il giornalino di Acuto - Frosinone

Home ::> Politica ::> Intervista al neo-deputato di SEL Nazzareno Pilozzi: «C’è bisogno di un governo di cambiamento»

Intervista al neo-deputato di SEL Nazzareno Pilozzi: «C’è bisogno di un governo di cambiamento»

ROMA - È stato eletto alla Camera, nel collegio Lazio 2 in occasione delle ultime elezioni politiche nazionali, il segretario provinciale di SEL ed ex-sindaco di Acuto Nazzareno Pilozzi: gli abbiamo rivolto alcune domande sull'avvio di questa nuova esperienza da parlamentare e sulle prospettive della legislatura appena iniziata.

Quali le prime impressioni all’insediamento da deputato? Qualche episodio particolare, divertente o significativo di questi primi giorni?
Le mie prime impressioni al netto delle normali emozioni di iniziare un così importante percorso, mi raccontano di un luogo che profuma ancora troppo di stantio e di distacco dai cittadini. Dobbiamo lavorare per accorciare quella distanza, che ci rappresenta un palazzo più vicino ad un enclave ottocentesca nella modernità che a un luogo decisionale democratico al passo con i tempi.
L’episodio più significativo di questi primi giorni è stato senza dubbio l’elezione della Presidente della camera Laura Boldrini. Questo episodio, che ho vissuto molto da vicino essendo la Boldrini una deputata di Sel, ci rivela finalmente una politica che riesce a rimettersi in connessine con i cittadini. Laura Boldrini con il suo lavoro di Portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha rappresentato in questi anni l'Italia migliore. Il discorso di insediamento della Presidente Boldrini nella sua semplicità, con l'accento messo sui bisogni di chi ha meno e sulla necessità di ritrovare la giusta sobrietà in un paese sfilacciato e diviso, è stato l'esempio di come il palazzo possa parlare ai cittadini e non solo a se stesso.

Che atmosfera si respira in questo che è un Parlamento profondamente rinnovato rispetto al passato? Che attese ci sono? C'è emozione, tensione, entusiasmo, delusione?

Sicuramente sarà una legislatura molto diversa dalle precedenti, figlia di uno sconvolgimento elettorale importante avvenuto nelle ultime elezioni. I cittadini hanno espresso con il voto una grande richiesta di cambiamento e rinnovamento e il Parlamento non potrà che farsene portatore.

Come sono i primi rapporti con gli altri gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione?
Siamo ancora all’inizio, è ancora presto per trarre conclusioni sui rapporti con gli altri gruppi. Tra l’altro ancora non si riescono a varare le commissioni permanenti che poi sono i veri luoghi di lavoro quotidiano della Camera dei Deputati. 



Che giudizio rispetto alle novità m5S? Si sente vecchia classe dirigente «di partito»? Che impulsi positivi e negativi da questa “new entry” parlamentare?

Il movimento 5 Stelle è il risultato più evidente dello sconvolgimento elettorale e della volontà di cambiamento espressa dai cittadini con il voto. Ora il compito di tutti noi è riuscire a dare al Paese un governo che sappia interpretare quel cambiamento richiesto dai cittadini, se dovessimo fallire il rischio concreto che si corre è quello di riaprire le porte alla restaurazione e alle vecchie pratiche. Sicuramente mi sento classe dirigente di “partito”, non è una scoperta che la mia vocazione politica non è certamente di stampo movimentista. Ciò, ovviamente, non mi sottrae dal ragionare sulla capacità di innovazione che i movimenti hanno saputo innestare nella politica sin dai tempi di Seattle. Negli ultimi anni, grazie ai movimenti, molte battaglie che la politica non è riuscita a concretizzare sono divenute maggioritarie nell’opinione pubblica, basti pensare al referendum sull’acqua pubblica. Ora un grande movimento è chiamato alla decisiva prova delle istituzioni repubblicane, la mia sensazione è che i suoi eletti vogliano lavorare per migliorare e innovare il nostro Paese, resistendo alla tentazione di splendido isolamento dal quale ci rimetterebbe solo l’Italia.

Quali invece i punti programmatici che qualificano l’apporto di SEL? E come va considerato il «passo indietro» di Vendola?
Il compito principale di Sel è quello di ridare centralità al lavoro, messo in un angolo a tutto vantaggio della finanza. Il nostro gruppo lavorerà per attuare politiche che dovranno prevedere investimenti nella green economy, nell’agricoltura di alta qualità, nella istruzione pubblica, nelle politiche culturali e turistiche, in un moderno sistema di mobilità sostenibile e in un rinnovato welfare che introduca finalmente il reddito minimo garantito.
Non credo che vi sia nessun passo indietro da parte di Vendola, lui continua ad essere il Presidente Nazionale di Sel votato dai nostri iscritti e militanti nell’ultimo congresso.

La legislatura potrebbe avere un termine molto a breve: quali dovrebbero essere le priorità da affrontare subito?

Il lavoro, i diritti, misure per il rilancio dell’economia e la nuova legge elettorale. Legge elettorale che a chiacchiere tutti vogliono cambiare, ma a oggi l’unica proposta per abrogare il Porcellum e tornare alla legge precedente l’abbiamo presentata noi di Sel.

E dal punto di vista economico, cosa dovrebbero verosimilmente aspettarsi i cittadini italiani dai prossimi 12 mesi? Ci lasceremo il peggio di questa crisi alle spalle? Su che basi si può sperare in una ripartenza dell'economia?

Questo dipende da che tipo di governo avremo, prima usciamo dalla spirale tagli e tasse prima riusciremo a rilanciare l’economia. Per la verità in queste ultime settimane assistiamo ad una specie di fuga dal pensiero unico dell’austerity che con il suo furore ideologico ha contribuito ad un impoverimento senza precedenti dell’Italia. Oggi, tutti, a partire da Monti, parlano di rinegoziare gli accordi assurdi presi dal governo Berlusconi in sede Europea su pareggio di bilancio e Fiscal Compact. C’è un goffo tentativo di scavalcare a sinistra noi di Sel che insieme a tanta parte del pensiero economico, in verità soprattutto americano, sin dall’inizio abbiamo denunciato il rischio e l’inutilità delle politiche rigoriste. Il futuro dell’Italia e dell’Europa passa solo attraverso nuove politiche di investimento e di tutela del lavoro e dei redditi medio bassi, il fatto che ci siano arrivati tutti ci fa piacere ma non ci fa abbassare la guardia.

Rispetto all’imminente rinnovo della più alta carica dello stato: il presidente della Repubblica, che metodo auspicheresti per individuare le personalità più adatta?

Il metodo è quello della più ampia maggioranza a cui invita la Costituzione Repubblicana. Io spero che il Parlamento riesca a eleggere una personalità che abbia un alto profilo istituzionale e una forte carica innovativa. Un uomo, anzi, forse meglio una donna che abbia a cuore la Costituzione e che la sappia custodire in un profondo spirito democratico. Onestamente non vedo altre figure fuori da questo schema.

E per il governo, che prospettive vedi per il varo di un possibile esecutivo vista la necessità di allargare la coalizione al Senato?

Io ritengo che ancora vi siano tutte le possibilità per varare un governo di cambiamento reale che abbia un programma innovativo. E’ ovvio che determinante sarà l’elezione del nuovo Capo dello Stato a cui spetterà trovare la migliore soluzione per dare un governo al Paese. Noi comunque ribadiamo la nostra assoluta contrarietà a governissimi o governi di larghe intese che contemplino nella maggioranza politica il PdL.

Cosa cambia nel panorama politico provinciale e acutino con la sua elezione? Quali le priorità per il territorio che l’ha vista nascere e crescere politicamente?

Sicuramente anche il panorama politico della nostra provincia esce radicalmente cambiato dalle ultime elezioni. Sel oggi esprime un deputato e il vicepresidente della regione Massimiliano Smeriglio, questo ci assegna una grande responsabilità, ma anche l’opportunità di affermarci ulteriormente attraverso la pratica della buona politica. Per quanto mi riguarda non può esistere una buona politica nazionale ed europea avulsa dai bisogni del territorio. Lavorerò per impegnare il futuro governo nazionale, posto che si riuscirà a formarlo, ad investire seriamente sulla nostra provincia e su le sue eccellenze. Nei decenni passati la nostra provincia grazie al sacrificio e al lavoro di tante donne e tanti uomini, ha dato molto all’economia nazionale. Oggi, dopo un periodo troppo lungo di abbandono, è giunto il tempo che le istituzioni superiori tornino indietro un poco della ricchezza ricevuta per consentire alla nostra economia di poter ripartire. Se non saremo in grado di rilanciare gli investimenti non aggrediremo mai la piaga della disoccupazione.
Alla Camera porterò la voce delle tante lavoratrici e dei tanti lavoratori che rischiano di perdere il lavoro o già sono in mobilità o in cassa integrazione. Dovremo essere in grado di ricostruire insieme alla regione un tessuto di servizi al cittadino che riavvicinino la nostra terra alla parte più avanzata del Paese. Una sanità degna di una nazione civile, una mobilità sostenibile, una qualità dell’aria e dell’ambiente migliore, un’istruzione pubblica che torni centrale, un’agricoltura di alta qualità, un rilancio del turismo, di questo ha bisogno il nostro territorio. Ad Acuto ritengo che vi sia la necessità di innestare un’altra marcia all’amministrazione del Paese, ci stiamo spegnendo pian piano. Dobbiamo invertire questa rotta, raddrizzare il piano inclinato su cui tutto il comune sta lentamente scivolando verso un oblio e un’irrilevanza politica e istituzionale preoccupante. Io sono in campo, con la forza e l’aiuto che un deputato può dare. L’impegno principale è quello di costruire anche ad Acuto l’esperienza di Italia Bene Comune, per uscire da questa fase dobbiamo mettere in sintonia le nostre politiche con quelle nazionali e regionali.

Per poter inserire i commenti è necessario loggarsi.
Se non sei un utente registrato, puoi registrarti ora.

AVVERTENZA: questo sito consente l’invio di cookie di terze parti, per inviarti messaggi in linea con i tuoi interessi e a fini statistici. Proseguendo la navigazione l’utente presterà il consenso all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso,all'installazione di tutti o di alcuni cookies, si veda l'informativa sui coockies (cliccare qui).

Accetto i cookie da questo sito