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Acuto, Achille Bellucci è il candidato del PD: «Lavoriamo per un accordo che rilanci il centro-sinistra»

ACUTO - La data delle elezioni amministrative 2014, previste per il prossimo 25 maggio in concomitanza con le elezioni del Parlamento Europeo, si avvicina rapidamente e iniziano a definirsi con maggior precisione gli schieramenti in campo anche a livello locale.
La squadra della lista «Progetto Acuto» continuerà ad essere guidata dal sindaco Augusto Agostini, che sta concludendo in questi mesi il suo primo mandato. Il Movimento 5 Stelle ha ufficializzato già all’inizio di febbraio la decisione di non presentare una propria lista.
Per quanto riguarda il centrosinistra, abbiamo dato conto nelle scorse settimane del progetto che vedeva Acuto parte di una ricomposizione più ampia a livello territoriale che sta procedendo con risultati differenziati nei diversi comuni del Nord Ciociaria.
Per saperne di più abbiamo intervistato Achille Bellucci, rappresentante del PD in Consiglio Comunale e Commissario della XII Comunità Montana - Monti Ernici.
Qual’è la posizione del Partito Democratico in questo momento?
Il PD sta cercando di mettere insieme con le altre forze dell’opposizione di centro-sinistra una alternativa all’attuale amministrazione, coinvolgendo tutte le forze politiche ma soprattutto associazioni e singoli cittadini che condividono l’esigenza di cambiare amministrazione e interessati a partecipare a un percorso che come PD stiamo delineando.
In questo percorso abbiamo cercato di coinvolgere tutto il centro-sinistra di Acuto, facendo una apertura anche al Partito Socialista, che però per vari motivi non ha dato la propria disponibilità.

E che risposte state raccogliendo fino a questo momento?
La risposta è abbastanza positiva, per quanto in questo momento stiamo prioritariamente portando avanti un confronto con SEL per cercare di individuare un candidato condiviso. La strada che ci siamo dati è quella di avanzare la proposta di una candidatura da parte dei due partiti. Questi due candidati verranno poi discussi unitariamente da entrambi i partiti; la discussione si amplierà ovviamente a tutte quelle ulteriori componenti che dovessero aderire a questa iniziativa.

Qual è la candidatura avanzata dal Partito Democratico?
La candidatura presentata dal Partito Democratico è quella di Achille Bellucci: io di questo ringrazio il partito per la responsabilità che mi sta attribuendo. Stiamo parlando di una responsabilità, perché proporsi di contrapporsi ad uno schieramento politico che ha amministrato il paese per 5 anni è sicuramente una sfida impegnativa.

Su che basi vi contrapponete all’attuale amministrazione?
L’attuale amministrazione ha indubbiamente cercato di portare una crescita del paese, sia per quanto riguarda le opere che le iniziative messe in campo in questi cinque anni: ma proprio la natura di lista civica della coalizione al governo evidenzia una serie di limiti che impediscono di dare risposte efficaci ai veri problemi del paese. Quando parlo di risposte determinanti mi riferisco ad esempio alla Colonia ex-OMNI, alla Cava, alle politiche per il Centro Storico sul quale nel corso degli anni sono state investite ingenti risorse senza ottenere una ricaduta sul paese e sui cittadini.
Ci sono state sicuramente anche iniziative positive come la Saltaranta, o gli interventi di riqualificazione dell’area montana e del laghetto, tramite i fondi del Piano di Sviluppo Rurale GAL, e c’è stata la prosecuzione di opere pianificate, e alcune già appaltate, dalla precedente amministrazione. Ma anche in questo caso con limiti gravi: come per la palestra di Casenuove, che era stata appunto già appaltata e che avrebbe dovuto rappresentare già da qualche anno un importante punto di riferimento per lo sport e in generale per l’aggregazione nella vita del paese e del quartiere di Casenuove in particolare, e per la quale invece i lavori non sono stati ancora ultimati: un ritardo incomprensibile.
L’idea di rilanciare il centro-sinistra è anche funzionale al fatto che ovviamente una coalizione del genere avrebbe una maggiore capacità di suscitare l’interesse degli enti superiori, in gran parte governati proprio da una coalizione di centro-sinistra, per poter attingere a risorse economiche assolutamente significative che esistono e che possono essere attratte sul nostro territorio.

Quali sono allora le proposte programmatiche che metterete sul piatto per segnare una discontinuità?
Da questo punto di vista, è impensabile continuare a rincorrere i piccoli finanziamenti per rifare una staccionata: è vero che sono importanti anche questi interventi, ma da soli questi non danno e non possono dare prospettive di rilancio per il paese. Interventi strategici possono essere invece effettuati a partire da interventi strategici sulla Cava, sulla Colonia ex OMNI e sul Centro storico, come dicevo prima.
Questi possono essere tre nuclei da cui ripartire, ma per farlo occorrono investimenti e sinergie che vadano oltre la dimensione strettamente locale e che si inseriscano in un discorso più ampio. Il centro storico, anche attraverso interventi legati all’idea di albergo diffuso, può ad esempio costituire un volano per il rilancio dell’edilizia, dell’artigianato, delle attività commerciali esistenti e di quelle che possono nascere in un contesto di crescita.

Ma da un punto di vista tattico, non sono pochi due mesi per mettere in atto questa strategia di rilancio del centro-sinistra?
La politica ha i suoi tempi. È vero che due mesi è un tempo ristretto, ma il tentativo di mettere insieme tutto il centro-sinistra in effetti è partito già da tempo. Col PSI al momento non è stato possibile trovare un accordo, ma ognuno è responsabile delle scelte che fa.
Questo è ancora più vero se si considera che questo discorso è stato fatto relativamente a tutta l’area Nord della Provincia di Frosinone. In questo ragionamento era compresa anche la situazione di Acuto.
Non bisogna dimenticare che il centro-sinistra è maggioritario in Parlamento a livello nazionale, esprime la maggioranza anche a livello regionale, le provincie diventeranno enti di secondo livello, quindi al momento del rinnovo avrà una maggioranza simile. Lo stesso sarà il caso delle Comunità Montane nel momento in cui venissero trasformate in Unioni di Comuni. L’insieme di tutti questi enti può permettere di attingere e utilizzare quei fondi e quelle idee necessarie per realizzare quegli obiettivi strategici di cui parlavo prima.
Per questo l’importante sarà raggiungere il risultato di una coalizione che possa costituire un punto di riferimento per l’intero centro-sinistra.

Cioè?
È necessario riuscire ad inserire ciascun intervento in una strategia più ampia: l’idea dell’albergo diffuso non è disgiunta da una infrastruttura come la pista ciclabile, elemento di attrazione per un tipo di turismo ambientale e sportivo in crescita.
Ma questo richiede anche una manutenzione delle opere: l’inadeguatezza della manutenzione della pista ciclabile non dipende da una cattiva volontà delle amministrazioni interessate, ma ci sono limiti alle possibilità di intervento rispetto alle reali esigenze.
Per questo come Presidente della Comunità Montana ho fatto inserire nel capitolato d’appalto dell’Ecoalbergo di Porciano, già assegnato a una società, l’obbligo di effettuare i lavori di manutenzione ordinaria per i prossimi 20 anni.
Ma sono necessari anche altri interventi che escono dall’ordinarietà, e bisogna avere la capacità di realizzarli.
Ad Acuto il centro-sinistra ha dimostrato in passato la capacità di ottenere i fondi per realizzare opere rilevanti come la palestra, o l’Officina dell’Arte, che è poi rimasta chiusa per lungo tempo a causa del contenzioso tra l’Amministrazione e il gestore.
Insomma: occorre tornare a superare i limiti di una amministrazione che, nonostante l’impegno profuso, sta dimostrando di avere una visione e un orizzonte politico troppo limitati.
Non dimentichiamoci che il centro-sinistra ad Acuto ha espresso il Presidente della più grande Comunità Montana del Lazio e un deputato al Parlamento nazionale. Questa esperienza non va dispersa, ma deve tornare a rappresentare una opportunità per il paese.

La ritrovata unità del centro-sinistra farà si che, a differenza di non 5 anni fa, non ci sarà una terza lista?
Questo ancora non lo so con certezza: noi abbiamo iniziato un percorso, che in qualche maniera si deve chiudere. Se con SEL e con le altre componenti che andranno a comporre la coalizione non si dovesse convergere su un candidato condiviso potremmo anche ricorrere alle primarie. L’auspicio è comunque quello di arrivare ad un accordo di coalizione già nei prossimi giorni.
Come PD stiamo lavorando per il successo della coalizione di centro-sinistra, ma è vero anche che in politica può succedere di tutto.

Che appello vorreste lanciare ai concittadini in questa fase?
Probabilmente quello più sentito è rivolto ai giovani, perché si impegnino per il paese. I partiti hanno sempre più difficoltà a svolgere una funzione di direzione. Da questo punto di vista l’avvento di Renzi al governo rappresenta una svolta per passare davvero dalle parole ai fatti.
È un modo nuovo di concepire la politica, molto pragmatico e che può incentivare la partecipazione. L’unione di idee nuove con altre più strutturate può fare la differenza.
Il paese ha bisogno del contributo dell’intelligenza e dell’entusiasmo dei giovani per recuperare nuova vitalità.

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