ACUTO – E’ arrivato il giorno in cui anche il Partito Democratico si è accorto che la gestione del servizio idrico da parte dell’Acea Ato5 non è ineccepibile. A farlo è stato “solo” il coordinamento cittadino di Sora, attraverso un comunicato stampa a firma del dr. Giancarlo Lilla, ma è comunque un segnale importante poichè vale a dire che anche il partito del presidente Scalia, che recentemente ha difeso l’Ato5, inizia ad avere qualche perplessità sull’operato del gestero del servizio idrico o comunque all’interno del partito si cominciano a sollevare voci critiche.
<<ORMAI CRONACA DI TUTTI I GIORNI. Non passa un solo giorno, infatti, che sui quotidiani non appaia un titolo riguardante uno dei capitoli più tristi della storia amministrativa della nostra Provincia. Del resto l’acqua non è un optional, un qualcosa di cui si possa fare a meno. E’ UN BENE ESSENZIALE DI VITA senza la quale il stessa sarebbe impossibile. Il passaggio dalla gestione pubblica a quella privata è stata una delle più grande offese alla dignità delle persone. Quando si dice che l’ACEA “cerca il profitto” non si scopre certo l’America: è una delle leggi dell’economia. Nessun privato investe denaro per fare bilancio alla pari, pertanto quando il legislatore ha tirato fuori tale proposta non poteva non saperlo! Ma per parlare ed accusare bisogna conoscere i riferimenti legislativi specifici. Eccone qualcuno essenziale: L’ARTICOLO 13, comma 2, della Legge Galli del 05/01/1994 n.36 così recita: “ La tariffa è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito, delle opere e degli adeguamenti necessari, dell'entità dei costi di gestione delle opere, dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito e dei costi di gestione delle aree di salvaguardia, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio “… segue al comma 5 “ La tariffa è determinata dagli enti locali, anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio idrico di cui all'art. 11, comma 3” … segue ART. 11 comma 3: "Ai fini della definizione dei contenuti della convenzione di cui al comma 2, i comuni e le province operano la ricognizione delle opere di adduzione, di distribuzione, di fognatura e di depurazione esistenti e definiscono le procedure e le modalità, anche su base pluriennale, per assicurare il conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente legge. A tal fine predispongono, sulla base dei criteri e degli indirizzi fissati dalle regioni, un programma degli interventi necessari accompagnato da un piano finanziario e dal connesso modello gestionale ed organizzativo. Il piano finanziario indica, in particolare, le risorse disponibili, quelle da reperire nonché i proventi da tariffa, come definiti all'articolo 13, per il periodo considerato“. Noi utenti dell’ATO5-Frosinone paghiamo le tariffe più elevate non solo del Lazio ma anche di buona parte dell’ITALIA. Le nostre tariffe sono superiori di ben il 21% di quelle di Latina del 38% di quelle di Rieti, del 45% di quelle di Roma e di circa il 58% rispetto a quelle di Viterbo. Dagli articoli di legge si deduce che le tariffe siano in realtà frutto di una concertazione con gli enti locali ( i Comuni ). Pertanto bisogna, a quanto pare, spostare il mirino delle accuse e metterlo proprio in mezzo tra le responsabilità del gestore privato e quelle dei Sindaci dei comuni rientranti nell’ambito territoriale specifico. Questo spiega le diversità delle tariffe nelle varie zone del Lazio. L’ART.23, comma 2 recita “ Ciascun gestore dei servizi idrici integrati assicura l'informazione agli utenti, promuove iniziative per la diffusione della cultura dell'acqua e garantisce l'accesso dei cittadini alle informazioni inerenti ai servizi gestiti nell'ambito di propria competenza,… “ E’ qui che si trova la falla del privato: quali informazioni sono state finora garantite ai cittadini? Chi conosce i motivi precisi degli aumenti retroattivi? Perché non pubblicano sui giornali le motivazioni ? Qui c’è una palese violazione dell’art.23 comma 2 ed è qui che pretendiamo chiarezza !! Inoltre, nel caso di Sora che fine hanno fatto i progetti di realizzazione dei tratti fognari nelle periferie ( es. San Vincenzo Ferreri )? Perché alcune opere idriche sono state iniziate e non finite ( es. zona via Pantano )? Ebbene abbiamo voluto fugare ogni dubbio facendo in modo che tutti potessero capire esattamente i termini della questione. Abbiamo dunque messo a confronto i costi in bolletta per il servizio idrico integrato (erogazione, fognatura e depurazione) del nostro ATO5 dove il gestore è ACEA ATO5 S.p.A. con quelli relativi all’ATO4 dove il gestore è una società mista pubblica privata ACQUALATINA e con quelli della Città di ROMA appartenete all’ATO2, come comune dominatore e dove come tutti sappiamo il gestore è storicamente ACEA. Ma attenzione: gli aumenti tariffari autorizzati sono già abbondantemente censurati come illegittimi anche dal GARANTE REGIONALE DELLE RISORSE IDRICHE. Ogni commento sarebbe superfluo ma qui ci rivolgiamo ai Comuni: d’accordo che ci sono costi di gestione legati ai guasti della rete idrica ma non accettiamo il discorso dei dipendenti avuti in eccesso poiché altre assunzioni sono state fatte dopo a testimonianza che tutto questo eccesso non c’era ! Ma come si conviene esiste un piano industriale che quantifica tali costi e li distribuisce in un certo lasso di tempo? Alla fine di questo lasso di tempo le tariffe torneranno al punto di partenza o succederà come sta succedendo tra costo del petrolio e quello della benzina? Dai Comuni responsabili degli aumenti pretendiamo tale chiarezza poiché i tempi della vecchia politica dove tutto si decideva in silenzio ed in barba ai cittadini è finito dal momento che gli stessi non hanno più l’anello al naso ed al momento opportuno ( elezioni ) la fanno pagare cara...»
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