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DDL Delrio, Pilozzi: «La nuova legge non abolisce le Provincie, le mette fuori dal controllo democratico»

FROSINONE - «Questa legge non abolisce le Province, le mimetizza, le trasforma, sottraendole al controllo democratico dei cittadini senza reali tagli alla spesa pubblica, per questo il voto mio e quello di Sinistra Ecologia Libertà non poteva che essere contrario»: è questo il commento di Nazzareno Pilozzi, deputato di SEL, dopo l’approvazione definitiva della legge che congela le Province italiane, in attesa dell’approvazione di una legge di revisione costituzionale nei prossimi mesi che ne stabilisca la cancellazione definitiva dalla Costituzione. «La verità è che, con questa legge, gli amministratori non verranno più eletti dai cittadini ma nominati nelle segrete stanze dei partiti, attraverso il voto di sindaci e di consiglieri comunali, unici soggetti abilitati a votare e, ancora peggio, unici soggetti abilitati ad essere candidati alla guida del Governo dei nostri territori. Niente più controllo democratico, niente più giudizio dei cittadini a fine mandato. Tutto ciò in un momento di seria crisi della rappresentanza della democrazia», continua Pilozzi.

«Sel non è contro il cambiamento, eravamo e siamo pronti a raccogliere la sfida di riforme vere, di riforme serie sulla governance locale che riscrivano ruoli e competenze delle istituzioni territoriali ma non certo nel modo in cui è stato fatto oggi.
Il punto non è eliminare 3 mila poltrone, come asserito in un infelice tweet dal Presidente del Consiglio, ma evitare che si creino tremila luoghi di opacità, non soggetti a controllo democratico che non produrranno alcun beneficio per i cittadini.

Grazie al nostro lavoro, siamo riusciti a mitigare alcuni aspetti negativi della legge eliminando il doppio stipendio per i sub commissari delle Province, accorpando alle Province le funzioni svolte da Enti intermedi eliminando così sprechi e costi, inserendo i requisiti di onorabilità e anche le incompatibilità per i commissari ponendo fine – almeno così ci auguriamo – alla vergogna dei commissari politici, che negli ultimi anni le forze politiche maggiori presenti nella passata legislatura si sono spartiti.

Infine, considero molto importante l'aumento dei consiglieri dei piccoli comuni ad invarianza della spesa, che la falcidie messa in atto con una cieca spending rewiev aveva relegato a consigli di amministrazione incapaci di rappresentare la fotografia democratica delle comunità locali, ma questo non poteva cambiare il giudizio complessivo negativo sulla legge», conclude Pilozzi.

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