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Frosinone, 3 candidature autosospese, in tilt il meccanismo congressuale del Partito Democratico

FROSINONE - «La Commissione Provinciale del Congresso riunitasi in data 31 Ottobre 2013, preso atto della dichiarazione della sospensione dalla campagna congressuale di tre candidati su quattro sulle persone di Sara Battisti, Alessandro Martini e Mario D'Alessandro, in funzione delle proprie competenze di garanzia e vista la straordinarietà dell'evento accaduto e sospende tutti i congressi in corso e convocati nelle date del 31 Ottobre, 1/2/3 Novembre 2013 al fine di garantire la regolarità del procedimento congressuale». Questa la decisione presa nella serata di giovedì dalla Commissione dopo la clamorosa denuncia di tre dei quattro candidati alla segreteria provinciale del PD
In mattinata i tre avevano convocato una conferenza stampa denunciando: «Lo svolgimento del Congresso Provinciale ha subito delle gravissime scorrettezze che ne hanno danneggiato e inficiato la validità. In questo ambito quello che doveva essere un libero congresso che avrebbe dovuto avere al centro il confronto sereno e costruttivo sull’identità del PD e sui temi della grave crisi economica della provincia è stato volutamente ridotto ad un campo di calunnie, di falsità e di personali rivalità. Tutto questo rende impossibile portare a termine i 44 Congressi di Circolo che si dovrebbero svolgere sino a domenica 3 novembre
Si è voluto deliberatamente e subdolamente dopare la platea congressuale ricorrendo a inqualificabili metodi che hanno soffocato il dibattito e alimentato un clima di sospetti e di diffidenze che non dovrebbero far parte dell’etica politica di ogni militante e di ogni dirigente del Partito Democratico».
E prosegueono: «Questo non è il Congresso che volevamo e queste non sono le condizioni per costruire il partito che immaginiamo. Ci sospendiamo dalla competizione congressuale chiedendo alle Commissioni competenti di annullare il Congresso Provinciale.
Ci rendiamo disponibili sin da ora a riferire quanto da noi denunciato negli organismi di garanzia. Non possiamo essere silenti di fronte a queste deplorevoli azioni per non essere complici di un degrado che danneggerebbe tutto l’intero partito con effetti dannosi per la sua credibilità. Vogliamo un partito trasparente, democratico, senza padroni, libero nelle sue scelte nell’interesse di tutti i cittadini di questa provincia e del paese».
La replica del quarto candidato, Simone Costanzo, è altrettanto dura: «Le accuse rilasciate dai tre candidati alla segreteria provinciale sono false e tendenziose: siamo di fronte ad attacchi pretestuosi volti ad avvelenare il clima e cercare di screditare un risultato che ci vede in netto vantaggio (siamo circa al 60%). Di che cosa stiamo parlando? 2700 iscritti a metà congresso, nel 2010 furono 5704: dunque un dato complessivo assolutamente nella norma. Per questo le accuse le rimandiamo con forza al mittente, visto che gli eventuali pochi casi di “doping del tesseramento” vengono proprio da coloro che li denunciano. Esempio eclatante è Isola del Liri, dove i sostenitori dell’annullamento del congresso provinciale del PD hanno tentato di legittimare nel congresso del PD il voto e la partecipazione di consiglieri comunali e membri di organismi dirigenti di altri partiti, con il chiaro intento di minare e mettere in discussione il sindaco Luciano Duro e la sua amministrazione: una invasione di campo che non è stata e non può essere consentita. Utilizzare il congresso del PD per colpire una amministrazione comunale è qualcosa di aberrante: solo la ribellione degli isolani democratici ha impedito che questo potesse avvenire bloccando il congresso cittadino. Un altro esempio lampante è Sora, unico caso dove nel giro di tre ore sono arrivati oltre duecento nuovi iscritti, capitanati da persone vicine all’area che ci accusa. Chiediamo dunque chiarezza verso un atteggiamento di chi predica bene ma razzola molto ma molto male. In merito alle gravi accuse che gettano ombre sul PD ciociaro, lo vogliamo dire con forza e con chiarezza: ben venga una discussione approfondita sul cosiddetto “sistema di potere”, siamo i primi a chiederla e siamo pronti a farla, in qualsiasi momento. Quello che emerge dalle irresponsabili parole rilasciate dai tre candidati è solo rabbia, dovuta ad una loro sconfitta sempre più annunciata: appare una mossa premeditata, visto che è compiuta alla vigilia di congressi che molto probabilmente daranno ancora più forza e maggior consenso alla candidatura di Simone Costanzo. Ma la tecnica ben nota dell’avvelenamento dei pozzi quando si avvicina una sconfitta non dovrebbe essere utilizzata da dirigenti provinciali del PD responsabili. Questo modo di affrontare il dibattito congressuale è denigratorio ed offensivo per tutti gli iscritti e gli elettori del nostro Partito.  I nostri iscritti meritano profondo rispetto. Per questo motivo il congresso va avanti: se ci sono casi che meritano l’attenzione della Commissione competente, sicuramente verranno valutati con il massimo rigore. Riprendiamo un dibattito sereno, incentrato sui contenuti e sui programmi e non sulle accuse scriteriate ed i rancori personali».
In serata la decisione di sospendere la competizione elettorale eviterà forse la deflagrazione del partito, ma certo lascerà strascici e cicatrici.

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