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Fiuggi, il consigliere Garofani (Fiuggi Unita): «Bando sia anche per gestione del Palazzo dei Congressi»

FIUGGI - Riceviamo e pubblichiamo dall’esponente di Fiuggi Futura Francesco Garofani in relazione alle modalità di realizzazione del Centro Congressi: «Qualche giorno fa, il comitato tecnico regionale ha dato il via libera al progetto elaborato dallo studio Valle per la realizzazione di una struttura congressuale nell’area del ex campo sportivo. Questo significa che il progetto è ora cantierabile e, infatti, il comune sta già scrivendo il bando. Apprendo dagli uffici che il bando prevede la sola costruzione e non come invece è necessario anche la gestione. Ciò rischia di essere un secondo pesante errore, sia da un punto di vista ambientale che da un punto di vista turistico.
La storia.
Agli inizi del 2008, dopo che il progetto Calatrava era andato inutilmente a bando per ben due volte, la Regione Lazio e la Provincia di Frosinone stanziarono rispettivamente 4,5 milioni di euro e 500.000 euro a favore del comune di Fiuggi per realizzare una struttura congressuale diversa dal progetto Calatrava. L’idea era quella di realizzare in un’area urbanisticamente e ambientalmente sostenibile, diversa dall’area dell’ex campo sportivo, una struttura competitiva con risorse pubbliche e private che assicurassero da subito una gestione oculata e reddituale dell’opera, per dare una risposta concreta alla crisi fiuggina. Invece, e questo è il primo errore, nell’agosto 2008 la giunta Bonanni pubblicò il bando per ricercare un professionista che sulla base delle sole risorse pubbliche progettasse una struttura congressuale nell’area dell’ex campo sportivo. Il bando fu vinto dallo studio Valle. Con la Giunta Martini il progetto Valle è continuato senza che i nuovi amministratori intervenissero su i due punti di criticità voluti da Bonanni: la inadeguatezza dell’area dell’ex campo sportivo e l’assenza di risorse private. Anzi il progetto Valle ha subito un ridimensionamento a causa del fatto che la nuova Amministrazione provinciale a guida Iannarilli, di cui l’attuale sindaco Martini è stato un fervente sostenitore, non ha confermato il finanziamento di 500.000 euro stanziato dall’amministrazione Scalia, di cui facevo parte.

Oggi, il progetto Valle ridimensionato è cantierabile. La giunta Martini, se nulla cambierà, tra qualche settimana pubblicherà il bando per la sola costruzione. E questo è il secondo errore.

Chi scrive rimane convito che l’area dell’ex campo sportivo, per ragioni ambientali e urbanistiche, non sia adatta e che le sole risorse pubbliche siano insufficienti. Il percorso doveva essere un altro e costruito sulla sinergia pubblico/privato fin dalla progettazione. Devo, però, prendere atto della volontà della Giunta Martini e posso solo evidenziare le criticità di tale volontà e avanzare una proposta che tenda almeno a contenerle.

Alcune criticità del bando per la sola costruzione sono:
1)    Il progetto Valle ridimensionato prevede la realizzazione della sola struttura. Mancano tutti gli arredi, che si stima costino  uno forse due milioni di euro.
2)    Con un  bando di sola costruzione il comune sta cercando un imprenditore edile e non già un imprenditore turistico-congressuale, come invece sarebbe necessario. Nella migliore delle ipotesi, l’opera, che verrebbe consegnata al comune, sarebbe inutilizzabile e la sua gestione imprenditoriale inesistente.
3)  Il bando per la sola costruzione non è corredato da un piano economico e finanziario che indichi la competitività e quindi l’utilità dell’opera. Questo significa che non sappiamo se la struttura progettata sarà in grado di aggredire il mercato congressuale  ed intercettarne una porzione sufficiente a far vivere sulle proprie gambe la struttura e generare sviluppo diffuso.

Davanti a tali criticità bisogna usare cautela. La proposta è quella di predisporre almeno un bando per la costruzione e gestione della struttura congressuale che garantisca:
di cercare un soggetto imprenditoriale del settore congressuale, e non già di quello edilizio, che abbia il primario interesse di investire risorse proprie nell'opera per gli arredi e gestirla da subito con professionalità e redditività.

In definitiva, non basta fare ma bisogna fare bene. Per me la strada per una struttura congressuale seria era un’altra, ma in questa situazione il modo per fare il bene possibile, e cioè per non consumare inutilmente il territorio e non sprecare le risorse,  consiste  nel pubblicare almeno un bando per la costruzione e gestione e ritirare il proposito della sola costruzione, che rischia di tradursi nella solita cattedrale nel deserto».

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