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Coordinamento Acqua Pubblica del Lazio: «Con queste elezioni provinciali si svuota la democrazia»

FROSINONE - Il Coordinamento per l’Acqua Pubblica del Lazio interviene nel dibattito sulle elezioni provinciali e delle città metropolitane contestando il senso stesso di queste «elezioni di secondo livello», in cui gli eletti vengono eletti da altri eletti. In una nota diffusa nel pomeriggio, il Coordinamento spiega: «Quello che sta avvenendo nelle elezioni delle città metropolitane e delle province è l’ultima manifestazione della crisi radicale delle forme della rappresentanza, solo l’ultima tappa di un percorso che realizza lo svuotamento di ogni forma di democrazia già sperimentato su larga scala nella gestione del servizio idrico. Il modello delle nuove province è infatti disegnato sulla falsa riga delle Autorità degli Ambiti Territoriali Ottimali (AATO) - deputati al governo del sistema idrico integrato - che in questi anni, hanno dato prova di sè solo nella tutela degli interessi del gestore privato, in danno degli interessi dei cittadini e dei comuni.
Adesso gli ultimi ‘parvenu’ di un ceto politico screditato hanno pensato bene di escluderne i cittadini.
In queste settimane abbiamo assistito al più vergognoso mercato delle vacche. Di volta in volta, tra risse ed accordi unanimi, nel corpo degli amministratori locali, abituati ed educati ad una crescente cessione di sovranità a cordate politiche ad interessi privati, avviene la selezione dei trombati della politica a cui “affidare” le sorti di servizi essenziali per le comunità locali, senza remore e dubbi sulla necessità di consultare i cittadini. Poche sono state le voci che si sono opposte.
Ancora in attesa del provvedimento che stabilirà le competenze amministrative nel complesso procedimento per il riordino delle funzioni attualmente esercitate dalle province, lor signori stanno già provvedendo a spartirsi le poltrone.
Chi deve preoccuparsi sono i lavoratori il cui posto di lavoro è a rischio ed i cittadini che vedranno la gestione dei servizi essenziali alla qualità della loro vita, affidata ad enti sempre più lontani dalle comunità locali e dai loro bisogni.
Come comitati per l’acqua pubblica del Lazio abbiamo promosso - e portato all’adozione da parte del consiglio regionale - la nuova legge regionale sul governo e la gestione pubblica delle acque, una norma che va in direzione ostinata e contraria alla privatizzazione e riconsegna ai cittadini ed alle loro rappresentanze il potere di decidere. La nostra pratica ci porta ad esprimere un giudizio radicalmente negativo sugli organismi che scaturiscono da queste elezioni, valutando che non rappresentino i cittadini – anzi siano fatti per escluderli ancora di più da ogni processo decisionale - e coerentemente ad invitare quella parte di elettorato attivo (sindaci e consiglieri comunali) che abbia a cuore la democrazia e la tutela di interessi e diritti dei cittadini e del territorio, a non partecipare a questa consultazione delegittimando, in tal modo, i nuovi enti».

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