: riguarda l’intero centro-sinistra, con i partiti minori (socialisti, verdi, SEL) che hanno appoggiato la candidatura di Enrico Pittiglio con la sola eccezione di Libertà e Democrazia, (LED) di Nazzareno Pilozzi che ha invece optato per l’appoggio a Pompeo.

Significativa di questo punto di vista la posizione il rappresentante dei Verdi Green Piero Pera, che ha dichiarato: «Dopo quello che è successo in Provincia di Frosinone (ma anche da altre parti d'Italia) in occasione dei rinnovi dei Consigli Provinciali, deve far riflettere i compagni e le compagne del PD. Vorremmo abbracciare il Sindaco di San Donato Valcomino in segno di solidarietà per come è stato "tradito" da una parte dei suoi stessi pseudoamici di viaggio. Ma proprio questo "tradimento" deve far aprire gli occhi a quanti, all'interno del PD, sperano (perché ormai non lo pensano più) che sia ancora un partito di sinistra.
C'è bisogno anche di voi per una grande sinistra! Veder volare baci e abbracci tra esponenti del PD
(insieme a loro, quell'ex SEL tanto ex compagno da diventare democristiano) e personaggi ciociari di destra è un colpo al cuore per una sinistra che va interamente ricostruita dalla testa ai piedi.
Noi siamo pronti compagni e compagne del PD ad iniziare un nuovo cammino che abbia nei valori della sinistra quel modo di stare insieme per il bene della nostra terra.
Incontriamoci e iniziamo a discutere sul futuro della sinistra».

Posizioni analoghe a quelle espresse dal segretario di SEL Giuseppe Fortuna: «Credo invece che dentro le infinite polemiche e dentro la bruttezza conclamata della vicenda “elezioni” ci sia il segno incontrovertibile della politica di questo tempo, consegnata e rassegnata al dolce populismo renziano e all'opportunismo di alcuni dei suoi migliori apostoli.
Non importa più per quale modello di governo della Provincia, l’importante è esserci senza badare cosa si fa e con chi lo si fa!».
La nota di Fortuna si conclude con un altro esplicito invito a lavorare su una nuova identità del centrosinistra: «Lavoriamo sulla nostra diversità ed iniziamo ad investire seriamente sul futuro del centrosinistra provinciale. Con buona pace degli amici di un tempo, oramai avversari di oggi».
Insomma, la scissione tra centro e sinistra sta diventando un’ipotesi sempre più concreta, e il «grande PD» è attraversato in pieno da questa faglia.

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