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Anagni, terremoto giudiziario in Comune: il PD in piazza chiede le dimissioni di Noto e della sua Giunta

altANAGNI - Sale alta la polemica politica in città dopo le dieci denunce, da parte dei Carabinieri, che coinvolgono anche un amministratore comunale e due tecnici, per le presunte autorizzazioni edili "ad imprenditori amici" concesse dal comune di Anagni in barba alla legge.

Il circolo del Partito Democratico, infatti, in un volantino che sarà distribuito in vari gazebo domani mattina in viale Regina Margerita e al mercato di Osteria della Fontana, chiede le dimissioni del sindaco Carlo Noto e dell'intera Giunta.


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Si legge infatti nel testo: "Alessandro Cardinali (consigliere delegato ai Lavori Pubblici ndr) e due dipendenti dell'ufficio tecnico comunale Sono stati denunciati per corruzione, concussione, associazione per delinquere, falsità ideologica, peculato, turbativa d'asta e truffa aggravata.

La giustizia dovrà fare il suo corso ma è chiara la responsabilità politica e morale di chi dovrebbe tutelare la credibilità e onorabilità delle istituzioni. Il circolo e i consiglieri comunali del Partito Democratico chiedono le dimissioni del sindaco Noto e della sua Giunta. Gli anagnini non meritano questa ulteriore umiliazione".

Il clima è infuocato, e l'inchiesta tutt'ora in corso sta facendo vivere giorni difficili a Noto all'ex assessore provinciale Cardinali - che si è difeso nei giorni scorsi dalle accuse - e alla sua maggioranza che voci di corridoio definiscono "taballante".

Intanto i consiglieri comunali dell'intera opposizione chiedono che venga convocato sulla vicenda un Consiglio comunale.

In una nota stampa infatti scrivono dal PD: "L’opposizione chiede chiarezza e trasparenza e richiama il Sindaco Noto alle sue responsabilità.

Nella giornata di venerdì 25 u.s. i Consiglieri Comunali di opposizione hanno presentato un ordine del giorno per chiedere al Primo Cittadino di riferire in Consiglio Comunale in ordine alla denuncia   del Consigliere con delega Cardinali e di due dipendenti dell’Ufficio Tecnico, accusati di associazione per delinquere, corruzione, concussione, peculato, falsità ideologica, turbativa d’asta e truffa aggravata, con riferimento al modo “allegro” di gestione delle risorse e dell’affidamento di lavori per la realizzazione di opere pubbliche.

L’iniziativa era stata annunciata nei giorni scorsi dal Consigliere Aurelio Tagliaboschi, intervenuto sulla stampa proprio su questo ennesimo scandalo che ha coinvolto la classe dirigente della destra che per oltre un decennio ha malgovernato Anagni.

altI Consiglieri Tagliaboschi, Proietti, Alonzi, Cicconi, Rosatella, Romiti, Potenziani e Savone, (foto d'archivio) hanno ben interpretato il comune sentire degli anagnini, che hanno il diritto di conoscere la verità e di sapere come viene amministrata la casa comune della nostra Città, come vengono gestiti ed utilizzati i denari pubblici.

Il Sindaco colga questa iniziativa come un’opportunità di restituire dignità e credibilità all’Istituzione Comunale, approfondisca i fatti e adotti scelte e comportamenti conseguenti: il limite della sopportazione è stato definitivamente oltrepassato".


Ultimo aggiornamento Sabato 26 Ottobre 2013 14:31

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