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Riforma enti locali, Scalia (PD): «DDL Delrio disegna sistema istituzionale più efficiente ed efficace»

ROMA - Una riorganizzazione dei livelli di Governo che dia maggiore centralità ai Comuni per garantire ai cittadini maggiori e più efficaci servizi. Così il Senatore Francesco Scalia commenta il disegno di legge Delrio su Città metropolitane, Province, unioni e fusioni di Comuni. Il testo, ancora in I Commissione, dovrebbe arrivare in aula martedì prossimo.
«C’è la volontà da parte del Parlamento di approvare quanto prima il disegno di legge – dichiara Scalia – soprattutto perché ci avviciniamo alle scadenze per i rinnovi di tanti consigli comunali,  e nel PD c’è consapevolezza della necessità di concludere quanto prima l’iter affinché anche la Camera approvi il ddl entro il 7 aprile, data ultima per permettere lo svolgimento della prossima tornata elettorale tenendo conto della nuova normativa». «Si tratta di un provvedimento complesso – continua Scalia – e nettamente migliorato rispetto al testo originario da una serie di proposte emendative. Per le Città metropolitane, il ddl Delrio al momento prevede la costituzione dall’entrata in vigore della legge. Il sindaco del comune capoluogo indirà le elezioni per una conferenza statutaria per la redazione dello statuto - spiega il Sen Scalia, facendo riferimento a un testo coordinato con gli emendamenti del relatore - Il presidente della Provincia resterà in carica fino al 31 dicembre 2014. Entro il 30 settembre 2014 si svolgeranno le elezioni del consiglio metropolitano. Entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitano approverà lo statuto. Il 1° gennaio 2015 le città metropolitane subentreranno alle province. Il sindaco e il consiglio metropolitano sono eletti a suffragio indiretto. Lo statuto della città metropolitana, però, può prevedere anche l’elezione diretta, con il sistema elettorale stabilito da legge statale,e potrà prevedere un’indennità per il sindaco metropolitano».
«I sindaci delle città metropolitane e i presidenti delle province – prosegue - predisporranno un piano triennale di attuazione della legge. Il piano indicherà i risparmi e sarà trasmesso al Commissario per la revisione della spesa. Nel bilancio di città metropolitane e province sarà istituito un apposito capitolo su cui confluiranno i risparmi ottenuti; le risorse potranno essere utilizzate unicamente per la riduzione dei tributi locali e per gli investimenti».
A  proposito dei Comuni, che attendono di sapere come sarà la composizione dei Consigli che eleggeranno il 25 maggio, la stesura ipotizzata al momento prevede: «Per i comuni con popolazione sino a 3.000 abitanti, il consiglio sarà composto dal sindaco e da dieci consiglieri. Il numero massimo di assessori sarà pari a due. Ai medesimi comuni non si applicherà il divieto di rielezione del sindaco per un terzo mandato; sarà comunque consentito un massimo di tre mandati. Per i comuni con popolazione da 3.000 a 10.000 abitanti, il consiglio sarà composto dal sindaco e da dodici consiglieri. Il numero massimo di assessori sarà pari a quattro. Nei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento».
«Per quanto riguarda le Province le liste per l’elezione del consiglio provinciale saranno composte in modo che ciascuno dei sessi non sia rappresentato in misura superiore al 60%. La provincia potrà esercitare, d’intesa con i comuni, funzioni di predisposizione di documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi. Le funzioni trasferite dalle province ad altri enti continueranno ad essere esercitate dalle province sino alla data di avvio effettivo da parte dell’ente subentrante. Le funzioni in materia di edilizia scolastica saranno comunque esercitate sino al 31 dicembre 2015. I prefetti, nella nomina di sub-commissari a supporto dei commissari straordinari della provincia, saranno tenuti ad avvalersi di dirigenti o funzionari del comune capoluogo».
Sul voto per  i rinnovi delle Province, sottolinea: «Nella legge di stabilità – dice – si dispone la proroga fino a giugno 2014. Non corriamo il rischio di votare per le Province».
«Per il personale precario delle Province – riprende Scalia – ho sottoscritto gli emendamenti della Sen Pezzopane che mirano alla salvaguardia dei livelli occupazionali».
«La parte davvero innovativa del ddl 1212 è quella relativa alle Unioni e fusioni dei Comuni, favorendo  le associazioni di funzioni dei più piccoli si potrà garantire economicità ed efficacia. Ci troviamo di fronte – conclude Scalia – ad una prima radicale riforma attraverso la quale si semplificherà di molto la macchina amministrativa e si ridurranno sovrapposizioni di competenze, ridando alle Regioni, quando la riforma arriverà a conclusione, la sua naturale funzione di programmazione, eliminando inutili agenzie ed altri enti strumentali, vero buco nero dello spreco di risorse».

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