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Politiche 2013, intervista a Nazzareno Pilozzi, candidato alla Camera dei Deputati per Sinistra Ecologia e Libertà

ACUTO - Il segretario provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà Nazzareno Pilozzi risponde alle nostre domande sulla situazione e la prospettiva politica dell’Italia a tre settimane dal voto del 24 febbraio prossimo.
Quali sono le cause della situazione in cui ci troviamo? Ci sono delle responsabilità che possono essere individuate?

Che giudizio dà degli ultimi governi Berlusconi e Monti che si sono succeduti nel corso dell’ultima legislatura?

La causa principale è l’aver relegato in un angolo il lavoro a tutto vantaggio della finanza, della speculazione e della rendita. Questa finanziarizzazione eccessiva si è mangiata l’economia e con essa il futuro di tutti noi, ora va spezzata questa spirale e ridata centralità al lavoro. Le responsabilità storiche sono senza dubbio delle destre, sia quelle liberiste e populiste che quelle tecnocratiche. Le politiche delle destre hanno dapprima portato ad un declino sociale ed economico l’Italia e l’Europa e poi non sono state in grado di contenere in alcun modo la crisi. Berlusconi e Monti sono esattamente la trasfigurazione fisica di queste destre, diverse, ma entrambe responsabili della crisi in atto.

Quali sono gli elementi su cui puntare per puntare realisticamente ad un rilancio economico e sociale dell’Italia? Di cosa c’è bisogno per poterli valorizzare?
Non dobbiamo rassegnarci ad essere i custodi fallimentari di un Paese alla deriva. Le politiche del nuovo governo dovranno prevedere investimenti nella green economy, nell’agricoltura di alta qualità, nelle politiche scolastiche, culturali e turistiche, in un moderno sistema di mobilità sostenibile e in un rinnovato welfare che introduca finalmente il reddito minimo garantito. C’è bisogno di dare più forza al senso di Bene Comune, c’è bisogno di ridare dignità alla parola Pubblico troppo bistrattata negli ultimi anni. Scuola Pubblica, Sanità Pubblica, Investimenti Pubblici insomma dalla crisi non si esce con un’austerità cieca, ma rilanciando politiche anticicliche di sviluppo e crescita sociale, culturale ed economica.

Quali sono i punti di forza di Sinistra Ecologia e Libertà e della coalizione Italia Bene Comune con il Partito Democratico?
La rinnovata unità delle forze progressiste è basata sulla centralità del lavoro. La priorità assoluta del nostro governo sarà l’occupazione, con uno sguardo rivolto soprattutto alle giovani generazioni. Interverremo sulla pressione fiscale inserendo grandi correttivi per ridare progressività al prelievo, siamo al paradosso che chi ha meno paga di più. Noi spazzeremo via questa ingiustizia diminuendo le tasse al ceto medio e basso e introducendo una patrimoniale per i grandi patrimoni immobiliari e speculativi. Finalmente la costruzione degli Stati Uniti d’Europa che affrontino le questioni delle disuguaglianze e della povertà.

Quali sono i punti di debolezza delle principali coalizioni che vi contendono i consensi (PdL-Lega, Grillo, Fare, Monti)? Da un punto di vista politico, quali sono gli elementi a cui secondo lei gli elettori dovrebbero ricercare con maggiore attenzione nella coalizione che si propone per guidare il paese nel prossimo futuro?
Come è chiaro a tutti l’unica coalizione che può vincere le elezioni è il centrosinistra. Gli altri non stanno gareggiando per vincere, ma stanno provando ad utilizzare la peggior legge elettorale del mondo solo per tentare di azzoppare la nostra vittoria. Sono certo che falliranno nel loro intento e che noi riusciremo a dare un governo stabile e di alternativa all’Italia. L’impressione che ho io è che i cittadini dopo anni di burlesque al governo e dopo un anno di cura Monti sentano la necessità di un governo autorevole e serio ma che faccia dell’equità e della redistribuzione delle ricchezze la propria cifra principale.


Sono molti, soprattutto tra i giovani, gli elettori decisi a non andare a votare alle prossime elezioni. Come pensa di convincerli e far cambiare loro idea?
Senza dubbio viviamo un tempo in cui l’amarezza e la rabbia che, non a torto, nutrono i cittadini nei confronti della politica stanno alimentando spinte consistenti al non voto o al voto di protesta. La politica deve fare molto nei prossimi anni per riconquistare la fiducia e il rispetto da parte degli elettori. I cittadini stanno vivendo uno stato di impoverimento senza precedenti, vedono i propri diritti fondamentali restringersi in maniera vorticosa, hanno paura del proprio futuro e di quello dei propri figli. A tutto ciò si somma l’incapacità della politica ad affrontare e risolvere i problemi e il naturale sdegno per l’immoralità e il senso d’impunità delle classi dirigenti. Nonostante tutto bisogna insistere che una buona politica è possibile, che la scelta individuale del non voto o del voto di protesta non fa altro che avvantaggiare la classe dei potenti a discapito dei ceti popolari. La ripresa economica, sociale e culturale dell’Italia potrà avvenire solo attraverso una presa di coscienza collettiva, che non può esaurirsi solo con il voto ma che deve proseguire con l’impegno quotidiano nel sostenere un cambiamento reale del Paese. Le scelte individuali seppur liberatorie e dissacratorie se le possono permettere solo i ricchi e potenti che nulla o poco hanno da chiedere e da rivendicare.


In questi ultimi mesi si è parlato molto spesso dei costi della politica: cosa proponete per ridurre sensibilmente questi costi?
Innanzi tutto bisogna mettere dei tetti seri e rigorosi alle spese elettorali, prevedendo forti sanzioni per chi contravviene, fino alla revoca dell’elezione. Se non togliamo la possibilità per partiti e candidati di spendere cifre astronomiche senza alcun controllo non argineremo mai il fenomeno. Il nostro programma prevede la diminuzione del numero dei parlamentari da 900 a 500, la fine di ogni vitalizio per deputati nazionali e consiglieri regionali, controlli rigorosi e preventivi su spese di gruppi e partiti. Ridurre sensibilmente i costi gonfiati della politica è un impegno indifferibile che va perseguito con costanza ed efficacia, necessario per tentare di ridurre il distacco tra cittadini ed elettori ormai arrivato ad una soglia tale da mettere a rischio i principi democratici.


Nel caso in cui per governare fosse necessaria una alleanza tra più gruppi per la mancata affermazione elettorale della coalizione in entrambe le camere, come pensa che SEL potrà interagire con le altre forze presenti in Parlamento per dar vita ad una maggioranza allargata?

Quali sono le forze politiche con cui verosimilmente sarà più facile dialogare?

Il centrosinistra vincerà e bene le elezioni. Le altre forze politiche saranno chiamate a svolgere l’importante ruolo di opposizione e di controllo ma l’onere del governo peserà essenzialmente sulle spalle di Bersani e Vendola. Il dialogo in parlamento com’è naturale che sia dovrà avvenire con tutti, ma nella netta distinzione di ruoli e responsabilità. Soprattutto sulle riforme di sistema: istituzionale, ed elettorale in primis il dialogo con le minoranze dovrà essere il segno proprio di un nuovo corso, che dovrà contraddistinguersi anche per la capacità di sapersi aprire e confrontare.

Come valuta l’attuale legge elettorale, che lascia agli elettori solo la possibilità di indicare una lista ma non di scegliere direttamente i propri candidati, e che rischia di non assicurare la formazione di una maggioranza coerente e autosufficiente nelle due Camere?
Come ho detto una legge elettorale pessima, degno lascito dei pessimi governi Berlusconi-Bossi.


Come si è arrivati alla sua personale candidatura? Che rapporto ha col territorio del Collegio Lazio 2?
Sinistra Ecologia Libertà ha deciso di scegliere le proprie candidature attraverso le elezioni primarie e non con decisioni centraliste calate dall’alto. Io ho vinto le primarie nel collegio Lazio 2 prendendo i voti non solo nella provincia di Frosinone dove ricopro il ruolo di coordinatore provinciale di Sel ma in tutte le province della circoscrizione. Tutta la mia attività politica e di amministratore pubblico si è svolta nel territorio della circoscrizione dove sono candidato. E’ per me anche motivo di grande soddisfazione il fatto di essere l’unico candidato alla Camera dei deputati della provincia di Frosinone che occupa una posizione eleggibile.

Che impatto potrà avere la sua candidatura e la sua eventuale elezione alla Camera rispetto alla situazione amministrativa locale?
Ritengo possa essere un’opportunità positiva.


È realistico ipotizzare un riavvicinamento tra PD e SEL sul piano amministrativo?
Il centrosinistra che nasce nelle ultime primarie è costituito da Pd, Sel, Psi e Centro Democratico. La stessa coalizione con Nicola Zingaretti governerà la regione, penso quindi che in ogni realtà locale bisognerà lavorare a costruire le ragioni per unire e far vincere il centrosinistra.

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Febbraio 2013 10:08

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