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Acuto, Giancarlo Torroni spiega le ragioni della candidatura con la lista «In Comune»

ACUTO - Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Giancarlo Torroni in cui spiega le ragioni della sua candidatura nella lista «In Comune» guidata da Tamara D’Ascenzi: «Ho avuto modo di conoscere ed apprezzare Tamara D’Ascenzi  durante le riunioni del Comitato scuola  e la stima che ho per questa donna determinata mi ha indotto a cedere alla sua richiesta di mettermi al suo fianco nella prossima competizione elettorale. Tamara, di fronte al mio iniziale rifiuto, al mio pessimismo, ha avuto un solo argomento con il quale, per così dire, mi ha messo con le spalle al muro:  «tu critichi giustamente la politica attuale ed i politicanti, ma ora che ti chiedo di aiutarmi nell’impresa  difficile di  dare il tuo contributo a vantaggio del bene comune, ti tiri indietro». Se non erano proprio queste le parole che ha usato, il senso era lo stesso.
Cosa dirti, cara Tamara? I miei dubbi restano vivi ed irrisolti come prima e a dissolvere i miei timori non basta certo la tua onestà, il tuo disinteresse, la tua dedizione, la tua competenza. La realtà è un osso duro anche per i denti più forti. E tuttavia  alla tua richiesta d’aiuto non avrei potuto dire di no senza poi avvertire un disagio interno, l’impressione di essere anch’io come quelli che amano chiacchierare  da comode posizioni di disimpegno ma al momento di agire si tirano indietro o fanno finta di non sentire. Perciò ho deciso di schierarmi con te, come indipendente, in una lista eterogenea  che dovrebbe prima di tutto essere rappresentativa delle diversità  e non di un pensiero unico e riuscire nell’impresa mirabile di conciliare tali diversità, superando lo spirito di fazione e la logica dei partiti e tenendo lo sguardo fisso ai principi fondamentali della Costituzione, la quale fu frutto di diverse forze politiche, di destra e di sinistra, laiche e cattoliche, tutte però accomunate dalla lotta antifascista che aveva forgiato o ambiva a forgiare una comunità sui valori condivisi della responsabilità, del rispetto reciproco, della libertà di opinione, della certezza del diritto, della formazione culturale e morale di un popolo, nella consapevolezza, maturata più tardi, che il fascismo non è un fenomeno esclusivo della destra ma anche della sinistra, quando questa rinunci al dialogo ed ai valori di libertà che danno senso alla sua vocazione sociale e si rinchiuda in un ottuso dogmatismo o nel culto fanatico di un capo.
Ho deciso di stare al tuo fianco ben sapendo di assumermi delle rogne di cui avrei fatto volentieri a meno, trovando io la mia principale soddisfazione nello studio ed i miei grattacapi nell’impresa non facile di educare i giovani al pensiero, alla libertà, al rispetto di se stessi e del prossimo».

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