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Acuto, gli indipendenti di Progetto Acuto: «La spaccatura di “In Comune” è un problema politico dell’opposizione»

ACUTO - Sono intervenuti in Consiglio Comunale con una nota congiunta i consiglieri indipendenti di Progetto Acuto Adelmo Petrucci, Gabriele Agostini e Sara Cola, per spiegare il proprio punto di vista in merito all’elezione dei rappresentanti del Comune di Acuto nella XII Comunità Montana. Spiega Adelmo Petrucci: «Da molte settimane siamo stati l’obiettivo privilegiato, e continuiamo ad esserlo, della campagna di comunicazione della lista “In Comune”. O meglio: di ciò che di questa compagine resta in piedi dopo la scissione del gruppo consiliare PD. Siamo stati tirati in ballo a dirimere una questione che è evidentemente legata proprio ad una loro profonda spaccatura politica a causa della quale non sono stati in grado di esprimere una candidatura unitaria per la Comunità Montana». «Nel consiglio di giovedì sera siamo arrivati al paradosso: la capogruppo Tamara D’Ascenzi ha insistito per ripetere quella votazione secondo le modalità previste dallo Statuto Comunale, quando la legge al riguardo è chiarissima e prevede l’elezione con il sistema del voto limitato» incalza Gabriele Agostini, che affonda: «Cioè, in sostanza la richiesta era quella di tenere una nuova votazione, questa volta certamente contro legge, per venire incontro alle esigenze politiche del momento di una parte dell’opposizione. Ma le leggi sono superiori a qualsiasi regolamento comunale: sostenere il contrario non è segno di ingenuità, ma di malafede».
«Respingiamo questi attacchi strumentali e pianificati a tavolino per seminare zizzania. Purtroppo dobbiamo constatare come questo avvio di legislatura sia contraddistinto da una volontà di attaccare a testa bassa senza alcun costrutto, e anzi andando a ricercare motivi di contrasto anche dove non ce ne sarebbe materia, come nel caso del gemellaggio con la città polacca di Boleslawiec. Qui l’amministrazione ha iniziato a gettare un ponte importante per costruire nuove opportunità di crescita culturale dei nostri giovani» afferma Sara Cola.
«Questo tipo di polemiche non ci interessano e non ci riguardano, non intendiamo reagire a queste provocazioni», spiegano i tre. «Ribadiamo solo quanto affermato nella nota comune letta in Consiglio Comunale: continueremo più concretamente a impegnarci e a lavorare assieme alla squadra di Progetto Acuto per cercare di migliorare giorno per giorno la qualità della vita dei cittadini di Acuto attraverso tutte le iniziative di cui saremo capaci, che è poi l’impegno vero e sostanziale che abbiamo preso con noi stessi e con i nostri elettori nel corso dell’ultima campagna elettorale.
In appena tre mesi abbiamo avviato, grazie alla fruttuosa collaborazione di molti cittadini e associazioni una serie di progetti rilevanti in diversi settori: l’ampliamento della copertura WiFi in collaborazione con la Provincia di Frosinone, le “Visite guidate nel centro storico” grazie all’Associazione Lega Ernica, la Biblioteca vivente, che è stata un collettore di molte realtà comunali e del territorio limitrofo, la rassegna d’arte e mestieri Canistro, resa possibile dal contributo dei numerosi artisti acutini, l’allestimento delle attrezzature in sala consiliare per consentire le dirette streaming...
Oltre alle altre attività svolte nell’ambito dell’amministrazione in collaborazione con la Giunta e gli altri consiglieri, c’è stato il nostro impegno diretto e di supporto alla Pro-Loco per le attività e gli eventi dell’estate acutina: SalTaranta, Acuto Electronic Music Festival, Cantine aperte...
Insomma: chi ci descrive e ci disegna in altro modo dimostra solo di conoscere davvero poco la realtà di Acuto».




Il testo dell’intervento dei Consiglieri comunali indipendenti di Progetto Acuto:



Come consiglieri indipendenti della lista Progetto Acuto (Adelmo Petrucci, Gabriele Agostini e Sara Cola), più volte chiamati in causa dal gruppo "InComune" nella polemica seguita all’ultimo Consiglio Comunale del 24 giugno scorso, in occasione dell’elezione dei consiglieri della Comunità Montana intendiamo esprimere parere a riguardo.

Abbiamo vissuto l’episodio come spettatori silenziosi, basiti dall’ambigua premessa esposta dalla capogruppo di “InComune”, Tamara D’Ascenzi:  ritenevamo infatti pacifico che l’opposizione avrebbe indicato Achille Bellucci, attuale Presidente-Commissario della Comunità Montana e vantato per il suo incarico in campagna elettorale, come consigliere per ricoprire quell’incarico.

Abbiamo invece all’improvviso scoperto che la scelta sarebbe ricaduta su Claudio Cori.
Ci è parso strano, certo, ma ovviamente riconosciamo all’opposizione il pieno diritto di votare chi voglia a ricoprire le cariche che le sono destinate.

La ricostruzione esposta da D’Ascenzi, secondo cui Bellucci sarebbe comunque rimasto in carica ci è apparsa immediatamente poco credibile, considerando che lo Statuto della Comunità Montana è chiarissimo al riguardo: «Il presidente e gli assessori esercitano le funzioni fino all'insediamento dei successori, fatto salvo il caso in cui perdono la qualifica di consigliere comunitario».
Ma magari la D’Ascenzi avanzava la sua proposta forte del raggiungimento di un qualche accordo politico generale, che prevedesse la sostituzione di Bellucci con Cori... Ipotesi presto smentita dall’immediato intervento del consigliere Bellucci, che giudicava egli stesso non solo non condivisibili, ma politicamente incomprensibili le considerazioni espresse dalla sua capogruppo, e rivolgeva un immediato quanto sorprendente appello al Consiglio Comunale.

Solo a mente fredda ci siamo fatti l’idea di aver assistito ad un incidente politico creato ad arte per ragioni tutte interne al gruppo "InComune".

Siamo stati semplici testimoni di come la capogruppo D’Ascenzi abbia di fatto spaccato il suo stesso Gruppo Consiliare «scaricando» il consigliere PD Bellucci e introducendo con disinvoltura la candidatura del consigliere SEL Cori, proprio mentre a parole rivendicava la sua autonomia dai giochini partitocratici.

Nei giorni successivi ha rafforzato questa posizione, presentando pubblicamente Bellucci come «poltronista» e Cori come «rinnovatore».

In effetti facciamo qualche fatica a considerare come «rinnovatore» un consigliere anch’egli da decenni sulla breccia, più volte vicesindaco e già candidato alla carica di sindaco.

Constatiamo invece la palese inconsistenza politica di quella «squadra compatta e coesa» osannata nella campagna elettorale di «InComune» come capace di mettere insieme esperienza e innovazione, con i contatti giusti nei luoghi giusti, una squadra le cui differenze costituivano ricchezza. Quella che ci siamo trovati di fronte si sta rivelando in realtà una coalizione litigiosa, incoerente e immatura, allo sbando sin dai primi atti, tutta volta ad alleggerire la sconfitta elettorale con la delegittimazione e l’estromissione di uno dei principali esponenti della coalizione.

Quale che sia la ragione che l’ha determinata, la capogruppo D’Ascenzi aveva piena consapevolezza che la sua scelta di rompere col PD avrebbe spaccato il suo stesso gruppo, e ha comunque deciso di andare avanti: una scelta assolutamente legittima, ma che richiede poi la capacità di assumersi la piena responsabilità politica di tutte le conseguenze, incluso il fatto che siano venuti meno i numeri necessari per poter determinare autonomamente la scelta del rappresentante dell’opposizione in seno alla Comunità Montana.
Ciascuno di noi ha votato i candidati che sono stati pubblicamente annunciati, non siamo a conoscenza e tantomeno abbiamo partecipato ad alcun accordo sottobanco.

Consideriamo le accuse a noi rivolte sui social network e su qualche volantino dalla capogruppo di InComune l’ennesima provocazione da parte di un’esponente politica che, mettendo insieme un nuovismo di facciata e vecchissime metodologie politiche, sta producendo risultati assolutamente discutibili.
E non siamo neanche disposti a subire in silenzio improprie tirate di orecchi da parte di chi, nel recente passato amministrativo di questo paese, gli accordi sottobanco li ha invece fatti, ottenendo, grazie a questi, una poltrona da assessore, che avrebbe potuto peraltro utilizzare molto meglio per il bene della collettività.
Respingiamo dunque il suo tentativo di sollecitarci a prendere posizione in una battaglia che non ci riguarda e in cui non vogliamo entrare.

Noi continueremo più concretamente ad impegnarci e a lavorare assieme alla squadra di Progetto Acuto per cercare di migliorare giorno per giorno la qualità della vita dei cittadini di Acuto attraverso tutte le iniziative di cui saremo capaci, che è poi l’impegno vero e sostanziale che abbiamo preso con noi stessi e con i nostri elettori nel corso dell’ultima campagna elettorale.


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