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La scuola nei programmi del movimento 5 stelle

ACUTO - È in corso in questi giorni una campagna denigratoria ai danni di un movimento che, da anni impegnato nella denuncia impietosa dei misfatti, delle omissioni e degli inciuci della classe politico-affaristica italiana, ha ottenuto un clamoroso successo nelle recenti elezioni politiche. Tale campagna denigratoria sembra corrispondere perfettamente alla massima propagandistica “si fecisti, negat”, che Immanuel Kant, in uno scritto del 1795 esprime con le seguenti parole: Del male che tu stesso hai fatto, per esempio di spingere il tuo popolo alla disperazione e quindi all’insurrezione, nega che tua sia la colpa, ma afferma che la colpa è dello spirito di resistenza dei sudditi (1). È sorprendente come queste parole, scritte più di duecento anni fa, si attaglino perfettamente all’attuale opera di diffamazione contro i “grillini”. Tra le tante accuse ad essi rivolte ve ne è infatti una che è particolarmente ingenerosa, per non dire spregevole: l’accusa di essere responsabili di una eventuale catastrofe sociale, come se la formazione di un qualsiasi governo dipendesse esclusivamente da loro. Ora tale accusa, oltre ad essere falsa, dal momento che i deputati grillini costituiscono una minoranza all’interno del Parlamento, è particolarmente odiosa perché cerca nel Movimento  5 stelle il capro espiatorio di una politica nazionale ed internazionale di lungo respiro che si è resa responsabile, dagli anni Ottanta in poi, di una progressiva limitazione dei diritti acquisiti dai ceti meno abbienti durante le lotte degli anni Sessanta e Settanta: è un dato di fatto incontrovertibile che da molto tempo è in atto un progressivo impoverimento dei ceti meno abbienti cui corrisponde un costante aumento della ricchezza di ristrette minoranze che influiscono potentemente sulle scelte politiche degli Stati.
Ora i partiti tradizionali, che hanno avallato tali scelte, ritagliandosi all’interno di questo raffinato meccanismo di sfruttamento sociale le loro nicchie di privilegio e di impunità, si scagliano spudoratamente contro chi ha sempre denunciato il loro malcostume, la loro ipocrisia, le loro connivenze prima ancora che questi ragazzi a 5 stelle abbiano messo piede in Parlamento!

Oggi è molto diffusa l’idea che le ideologie siano sparite dalla faccia della terra. Si tratta di una grande bugia. L’illusione che non esistano più le ideologie deriva dal fatto che ce n’è una sola che domina incontrastata e che, quindi, non si vede. Tale ideologia, la più insidiosa perché è la madre di tutte le ideologie, è la credenza che i meccanismi economici che regolano la vita di miliardi di esseri umani abbiano la necessità degli eventi naturali e come tali debbano essere accettati e subìti. I partiti cosiddetti di sinistra hanno dimenticato la lezione di Carlo Marx, secondo la quale i sistemi economici vengono fatti dagli uomini, dalle classi dirigenti, dai potentati economici; non sono leggi di natura cui dobbiamo rassegnarci, come la grandine o i terremoti. Il capitalismo, la globalizzazione, la recessione, la stretta fiscale, i sacrifici richiesti alle classi sociali meno abbienti non sono inevitabili, immutabili, immodificabili come lo è la legge di gravità. Sono fatti umani, e come tali possono essere cambiati, corretti, eventualmente aboliti e sostituiti con sistemi migliori. L’appello alla ragionevolezza, al buon senso che i partiti tradizionali fanno in questi giorni per evitare che si scivoli nella catastrofe assomiglia all’appello che un chirurgo maldestro fa all’ammalato agonizzante di compiere l’ulteriore sacrificio di morire senza bestemmiare così almeno può sperare di andare in paradiso. Come meravigliarsi allora del “voto di protesta” di milioni di italiani?

E veniamo a questi “grillini”, a questi giovani che si sono rimboccati le maniche mentre gli altri stavano a guardare o si accapigliavano per spartirsi la torta o ficcavano spudoratamente  il grugno alla greppia dello Stato o davano il loro voto in cambio di favori e promesse. Ebbene questi giovani hanno già fatto un lavoro enorme e si trovano di fronte a un compito ancora più grande. Nonostante l’impegno civico dimostrato in questi anni (e per il quale dovrebbero essere lodati senza riserve) è tuttavia adesso che si vedrà di che pasta sono fatti. Adesso che si troveranno davanti all’estremo pericolo delle lusinghe del potere, alla tentazione diabolica di entrare a far parte di quella casta di privilegiati contro cui hanno sempre combattuto. Io che sono incline al pessimismo e che non credo si possa cambiare un paese se non cambia la mentalità dei suoi abitanti, se non li si educa fattivamente al rispetto delle regole ed alla cura del bene pubblico, ebbene io dico che questi ragazzi vanno sostenuti, vanno aiutati. Essi stessi chiedono di non essere lasciati soli ad affrontare un compito che potrebbe rivelarsi più grande di loro, quasi presentissero l’insidia che si cela nei palazzi del potere, l’insidia corruttrice a cui forse alcuni cederanno, che comincerà ad operare  per disgregare uno schieramento prima compatto, ad avvelenare rapporti di amicizia che sembravano inossidabili, a fiaccare l’entusiasmo che ha reso possibile la loro impresa meravigliosa. Essi dovranno guardarsi anche dagli opportunisti e dai voltagabbana, da quelli che accorrono sempre al desco del vincitore per ottenerne vantaggi. È un pericolo costante, formidabile, continuo. Eppure anche un pessimista come me deve sperare, deve dare fiducia, deve dare il suo contributo affinché queste energie fresche non vadano a finire nella sentina dei vizi a cui ci ha tristemente abituato la classe politica tradizionale.

Ora che vi sia un elemento di novità nel movimento di Grillo è innegabile. Tale elemento si chiama partecipazione e trasparenza: da una parte vi è una dimostrazione concreta di senso civico di alcuni cittadini che si organizzano sul territorio per operare fattivamente; dall’altra essi richiamano la necessità di render pubblico e facilmente controllabile tutto quello che si fa nei palazzi del potere, nelle pubbliche amministrazioni ed in ogni luogo in cui si gestisca denaro pubblico e si prendano decisioni che incidono sulla vita di tutti. Questa necessità della trasparenza assoluta è vitale per lo stesso movimento 5 stelle, che in questo modo diminuisce anche il rischio che i suoi membri possano cedere alle lusinghe di un potere che, di solito, agisce nell’ombra e non ama la pubblicità.

Vengo infine al programma del Movimento sulla scuola pubblica. Devo dire che, prima delle elezioni, esso non mi ha convinto. Era troppo vago, mancavano alcune questioni che ritengo essenziali. Soprattutto mi rende perplessa l’idea di abolire il valore legale del titolo di studio. Non si capisce con cosa lo si voglia sostituire, se lo si vuole sostituire, e con quale spirito è stata fatta una tale proposta. Tuttavia noto con piacere che il tema della scuola pubblica è sempre più presente nei dibattiti del Movimento, che le proposte sono sempre più articolate e condivisibili, che si tiene costantemente fisso lo sguardo sulla Costituzione, stella polare di ogni atto legislativo di qualsiasi Parlamento o Governo e che per troppo tempo è stata colpevolmente ignorata.

1)   Immanuel Kant, Per la pace perpetua, Armando Editore, cit. pag. 112

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