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Il consigliere Felli sui rifiuti da Roma: «Azione unanime con altre Province contro questo scempio»

PALIANO - Entro il 25 gennaio prossimo i rifiuti urbani prodotti dai comuni di Roma, Fiumicino, Ciampino e dallo Stato della Città del Vaticano dovranno essere trattati negli impianti del Lazio, nei limiti della capacità residua autorizzata dagli stessi.Corrado Clini detta le regole per risolvere l'emergenza rifiuti della provincia di Roma e lo fa illustrando il decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, infatti secondo il ministro dell'Ambiente il Lazio è autosufficiente per la raccolta dei rifiuti.

Ma le Province del Lazio non ci stanno e sale la proteste degli amministratori contro la disposizione del decreto di smistamento dei rifiuti di Roma (circa 985 mila tonnellate di rifiuti), che prevede una suddivisione dei rifiuti in base alla somma delle capacità degli impianti del Lazio, e in provincia di Frosinone dovranno essere trasportati e trattati qui  il 30% dei rifiuti di Roma.
«Stiamo parlando di circa 260 mila tonnellate di rifiuti -sottolinea il consigliere provinciale del PD Mario Felli- che verranno trattati dall'impianto  Saf a Colfelice che è autorizzato a trattare 327 mila tonnellate di rifiuti urbani l’anno, e poi nell'inceneritore di San Vittore, dove li non si conosce la quantità di rifiuti, ma si parla  anche dell’impianto di Aria spa di Paliano dove si produce il cdr (combustibile da rifiuto) che è autorizzato a lavorare 120 mila tonnellate. Non  è possibile, se Roma è incapace di gestire i propri rifiuti, la colpa non può ricadere in continuazione sugli altri. La nostra Provincia di Frosinone, è stata già sufficientemente martoriata, si è fatta una battaglia per salvaguardare il nostro ambiente come nella Valle del Sacco, ed ora ci chiedono di infierire sulla nostra terra.
È inaccettabile e non è possibile. Se nell'ultimo periodo ci siamo movimentati per scongiurare la chiusura di ospedali, tribunali ed altri Enti sotto la mannaia dello spending riewiev, adesso bisogna nuovamente riunirci fare gruppo, contro questa scelleratezza. Un gruppo -conclude il consigliere Felli- che deve essere ancora più esteso includendo le altre province di Latina, Viterbo e Rieti, che oggi sono accomunate, attendiamo ora l'esito del ricorso al decreto, ma dobbiamo prepararci alle barricate, per difendere e tutelare il nostro territorio».

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