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Amministrative 2014, attese novità legislative per i piccoli comuni, possibile il terzo mandato

ROMA -  È prevista per questa sera l’approvazione presso l’aula del Senato di nuove norme che dovrebbero applicarsi ai piccoli Comuni e di norme provvisorie che scongiurino la necessità di rinnovare le amministrazioni provinciali in previsione della loro abrogazione entro la fine dell’anno. Per quanto riguarda in particolare i piccoli Comuni fino a 5 mila abitanti le novità sono relative all’ammissione di un terzo mandato consecutivo per il sindaco, in luogo del limite massimo attualmente previsto di due mandati consecutivi.

Tornerebbe inoltre ad aumentare da 6 a 10 il numero dei Consiglieri Comunali per i Comuni fino a 3 mila abitanti, dove la giunta sarebbe composta da 2 assessori, che diventerebbero rispettivamente 12 e 4 per i comuni con oltre 3.000 abitanti.
Il Senatore Remigio Ceroni (Forza Italia) commenta: «Le indennità di un assessore o consigliere comunale di una realtà fino a 10 mila abitanti sono molto piccole. Pensate che un consigliere regionale costa quanto 1.200 consiglieri comunali. Parliamo di rimborsi modesti che vanno dai 10 ai 20 euro per consiglio comunale.
La scelta di riportare i consiglieri ad un numero adeguato anche nelle realtà più piccole è giusta perché, con un costo molto esiguo, si offre la possibilità di avere un contributo di persone valide, spesso professionisti quanto mai utili all'ente locale».
Il senatore del Partito Democratico Federico Fornaro enfatizza d'altro canto la necessità di accorciare i tempi almeno in relazione alle norme sui piccoli comuni: «Il 25 maggio andranno al voto oltre 3mila piccoli comuni. Non è più accettabile che non si abbia certezza sulle regole del gioco democratico: l'esatto numero dei consiglieri comunali e quindi dei candidati, oltre alla possibilità di introdurre il terzo mandato dei sindaci. Se nelle prossime ore non si sblocca l'iter legislativo, il Governo deve affrontare con urgenza la questione stralciando gli articoli riguardanti i comuni dal ddl Delrio sulle Province e sulle città metropolitane, in modo da poter approvare un apposito disegno di legge in tempo utile per la presentazione delle liste».

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