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Pedaggi autostrade, Scalia (PD) interpella Ministri competenti: "Quali ammodernamenti giustificano aumento tariffe?"

altFROSINONE - "Dal primo gennaio con la firma dei decreti interministeriali da parte dei ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture è scattato, nella serata dell'ultimo dell'anno, l'aumento medio del 3,9 per cento dei pedaggi autostradali.

Un incremento tariffario che appare del tutto svantaggioso per un paese che sta rincorrendo faticosamente la ripresa economica, ed ingiustificato, visto che non si conoscono le spese sostenute dalle concessionarie per le opere di ammodernamento realizzate".

A dichiararlo il Senatore del Partito Democratico Francesco Scalia, cofirmatario di una interrogazione indirizzata ai Ministri Lupi e Saccomanni per conoscere i criteri individuati per autorizzare gli aumenti delle tariffe dei pedaggi autostradali.

"Le convenzioni in essere con le società concessionarie autostradali - continua Scalia - prevedono che le stesse, oltre a corrispondere un canone proporzionale ai pedaggi riscossi, debbano corrispondere anche un canone annuo in ragione di una certa percentuale sugli extra profitti generati dal concessionario per lo svolgimento delle attività definite collaterali, tra le quali rientrano tutte quelle iniziative commerciali che si svolgono all'interno delle aree di servizio, quali ristorazione, vendita carburanti ed attività pubblicitarie.

Si tratta di un canone non fisso che solitamente viene versato all'Anas,  ma talvolta concorre al contenimento delle tariffe praticate agli utenti. Non essendovi una regolamentazione definita, i relativi proventi possono essere di ben cospicuo importo e sarebbe auspicabile avere accesso alla relativa rendicontazione.

Così come sarebbe utile conoscere l'elenco delle opere di ammodernamento realizzate dalle concessionarie che sembrerebbe aver giustificato l'aumento delle tariffe".

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