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Elezioni Anagni (parte 1): venti di crisi per la Giunta Noto. Chi ricostruirà sulle macerie del post-Fiorito?

altANAGNI - La città dei Papi va a grandi falcate verso le elezioni amministrative del 2014. Le prime dell'èra post-Fiorito.

Per il sindaco uscente, Carlo Noto (foto a dx), le cose non sembrano girare per il verso giusto. In un Consiglio comunale a porte chiuse infatti, svoltosi martedì sera, dall'opposizione è stata chiesta la "testa" del consigliere delegato ai lavori pubblici Alessandro Cardinali.

Additato sin da subito come l'amministratore coinvolto nell'inchiesta di Procura di Frosinone e Carabinieri, circa l'esistenza di un sistema imprenditorial-politico, volto a concedere autorizzazioni edili con una "certa facilità" e "agli amici degli amici", il delfino (ex) di Franco Fiorito si è difeso dicendosi non a conoscenza della denuncia e dimostrando l'intenzione di querelare tutti coloro che hanno ricondotto a lui l'inchiesta che ha fatto tremare Anagni.

Inutile dire che Cardinali era dato come successore a Noto nella leadership del centrodestra post fioritiano. Dopo questi fatti chissà.

altIntanto, sta per arrivare in Consiglio comunale il Bilancio e, con questo, la spada di Damocle delle dimissioni annunciate da tre consiglieri di maggioranza del gruppo Anagni Domani: Enzo Ciprani, Alfredo Cicconi e Simone Pace (foto a sx).

I tre pare siano intenzionati ad andare fino in fondo e questo basterebbe a far cadere l'amministrazione, con conseguente commissariamento del Comune fino al voto, poichè Noto non avrebbe rispettato i patti che il loro gruppo consiliare aveva messo come condizione, l'indomani del ciclone dell'arresto di Fiorito.


La verità sembra essere quella che il Sindaco stesso ha lasciato intendere in una conferenza stampa nei giorni scorsi: i tre sarebbero ormai dirottati su altri progetti politici (nonchè imprenditoriali) e vorrebbero avere mani libere per non essere travolti, insieme al centrodestra, dagli scandali delle inchieste.

Certo è che Anagni Domani è stato un pezzo importante della seconda fase della Giunta Noto, con incarichi politici importanti di cui, forse, dimenticano di dover dare conto.Cosa accadrà lo sapremo nei prossimi giorni. Ci potrebbe essere un Consiglio comunale-verità in cui il gruppo Anagni domani dovrà venire allo scoperto oppure si dovrà attendere il Bilancio? Fatto sta che novembre sarà decisivo per Noto e per il centrodestra.altalt

E sempre da questa parte un altro nome circola con insistenza (da tempo per davvero) come probabile successore di Noto. Ovvero l'avvocato Daniele Natalia. Attuale vicesindaco, già assessore ai Lavori pubblici della Giunta Fiorito, ha avuto con il centrodestra anagnino rapporti controversi negli anni. Anche sulla sua testa pesa qualche vicenda giudiziaria del passato ma per il momento, nel baillame di questi giorni, resta alla finestra a guardare.

Così, tra tanto rumore, Carlo Noto sembra davvero l'unico, nel centrodestra, a poter succedere a se stesso, dopo aver annunciato l'ingresso nella (ri)nascente Forza Italia e la presa di distanza dalla storia e dal gruppo dirigente del Popolo della Libertà, ormai ridotto ai minimi termini in Consiglio comunale.

La vera domanda però resta in piedi: chi nel centrodestra potrà ricostruire uno straccio di proposta politica sulle macerie lasciate dall'epoca post-Fiorito?

In questo caos politico c'è la situazione finanziaria del Comune che preoccupa -si deve ancora approvare il Bilancio di previsione tanto per essere chiari - e non è solo il futuro politico o le inchieste a tenere la cittadinanza con il fiato sospeso, bensì i numerosi problemi sul tappeto, da quello occupazionale a quello ambientale, con la Videocon fallita, la Marangoni sull'orlo della chiusura, le uova alla diossina e chi più ne ha più ne metta.

Eppure per un decennio ci avevano raccontato di un futuro che sarebbe stato fiorito e di un'a città più forte(foto a dx). Ma il futuro di chi sarebbe dovuto sbocciare? E più forte di cosa sarebbe dovuta diventare Anagni?


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