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Sanità Lazio, giovedì vertice Regione-Dirigenti Pronto soccorso e Ares118 della Ciociaria e province

altFROSINONE - E’ fissato per giovedì prossimo 16 gennaio l’incontro con i Direttori Generali e sanitari ed i responsabili dei Dea Pronto Soccorso e sistema Ares 118 delle province di Frosinone, Latina, Viterbo e Rieti,   da parte dei vertici della Regione Lazio, al fine di "definire misure e percorso per superare le criticità che si sono evidenziate in questi giorni".

"I problemi emersi in ogni singola provincia - spiegano dalla Preidenza della Regione - presentano pecularietà tali da rendere necessario un approfondimento dei dati, cosi come dei mezzi e delle dinamiche  e del grado di criticità del sistema d’emergenza di ogni singola provincia in modo da individuare soluzione a misura di territorio”.

Lo stesso tavolo ha coinvolto qualche giorno fa i dirigenti delle ASL di Roma e Provincia. Il quadro emerso dai Pronto Soccorso della Capitale è critico. Da quella riunione le parti sono uscite con una dichiarazione d'intenti e misure operative che sono state spiegate dalla Regione in questi cinque termini:


1) L’applicazione integrale del decalogo sul sovraffollamento dei Pronto Soccorso inviato dalla Direzione Regionale Salute il 29 novembre scorso. A tal proposito le aziende, che non avevano già attuato le misure, si sono impegnate a procedere nell’immediato.

2) Le necessità di posti letto, derivante dai dati ufficiali rilevati dal sistema Sies per ovviare all’attuale emergenza, sono dai 3 ai 5 posti letto per al giorno per ogni struttura. Le strutture di Roma e provincia che hanno presidi di Ps sono in tutto 33, si tratta di presidi di pronto soccorso e di Dea di I^ e II^ livello. A questo fine tutti gli ospedali hanno accolto l’indicazione, offerta dalla Regione, di rimodulare i posti letto di chirurgia (attualmente sovrastimati) in posti letto di medicina d’urgenza.

alt3) Le grandi strutture (i Dea di II^ livello) dovranno ridurre al minimo i trasferimenti dei pazienti presso le cliniche accreditate, queste infatti dovranno essere nella maggior parte dei casi disponibili per gli ospedali più piccoli. A tale scopo, oggi stesso, è stata già emanata una disposizione sul supporto delle Case di Cura accreditate nei periodi di particolare congestionamento dell’emergenza ospedaliera.

4) Sono in via di definizione misure strutturali, condivise con i medici di medicina generale, per migliorare il sistema delle cure primarie attraverso un’unica carta di servizi e per l’apertura di ambulatori di quartiere in ogni Municipio di Roma, anche il sabato e la domenica qualora vi siano condizioni particolari.

5) Saranno avviate immediatamente delle verifiche, così come è stato chiesto dal Ministero della Salute, sulle reali motivazioni del cosiddetto blocco ambulanze verificando se vi fossero o meno posti disponibili, se e con quale modalità vengono usate ambulanze di soccorso private, se e  quante ambulanze di soccorso sono parzialmente utilizzate.

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