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Elezioni provinciali, in campo due sindaci PD dopo il ritiro di Schietroma. Cinque le liste di consiglieri

altFROSINONE - Alla fine Gianfranco Schietroma si ritira e il PD si spacca su due nomi.

Ha avuto l'epilogo più inaspettato il braccio di ferro politico che da mesi impegna la politica proviciale -e in special modo il Partito Democratico - riassumibile in uno scontro all'arma bianca tra il senatore Francesco Scalia e l'ex eurodeputato Francesco De Angelis, per determinare le candidature alle elezioni provinciali di ottobre.

Uno scontro che ha partorito la candidatura di ben due esponenti del PD alla guida di palazzo Gramsci. Enrico Pittiglio (foto a sx), sindaco di S.Donato Valcomino, che è stato proposto all'ultimo momento (dopo il ritiro di sabato notte del socialista Schietroma) dalla corrente che oggi è maggioritaria negli organismi provinciali PD, quella che fa capo a De Angelis. Antonio Pompeo (foto a dx), sindaco di Ferentino, candidato della prima ora, a marchio Scalia.

Due sindaci. Gli unici due candidati Presidente, con ben cinque liste di consiglieri comunali in campo da tutta la provincia di Frosinone, che per legge non devono essere "collegate" al candidato Presidente, che si contendono i seggi di consiglieri provinciali. Insomma, mesi di scontri al vetriolo dentro e fuori il PD che alla fine ha dato un quadro chiaro ed inequivocabile della politica provinciale. Ovvero la sua inesistenza e pochezza.

altIl centrodestra infatti e Forza Italia in special modo non hanno saputo o voluto, alla fine, scegliere un candidato di bandiera. Segno di una crisi endemica con cui il leader maximo Antonello Iannarilli dovrà fare i conti per il futuro. Così il partito di Berlusconi andrà in ordine sparso (con un contatto iniziale dell'ex consigliere regionale Mario Abbruzzese proprio con De Angelis).

Il PD ha cercato una candidatura del centrosinistra che, però, per via delle note e tristi vicende delle ultime settimane ha generato la spaccatura -che ha avuto echi anche  a livello regionale nel partito - e che di fatto ha logorato armate e colonelli democrats, per sfociare in una doppia candidatura.

Quella di Enrico Pittiglio, con sostegno di un pezzo di PD (tra cui il segretario provinciale Simone Costanzo e la presidente Sara Battisti) e del centrosinistra tradizionale, ovvero PSI, SeL e altri.

E poi quella di Antonio Pompeo, che è sostenuto dall'altro pezzo di PD, dal Nuovo Centro Destra di Alfredo Pallone e da altre forze civiche presenti nei singoli comuni del frusinate, dall'UdC del consigliere regionale Marino Fardelli. alt

E' interessante anche notare come una consultazione di secondo livello ovvero che riguarderà solamente gli eletti nei consigli comunali, si sia trasformata in una vera e propria bagarre inarrestabile, che ha dato dimostrazione di uno spettacolo indegno, per un ente che il decreto Del Rio declassa ma non annulla, che ridimensiona ma non azzera.

Chissà cosa sarebbe accaduto se fossero state elezioni vere?

Insomma, un pasticcio all'italiana che in Ciociaria ha conquistato il suo sapore tipico locale elevandosi a potenza. Il tutto mentre le fabbriche chiudono, la gente chiede sobrietà alla politicia, l'economia fa fatica...


Ultimo aggiornamento Martedì 23 Settembre 2014 13:39

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