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Frosinone, ancora duro il confronto interno al PD, Battisti: «Scalia ha tradito il suo partito, no ad accordi con notabili ex PdL»

FROSINONE - Sempre più duro il confronto interno al Partito Democratico, ufficialmente schierato per la candidatura di Enrico Pittiglio, e l’area che fa capo al senatore Francesco Scalia, che supporta invece la candidatura di Antonio Pompeo. Sara Battisti, presidente provinciale del PD di Frosinone, interviene con una nota in cui afferma:  «Non faccio l'investigatore privato anche perché nessuno potrà sapere dove e come sono nati i certi e i millantati accordi di cui si è parlato e straparlato in queste settimane. Prendo solo atto dei fatti e di quali sono le candidature e le alleanze in campo. Il Partito Democratico è riuscito, fortunatamente, ad evitare il pericolo dei compromessi a ribasso e si é ritrovato dopo tanto peregrinare su una proposta chiara e trasparente; riunire il centrosinistra con una proposta di candidatura in rappresentanza di quel rinnovamento della classe dirigente promosso da Matteo Renzi.
Enrico Pittiglio candidato alla Presidenza, è il più giovane Sindaco della Provincia di Frosinone. L'avere accettato una sfida così ardua, racconta della sua storia politica: una storia fatta di impegno e di passione per il bene comune, per la sinistra, per il PD e per un nuovo centrosinistra in questa terra.
La sua candidatura, non a caso, si è definita solo dopo che il Partito Democratico ha compreso l'importanza di quanto stia accadendo nel nostro territorio.
Qui non assistiamo ad una competizione che guarda solo al governo dell'Amministrazione Provinciale, qui  è in corso la mutazione genetica del PD.
Prendo atto di questo. Ed in virtù di questo condurrò la mia battaglia politica e non personale.
Infatti, dopo aver evitato che il Partito Democratico commettesse l'errore dell'abbraccio mortale con forze politiche poco affini ai nostri principi e ai nostri valori, oggi abbiamo la possibilità irripetibile di dare vita ad una linea politica che sopravviverà oltre il 12 ottobre. Nel merito, infatti, credo che non sia un caso che tutti coloro che vengono da una traduzione politica comune (la sinistra di base della DC, la classe dirigente del PCI e dei DS, il PSI, SEL e le forze della sinistra) si ritrovino a sostenere Enrico Pittiglio e la lista del PD. Perché lo schema costruito a sostegno di Antonio Pompeo, costruito scientemente dal Sen. Francesco Scalia, ha un disegno ben preciso: trasformare il PD in un partito di centro accogliendo coloro i quali provengono dalla destra che in questi anni abbiamo sempre combattuto.
Lo sostengo perché anche in questo caso parlano i fatti.
Ieri, gli amministratori e i Sindaci, sono stati chiamati al rinnovo del CDA della SAF, al quale rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, ricordando che noi abbiamo consegnato le linee guida per una rinnovata governance frutto di un confronto con i nostri sindaci e votato all'unanimità dalla Direzione Provinciale. Un risultato straordinario, figlio della lungimiranza e della capacità di cogliere l'aspetto politico di quanto stia accadendo in queste ore, degli amministratori che vogliono cambiare.
I Sindaci iscritti al PD, ieri, hanno dato vita ad una grande svolta nella gestione di quella società. Tutti. Tutti tranne tre. Quei tre che concorrono con Antonio Pompeo a queste elezioni Provinciali. Lo dico perché chi continua a sostenere che il PD sia spaccato, mente. Lo dicono i numeri. I numeri degli amministratori che ieri hanno scelto una linea di cambiamento per la SAF, i numeri di una Direzione Provinciale che si è sempre espressa con il numero legale, i numeri dei tanti consiglieri comunali e Sindaci che hanno sottoscritto la candidatura di Pittiglio.
Lo schieramento politico che sostiene Pompeo non è il PD ma un potenziale pericolo per il PD. A sostegno di questa mia tesi, nuovamente parlano i fatti.
Il direttivo del Circolo del PD di Sora, ieri sera, dopo anni di scontro politico con Tersigni e la giunta di Centrodestra, ha aperto un dialogo ed un confronto e contribuendo in modo determinante a salvare l'Amministrazione Tersigni.
Anche questo  è un caso? Non credo. Prendo atto dei fatti.
Ne prenda atto però anche chi interviene in questi giorni, per tentare di annacquare lo scenario politico.
Tengano in considerazione i dirigenti seduti al tavolo della Presidenza a Cassino accanto al Vicesegretario Guerini, di quanto lui stesso ha detto.
Ha ricordato che il PD  è un partito che si deve aprire, alle forze sane della società e a quelle aggregazioni sociali che in questi anni si sono ritrovati nel centrodestra. Non ha detto che bisogna fare accordi con i notabili dell'ex PDL, con i potentati locali di Forza Italia o dell'NCD, con figure politiche vecchie e stantie che hanno danneggiato questo territorio. Ha parlato di aggregazioni sociali e forze innovatrici. Ed io, concordo con lui.
La scelta di coraggio per il cambiamento, per il rinnovamento e per dare una nuova prospettiva al centro sinistra di questa provincia  è viva. Ed  è viva oggi, come lo sarà domani. Perché la forza di alcune operazioni, consiste nell'avere una linea politica chiara capace di sopravvivere oltre gli appuntamenti elettorali, oltre le persone che la indicano e la rappresentano in un determinato momento storico. E lo dico anche ai tanti che in questa avventura per la tutela del PD e del centrosinistra si sono ritrovati. Domani, non si torna indietro. Domani si continua su questa impostazione. Mai più pastette e accordi trasversali. Perché la classe dirigente che oggi  è in campo può farcela a cambiare il volto di un territorio. Questo  è lo spirito che ci tiene assieme. Quello che tiene assieme gli altri, non sta a me spiegarlo. Lo spieghi il Senatore Scalia (prima Presidente della Provincia del centrosinistra, poi Assessore Regionale del PD, oggi Senatore della Repubblica PD) eletto con i voti dei tanti che lo hanno sostenuto nelle battaglie politiche e di governo contro il centrodestra, perché ha tradito i suoi elettori, perché ha tradito il suo partito».

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